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E’ passata in silenzio, quasi ignorata dai media, non perché non interessi i cittadini, ma probabilmente perché è stato approvata all’unanimità dalla Camera, con solo sei astensioni. E’ la Ratifica al Trattato di Adesione all’Unione europea tra gli stati membri e i nuovi 10 paesi (Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovenia, Ungheria, Cipro e Malta).
Un atto sicuramente storico per l’Unione Europea, che si allarga a Paesi alcuni dei quali solo fino a pochi anni fa erano aderenti al Patto di Varsavia o erano addirittura parte integrante dell’URSS. Un atto che ha anche grande valenza nella politica interna di tutti e 25 i Paesi, per le nuove politiche di coesione da adottare, per i riflessi economici dell’adesione, per lo spostamento dei confini esterni dell’Unione, per la
scelta anche di prospettiva politica che ha comportato l’allargamento.

Tutti i 25 Paesi dovranno ora depositare entro il 30 aprile 2004 (presso il Governo Italiano, depositario del Trattati di Roma del 1957) la ratifica del Trattato approvato secondo le norme vigenti nei singoli Paesi. Nel nostro Paese è necessaria naturalmente ancora l’approvazione del Senato.

Anche per curiosità di chi può esservi interessato molto sinteticamente descrivo cosa prevedono il Trattato e l’unito atto di adesione, che dal punto di vista istituzionale modifica, alla luce della non immediata adesione di Bulgaria e Romania, alcune delle decisione prese con il Trattato di Nizza:
- la composizione del Parlamento Europeo che avrà, dopo le elezioni previste il 13 giugno 2004, 732 parlamentari;
- la ponderazione dei voti della Commissione Europea. E’ prevista una norma transitoria fino al 1 novembre 2004, data in entrata in vigore del Trattato di Nizza. Dopo quella data il Consiglio Europeo avrà 321 voti ponderali. La maggioranza qualificata necessaria per l’approvazione di un atto sarà quindi di 232 voti per gli atti proposti dalla Commissione e di 232 voti espressi da almeno due terzi degli Stati membri negli altri casi (non molto semplice assumere decisioni!);
- la scadenza dell’attuale commissione anticipata al 31 ottobre 2004, che da subito sarà integrata da nuovi 10 commissari. In sostanza, ogni Stato membro avrà un commissario;
- la composizione della Corte di giustizia (1 giudice per Stato membro), della Corte dei Conti (anche qui 25 membri), del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni che vedono adeguata la composizione portando i due organismi da 222 a 317 membri.

Per il resto:
- Schengen: il Trattato prevede che l’eliminazione definitiva dei controlli alle frontiere interne (Italia - Slovenia per capirsi) avverrà successivamente all’adesione, in una data oggi ancora non definita, a seguito di una decisione del Consiglio sentito il Parlamento europeo. Nel frattempo i paesi devono lavorare per migliorare i sistemi di controllo alle frontiere esterne.
- Ci sono poi tutta una serie di norme tecniche che riguardano le politiche agricole, la partecipazione al bilancio dell’UE ­ con norme che tutelano i nuovi paesi aderenti per evitare che si trovino in una situazione meno favorevole a quella precedente alla data di adesione, le risorse finanziaria aggiuntive per adeguare alcuni settori chiave come la giustizia, il controllo finanziario, l’ambiente, la sicurezza nucleare ecc.

Naturalmente la costruzione di una vera Unione Europea, con una politica economica, interna ed estera unica e autorevole, nel rispetto delle autonomie locali è ancora lontana. Ci auguriamo tutti che il semestre italiano si concluda con l’approvazione di un buon testo, condiviso e durevole della nuova Costituzione Europea. Un’Europa forte è indispensabile non solo per i suoi cittadini, ma anche per costruire un equilibrio mondiale diverso, basato su una politica internazionale che sappia trovare maggiori strade di dialogo e di prevenzione dei conflitti internazionali.

Ettore Rosato news



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