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Mon30Jun200300:48
Ontario (Canada): Mutui a tasso zero
La questione delle agevolazioni alle giovani coppie per l’acquisto della prima casa è ancora aperta e controversa. In mezzo ad un coro unisono di consensi, riportiamo un parere molto interessante e fuori dagli schemi. Non si riferisce allo specifico caso italiano, ma solleva obiezioni da tenere conto in sede di valutazione del provvedimento.

"Il Governo dell’Ontario vuole rendere deducibili gli interessi sui mutui.

Non è un’idea molto buona

Con le prossime elezioni, il Governo bipartitico progressista-conservatore dell’Ontario sente di avere intrapreso una politica vincente fatta di tagli fiscali – la deducibilità degli interessi sui mutui per la prima casa sino a 5.000 dollari canadesi (circa 3.200 €). Sembra proprio essere una grandissima idea per i proprietari come me, dovrò solo andare in cabina elettorale e votare bene. Dopo tutto, non solo otterrò un altro taglio fiscale (fino a 5.000 dollari canadesi l’anno), ma vedrò anche salire il valore dell’immobile tanto quanto la ressa degli aspiranti acquirenti della mia casa.

Certo, se fossimo dei puri egoisti, dovremmo votare così.

Ad ogni modo, noi vogliamo anche un sistema fiscale che supporti la crescita economica e la creazione dei posti di lavoro. La deduzione degli interessi sui mutui dal reddito imponibile è uno tra i peggiori tagli fiscali che si possa considerare, in quanto indebolisce gli investimenti e la produttività. Si può fare di più.

Dato che molti nostri lettori hanno la casa di proprietà, sospetto che qualcuno potrebbe mettermi al rogo per il mio parere. Spero che pazienteranno e ascolteranno le mie ragioni.

Un sistema fiscale efficiente è basato su aliquote basse e consistenti basi imponibili. Togliendo la tassa sui risparmi non si incentiva solo la crescita, ma si garantisce l’equità, dato che gli investimenti finanziati da utili tassabili sono già stati tassati. Ma anche se è una ottima cosa eliminare la tassa sui risparmi, non si può dire altrettanto per gli incentivi agli investimenti.

La deducibilità degli interessi sui mutui incentiva di gran lunga l’acquisto della prima casa. Bisogna però ricordare che, ad oggi, i contribuenti con la casa di proprietà non pagano le tasse sul capital gain e l’affitto figurativo relativo.

Dato che la residenza principale è esente da tassazione, i contribuenti non possono dedurre gli interessi e le altre spese derivanti dal possesso di una casa. L’abitazione principale è quindi un attività non tassata, una delle poche disponibili per i contribuenti. Ma se si ammette tale deduzione senza una corrispondente tassazione del reddito derivante dagli immobili, allora l’acquisto di questi ultimi è incentivato attraverso l’imposta sul reddito.

In alcuni Paesi europei, è possibile dedurre gli interessi sui mutui per la prima casa, sono tassati anche gli affitti figurativi. Ad ogni buon conto il sistema è caotico e molti Paesi stanno riducendo la deducibilità degli interessi in questione [non in Italia, dove si pensa di ampliarla, ndr].

Gli Stati Uniti hanno imposto la tassa sui capital gain ai proprietari e previsto la deduzione degli interessi e delle tasse sulla proprietà, ma senza l’inclusione degli affitti figurativi.

A differenza dei canadesi, gli americani di norma non pagano le rate in conto capitale, allo scopo di preservare la deducibilità degli interessi. Nel 1984 un report per il Presidente Reagan – lo stesso che ha portato alla riforma fiscale due anni dopo – ha cercato di annullare gli effetti dannosi degli incentivi all’acquisto di immobili eliminando la deducibilità degli interessi sui mutui. La proposta è fallita, date le difficoltà di togliere un beneficio fiscale pienamente incorporato nei prezzi delle case.

Le agevolazioni per l’acquisto di immobili non generano crescita economica e competitività. Gli incentivi che incoraggiano i singoli ad investire nel mattone rendono più difficile la ricerca di capitali per gli investimenti da parte di aziende e imprenditori.

Inoltre, questi sussidi sono capitalizzati nei prezzi delle case: i prezzi si alzano e diventa più difficile per i nuovi proprietari [tipicamente affittuari e giovani coppie, ndr] comprare casa.

Il Governo fa bene a proporre ulteriori tagli alle tasse, cosa che non viene presa in considerazione dagli altri due partiti nell’Ontario. Possono però essere studiati dei tagli più efficienti rispetto alla deducibilità degli interessi sui mutui. Ad esempio, abbassando il tasso marginale dell’imposta sui redditi (inclusa la sovrattassa sui redditi più alti) e i sussidi ai contribuenti sotto il limite di povertà (che scoraggia il lavoro) i risparmi sarebbero più efficienti. Continuando sulla strada delle agevolazioni fiscali per le imprese per incoraggiare gli investimenti nell’industria otterremmo benefici maggiori rispetto ai sussidi per l’acquisto degli immobili.

E’ una vergogna che il Governo dell’Ontario abbia sbagliato l’applicazione dei tagli fiscali tramite la deducibilità degli interessi sui mutui. I tagli hanno senso, ma non questo".

Fonte: Jack Mintz, "Home fires burning", Canadian Business, 23. giugno 2003

L’autore è il presidente e amministratore delegate del C. D. Howe Institute e professore di Scienza delle Finanze alla Scuola di Management Joseph L.Rotman, Università di Toronto

 

 

Sul sito www.portalino.it abbiamo già menzionato i possibili effetti sui prezzi degli immobili delle agevolazioni all’acquisto della prima casa (sotto qualunque forma vengano attuati).

Si tratta di un rischio concreto e che potrebbe provocare effetti dannosi sia per i nuovi acquirenti, sia per gli affittuari, soprattutto se si considerano le attuali condizioni del mercato immobiliare.

Come ha sottolineato il professor Mintz, diventa difficoltosa l’eliminazione degli incentivi all’acquisto del mattone, sia per ragioni politiche che economiche, dato che i prezzi incorporano e scontano gli effetti delle agevolazioni, le quali "drogano" la domanda di immobili.

Il provvedimento deve essere studiato molto attentamente, altrimenti il vero beneficiario del provvedimento non sarà chi acquista, bensì chi vende. E a spese dello Stato.