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La Banca nazionale romena (Bnr) ha rivendicato pretese riguardo alla restituzione del tesoro romeno inviato in custodia a Mosca durante la Prima guerra mondiale e mai più tornato nel Paese balcanico.

''La Romania non deve dimenticare che il suo tesoro si trova ancora a Mosca. La Banca Nazionale non rinuncera' mai al suo diritto di rivendicare questo tesoro inviato nel 1916 durante la Prima guerra mondiale in custodia nella capitale russa per salvarlo dall'occupazione tedesca e mai piu' restituito'', ha detto il governatore della Bnr, Mugur Isarescu, durante una conferenza stampa organizzata nel tentativo di sensibilizzare la comunita' internazionale alla questione del tesoro romeno.


E' la prima volta che la Bnr parla ufficialmente della sorte del tesoro mandato a Mosca, sottolineando che si tratta di 91 monete e circa 7mila ligotti, in tutto 93,4 tonnellate d'oro. Nel 1999, quando e' stato calcolato l'ultima volta, il valore del tesoro romeno in Russia era di 785 milioni di dollari. A partire dal periodo interbellico, le autorita' di Bucarest hanno cominciato a mettere insieme i documenti necessari per attestare il fatto che parte del tesoro nazionale era stato mandato in custodia nella Russia alleata e che la Romania ha quindi il diritto di chiederne la restituzione.


''Dal punto di vista giuridico e storico, i documenti che attestano il nostro diritto sull'oro mandato a Mosca sono completi e in perfetto ordine'', ha detto Isarescu. Sfortunatamente ha continuato - la decisione di restituire il tesoro e' soltanto di natura politica e la palla si trova ora sul campo della Russia. Mosca ha sempre rimandato una decisione e finora ha soltanto accettato la creazione di una commissione di esperti russi e romeni per studiare le circostanze storiche e giudiriche, nelle quali il paese balcanico ha trasferito parte del suo oro nella vicina Russia.

Ansa



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