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Tue04Nov200318:00
Il 2003? Un'ottima annata per il mercato immobiliare
Il 2003 si chiude ancora nella fase positiva del ciclo immobiliare italiano anche se iniziano ad osservarsi rallentamenti rispetto agli anni precedenti, soprattutto dal lato dei prezzi.
Scenari Immobiliari conferma le previsioni predenti, stimando una crescita del 7% anno su anno.

In valori assoluti, i mercati principali da soli faranno totalizzare nel 2003 un fatturato superiore ai 103 miliardi di euro.

Rallenta il trend dopo le ottime performance realizzate dal 2000 al 2002 con, rispettivamente, variazioni annue di oltre l'11 per cento e del 7,8 per cento. La previsione al 2004, ipotizzando una ripresa graduale dell'economia verso la fine dell'anno, è di una crescita del fatturato del 3,9 per cento annuo, quindi poco superiore al tasso di inflazione.

Il residenziale, che rappresenta i due terzi del mercato immobiliare italiano, ha iniziato la ripresa con un anticipo di circa un anno rispetto agli altri settori.

Il mercato è previsto chiudere l'anno 2003 con un fatturato di 84,55 miliardi di euro,
che rappresenta una crescita del 7 per cento rispetto al 2002. L'incremento è dovuto all'aumento congiunto di prezzi e compravendite: i prezzi medi rilevati nel 2003 sono aumentati del 7,2 per cento.

Secondo le indagini di Scenari Immobiliari sono cambiate anche le motivazioni che spingono la famiglia ad acquistare casa e si fa sempre più consistente la quota di chi sceglie la casa come bene d'investimento: rimane stabile la quota di famiglie che acquista per necessità (il 44,2 per cento contro il 48 per cento del 2002) mentre cresce sensibilmente la quota di chi acquista per investimento: dall'8,7 per cento del 2002 al 26 per cento del 2003.

Scendono notevolmente le percentuali di chi decide di acquistare per vivere in una casa migliore (soddisfatta la domanda del 2002) e chi vuole acquistare per trasferimento o avvicinamento al luogo di lavoro.

Il fatturato del mercato residenziale turistico toccherà quota 2,6 miliardi di euro a fine 2003, con un incremento dell'8,3 per cento sul 2002. Le previsioni al 2004 sono di un'ulteriore salita del mercato ed il fatturato dovrebbe sfiorare i 2,75 miliardi di euro, con una crescita del 5,8 per cento sull'anno precedente.

Il settore terziario/uffici ha risentito meno degli altri Paesi europei della crisi legata
all'esplosione della bolla di internet, confermando un trend crescente per le quotazioni medie.

La domanda ha tenuto nella prima metà del 2002, con flessioni nell'ultima
parte dell'anno, dovute all'acuirsi della crisi economica globale. L'andamento per l'anno in corso è positivo, anche se inferiore al biennio 2001-2002.

Il fatturato stimato a fine anno raggiungerà i 5,93 miliardi di euro con un incremento del 7,8 per
cento rispetto al 2002. La buona performance del settore è legata principalmente alla
crescita delle quotazioni (soprattutto canoni), mentre gli scambi sono stazionari.
Il comparto industriale continua nel 2003 la fase di rallentamento iniziata nel
secondo semestre 2002, con un fatturato a fine anno cresciuto di 5,1 punti percentuali rispetto al 2002, e raggiungerà quota 4,1 miliardi di euro. Le previsioni al ribasso per questo settore sono legate all'andamento dell'economia generale (indice della produzione industriale in calo).



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