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Gli scandali in casa Freddie Mac rischiano di provocare un terremoto nel mercato immobiliare americano. Il pericolo intravisto da molti osservatori è che i problemi interni al colosso dei rifinanziamenti sui mutui possano determinare una crisi di fiducia, con conseguente drastico rialzo dei tassi sui mutui, ora ai minimi trentennali.

Un pericolo su cui concorda anche Michael Di Stefano, analista di Standard & Poor: .

Esistono quindi rischi di effetto domino?

Al momento non ci aspettiamo conseguenze drastiche a meno di nuove sorprendenti rivelazioni. Freddie Mac ha agito con decisione rimuovendo i vertici e dando un segnale incoraggiante ai mercati che hanno risposto positivamente dopo la valanga di ordini di vendita delle prime ore.

Ora però deve rivedere i conti degli ultimi tre anni.

La revisione ci sarà e sarà anche significativa ma questo è uno dei pochi casi in cui un evento del genere si traduce in una lieta sorpresa per gli investitori. Aumenteranno gli utili netti e quindi il titolo dovrebbe beneficiarne. Il problema può venire semmai da un intervento regolatorio del Governo. Ma le autorità sanno bene che cambiare la situazione potrebbe provocare incertezza. Al limite il Governo potrebbe decidere di limitare il campo di azione di Freddie Mac e Fannie Mae.

Quali sono i rischi nell'immediato?

Ovviamente c'è un problema di immagine da recuperare tra gli investitori ma Freddie Mac continua a operare con successo sul mercato dei mutui e ad avere accesso a capitali freschi. Questa settimana è riuscita a piazzare senza problemi obbligazioni per un miliardo di dollari e questo è un ottimo segnale. Molti clienti di Freddie Mac sono investitori istituzionali, che non si lasciano trascinare dall'onda delle emozioni.

C'è chi parla di bolla immobiliare ora più vicina allo scoppio.

Prima di tutto bisogna vedere se c'è davvero una bolla. A mio parere è vero che i prezzi sono cresciuti drasticamente in alcune città, ma a livello nazionale la situazione è sotto controllo. Se di bolla si può parlare, è solo per alcune città come New York e Los Angeles. Certo, se i tassi dovessero aumentare, i grandi mercati metropolitani sarebbero i primi a soffrirne.

Insomma, i pericoli sono limitati?

La crisi di Freddie Mac è totalmente diversa dagli scandali tipo Worldcom o Enron e non bisogna aspettarsi sviluppi di quel tipo. Qui non ci sono stati buchi di bilancio e non sono state inventate entrate dal nulla. La sensazione è che la situazione sia molto meno drammatica di quanto possa sembrare in questo momento e che il tutto finirà la dov'è iniziato, con un amministratore delegato e un presidente che hanno commesso sciocchi errori di giudizio e li hanno pagato con il proprio posto.

C. Poggi, Il Sole 24 Ore



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