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Mon07Jul200302:19
I broker dominano il mercato dei mutui ai subprime
Negli ultimi tempi l'industria del credito al dettaglio ha registrato un crescente interesse per il segmento subprime - ovvero la fascia di mercato costituita dai prenditori con basso merito di credito e con una credit history non perfetta. Anche "Il Credito ai Consumatori" contribuisce, riportando uno studio di "Inside B&C Lending" sui mutui al segmento subprime Secondo il nuovo studio di Inside B&C Lending, nel primo trimestre 2003 i mediatori creditizi si sono confermati il principale canale distributivo dei mutui nel segmento subprime anche se la loro quota di mercato è calata al 61.1%, contro il 65,9% del trimestre precedente.

Il dominio dei mediatori creditizi nel segmento subprime conferma il dato generale: secondo Inside Mortgage Finance, nel primo trimestre il 60,5% dei mutui ai consumatori è stato prodotto attraverso i mediatori creditizi (su un totale di 496 miliardi di dollari).
Nel segmento subprime i broker hanno riportato una quota di mercato del 45%, invariata rispetto allo scorso anno ed in crescita del 4,8% rispetto a due anni fa.

Lo sviluppo dell’attività dei broker non è casuale, sono diventati una componente chiave della strategia di minimizzazione dei costi dell’attività creditizia da parte degli istituti creditizi.

Questi ultimi hanno dedicato più tempo e risorse (anche dal punto di vista tecnologico) per sviluppare le relazioni con i mediatori creditizi e facilitare il processo di stipulazione dei mutui. I principali istituti creditizi hanno aumentato le commissioni ai broker, e in diversi convegni sono state discusse le best practice per difendersi dai broker disonesti.

Mentre i broker hanno guadagnato terreno negli ultimi mesi, i corrispondenti hanno avuto un andamento altalenante. Solo il 16,1% dei volume del primo trimestre è stato prodotto attraverso relazioni di corrispondenza, che implicano l’acquisto di una serie o un blocco di prestiti già stipulati. Nel 2002 i corrispondenti hanno avuto una market share pari al 21,1%.

Per quanto riguarda gli istituti creditizi, hanno visto la loro quota di mercato crescere nella prima parte del 2002, un trend che è dovuto, almeno in parte, alla crescita costante di internet. La loro quota per il primo trimestre 2002 è stata pari al 38,9%, contro il 34,2% per l’intero 2002.

Per quanto riguarda il merito di credito dei prenditori, i prestiti a consumatori con più alto standing creditizio hanno continuato a dominare il mercato subprime nella prima parte del 2002.
I mutuatari con rating A- (ovvero quelli con uno score maggiore di 580) hanno costituito il 78% del totale, contro il 77% per l’intero 2002.
I mutuatari con rating B (score compreso tra 560 e 579) hanno avuto una market share dell’8,3%, mentre le fette di mercato per le categorie C e D sono state rispettivamente il 6,3% e il 7,6%.

Nel primo trimestre dell’anno, il 66% dei mutui ai subprime è stato stipulato a tasso variabile, mentre le sostituzioni di mutui hanno aumentato il loro peso a discapito dei mutui per l’acquisto di immobili.




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