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Mon02May201116:29
Grecia: banche riducono dipendenza da BCE
Le principali banche greche hanno presentato nei giorni scorsi un piano finalizzato a ridurre la propria dipendenza dal sostegno della Banca Centrale Europea, un´iniziativa che è stata vista come un ulteriore tentativo da parte della Grecia di evitare la ristrutturazione del proprio debito, ormai giudicata quasi inevitabile da un ampio numero di analisti al fine di evitare il default del Paese ellenico.

Tagli al personale, ulteriori restrizioni al credito, dismissione degli asset non riconducibili al core business (come gli alberghi), vendita delle reti profittevoli nel sudest europeo sono tra le principali misure che, secondo i banchieri greci, dovrebbero contribuire a stimolare la liquidità interna. Tali piani, che si trovano ancora in una fase preliminare, sono stati presentati nei giorni scorsi alla Banca Centrale greca e ai rappresentanti di Commissione Europea, BCE ed FMI.

Le banche elleniche sono già ricorse a una sostanziale stretta creditizia per evitare una corposa emorragia dei depositi; nello scorso anno i risparmiatori hanno ritirato depositi per oltre 40 miliardi di euro, pari al 14 per cento dei depositi complessivi presenti nelle banche greche; tale ritiro ha aggravato ulteriormente i problemi di finanziamento delle banche, accrescendone la dipendenza dalla BCE, la quale ha avvertito che un´ipotetica ristrutturazione del debito greco avrebbe un impatto catastrofico sul normale accessi ai mercati finanziari.
Le banche greche hanno contratto prestiti per quasi 90 miliardi di euro utilizzando i titoli di Stato come prodotto collaterale, e sono state escluse dai mercati interbancari dal momento dell´avvio del piano di salvataggio del Paese da parte di UE ed FMI.



Marcello Berlich



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