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Nel Dpef per far ripartire l’economia italiana è indicata un’opzione poco consona alle abitudini degli italiani: il prestito ipotecario per i consumi. La banca mette a disposizione una somma (Home Equity Loan) o più frequentemente una vera e propria linea di credito (Home Equity Line of Credit), garantita dall’Home Equity a disposizione del consumatore.

L’home equity   è la differenza tra il valore dell’immobile e il debito residuo del mutuo; la garanzia è dunque un’ipoteca di secondo grado sulla casa di proprietà del consumatore.

E’ un prodotto tipicamente americano, dove le famiglie lo utilizzano per pagare l’università dei figli o l’auto e così via.

I tassi sono molto appetibili, a causa dell’attuale congiuntura di mercato e della garanzia ipotecaria alla base del prestito.

Restano da verificare, a mio parere, diverse cose:

 

Ø      I consumatori italiani accetteranno il prodotto, come fanno gli americani? Negli Stati Uniti esistono detrazioni fiscali per gli interessi, non in Italia. Riuscirà il Governo a incentivare l’utilizzo di questi prestiti per far ripartire i consumi?

 

Ø      Cosa succederà quando i prezzi degli immobili caleranno?

 

Ø      L’ipoteca necessita dell’intervento di un notaio, il cui costo aggraverebbe le spese correlate al prestito. Come risolvere questo problema?

 

Ø      Il sistema bancario è pronto a offrire questo tipo di prodotto?

 

Un’ultima precisazione: il Corriere della Sera sottolinea che in Olanda il livello di indebitamento per la casa in rapporto al prodotto interno lordo è pari al 70%. E’ anche vero però che nei Paesi Bassi gli interessi sui mutui per la prima casa sono interamente deducibili in sede di dichiarazione fiscale.




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