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Mon09Feb200409:00
Casa: una miniera d'oro per il fisco
La casa è stata, negli ultimi 20 anni, una vera e propria miniera d'oro per il Fisco a cui negli ultimi vent’anni i proprietari di immobili hanno sborsato, secondo una ricerca condotta dal Secit, il Sevizio consultivo e ispettivo tributario, il 965% in più.

Complessivamente, si legge nella ricerca, l’imposizione degli immobili, nel 1980 era stata pari a circa 2.600 milioni di euro e nel 2002 lo stesso esborso ha raggiunto circa 27.700 milioni di euro. Il gettito complessivo è costituito per circa un terzo dall’Ici (imposta comunale sugli immobili) che vale pertanto oltre 9 miliardi l’anno. Il picco degli aumenti dell’Ici si è avuto in particolare negli ultimi 4 anni: i proprietari di seconde abitazioni e titolari di attività produttive hanno sborsato infatti il 6,3% in più.

Sul fronte territoriale, sempre secondo i dati elaborati e diffusi dal Secit, l’esborso maggiore per l’imposta spetta al Lazio, il cui indice è superiore del 50% al dato medio nazionale, seguito da Liguria ed Emilia Romagna, mentre la Basilicata risulta la regione con l’indicatore più basso, inferiore alla media in misura del 62%. Per le famiglie questo vuol dire un esborso medio di 594 euro l’anno, per i proprietari di casa nel Lazio e, all’estremo opposto, di 150 euro per quelle della lucane.

In generale - si evince ancora dall’approfondimento del Secit - l’Ici è particolarmente elevata nelle regioni del Centro, ove in media il prelievo per famiglia è pari a 518 euro.

Fin qui le differenze in ragione del territorio. Ma l’imposizione fiscale varia anche all’interno delle stesse macroaree: la tassa infatti si diversifica tra grandi centri urbani e altri Comuni, tra centri turistici o meno; anche i grandi insediamenti industriali, oppure il pregio di certi centri storici possono comportare un gettito più ampio per alcuni enti locali.

Gli esperti del Secit, sempre secondo i documenti esaminati, rilevano che con l’Ici si attua un prelievo fiscale “fortemente sperequato, interamente basato su rendite catastali che non riproducono i redditi e i valori effettivi di mercato delle proprietà immobiliari”.

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