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Un’azienda italiana, la cremonese Poli spa, è riuscita ad aggiudicarsi la privatizzazione di una delle più importanti aziende di Stato macedoni (Mzt Hepos) con l’aiuto di una banca slovena. Le cifre in ballo non sono rilevanti ma i contorni industriali della vicenda sono significativi.

Grazie all’acquisizione dell’azienda di Skopje la piccola società lombarda che ha un fatturato inferiore a 20 milioni di euro è diventata il terzo produttore mondiale di sistemi frenanti per il trasporto su rotaia. Prima produceva e vendeva in tutto il mondo solo componenti, ora è in grado di fornire ai costruttori suoi clienti (Alstom, Bombardier, Siemens, Caf, Ansaldo Breda) il meccanismo completo.

Oltre alla Poli in tutto il mondo sono in grado di produrre il meccanismo completo solo altri due gruppi: l’americana Sab Wabco e la tedesca Knorr Bremse. Queste due multinazionali hanno fatto di tutto per acquistare il primo produttore dei Paesi dell’Est, ma non ce l’hanno fatta. L’ha spuntata la Poli promettendo di salvaguardare i 450 posti di lavoro invece di chiudere gli stabilimenti. “A darci una mano importante – spiega il direttore generale Francesco Poli – è stata la Ljubljanska Banka. Avevamo chiesto un finanziamento alla Bers di Londra, ma non la finivano più di fare valutazioni e noi rischiavamo di perdere l’affare. E così ci siamo rivolti alla banca slovena che ha una sede a Trieste e filiali a Skopje. Lo staff si è rivelato più efficiente e veloce nelle valutazioni, nell’assistenza tecnica e legale e così siamo riusciti a chiudere battendo i competitor. Abbiamo trattato prima con lo Stato e poi con gli altri azionisti.”

La Ljubljanska, partecipata dal gruppo belga Kbc, grazie alle sue controllate è uno degli istituti di credito meglio posizionati nell’area dei Balcani. Lo scorso anno ha gestito flussi di pagamenti all’estero per 1 miliardo, cioè un quarto dell’interscambio Italia – Slovenia e ha investito 100 milioni in finanziamenti ad aziende italiane ed europee che operano nei paesi dell’Est.

Corriere della Sera - Corriere Economia - 06/09/2004



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