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Italiani popolo di risparmiatori anche in tempo di crisi, ma desiderosi di leggi piu' severe a tutela dei loro averi.

La conferma arriva dall'indagine Acri-Ipsos in occasione della 85/esima Giornata mondiale del risparmio che evidenzia come continua a essere il 'mattone' il modo preferito di impiegare il denaro. Nonostante la crisi, quindi, sembra ritrovata la capacita' di risparmio. Aumenta, infatti, il numero di coloro che riescono a risparmiare (37%, 3 punti percentuali in piu' rispetto al 2008) e il Nord Est si conferma l'area con la maggior concentrazione di famiglie in grado di accumulare risparmio. Un incremento considerevole si registra anche nel Centro Italia, dove si passa dal 30% del 2008 al 39%.

Costante la percentuale di coloro che consumano tutto il reddito (38). E cala, per la prima volta dal 2004, il numero di coloro che consumano piu' di quanto incassano (sono il 25%: una famiglia su quattro, contro il 27% del 2008); tra queste rimane costante il numero di coloro che ricorrono ai risparmi accumulati (18%) mentre diminuisce quello di coloro che hanno dovuto ricorrere ai prestiti (sono il 7%, erano il 9%).

Gli italiani quindi mantengono una forte propensione al risparmio (l'87% vorrebbe risparmiare) e lo considerano saldamente ancorato al concetto di economia reale (lo e' per il 60% del campione). Il 48% riconosce inoltre alle banche il ruolo di soggetto intermedio tra l'economia finanziaria e quella reale e l'88% ritiene fondamentale il loro radicamento sul territorio.

Ma quali sono le modalita' di risparmio preferite?
L'indagine evidenzia che la preferenza per la liquidita' rimane ancora il tratto che ci caratterizza. Il 62% (era il 60% nel 2008) tiene o terrebbe i risparmi liquidi, mentre solo il 33% (era il 35%) li investe o li investirebbe: tra questi calano sensibilmente coloro che hanno la tendenza a investire buona parte dei loro risparmi (dal 12% del 2008 al 9%). Tra le possibili forme di investimento, i piu' considerano ancora 'il mattone' (54%) l'investimento ideale; aumentano i propensi all'investimento a rischio, che raddoppiano, passando dal 3% nel 2008 all'attuale 6%.

In merito alla percezione delle regole e dei controlli per la tutela del risparmio, il numero dei fiduciosi torna a contrarsi: nel 2008 il 44% riteneva regole e controlli efficaci, ora il dato e' del 39%. Gli italiani sembrano sperare in una legislazione piu' severa, con l'idea che questa consentirebbe rendimenti piu' certi (39% sul totale, 48% sugli investitori).



 

Fonte: www.aduc.it




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