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L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, con decisione del 28 settembre 2001, ha dato il via libera all’impiego dei sistemi di rilevazione L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, con decisione del 28 settembre 2001, ha dato il via libera all’impiego dei sistemi di rilevazione delle impronte digitali all’entrata degli istituti di credito.

Il provvedimento si rende necessario tenuto conto della particolare natura delle informazioni biometriche, dall’assenza di norme specifiche e dalle particolari esigenze di sicurezza connesse con l’imminente introduzione dell’Euro, che determinerà la disponibilità da parte delle banche, negli ultimi mesi dell’anno corrente e nei primi mesi del 2002, di ingenti quantitativi di denaro contante.

Il Garante ha quindi posto i limiti entro i quali possa considerarsi lecita, l’installazione di sistemi di acquisizione criptata delle impronte digitali e quali devono essere le garanzie imprescindibili da assicurare nel rispetto della legge 675/96:

1. L’impiego dei sistemi di rilevazione delle impronte digitali non può essere generalizzato ma deve riferirsi a situazioni di concreto rischio valutate dall’istituto bancario anche sulla base di concordanti valutazioni da parte dei locali organi competenti per l’ordine e la sicurezza pubblica.

2. La rilevazione delle impronte non può dar luogo ad alcuna schedatura da parte degli istituti di credito, i quali, quindi, non potranno in alcun modo costituire banche dati con le informazioni raccolte.

3. L’accesso all’interno dell’istituto deve avvenire su base volontaria e consensuale: in caso di indisponibilità del cliente a sottoporsi alla rilevazione criptata, dovrà essere lasciata ai responsabili delle filiali la valutazione di farlo accedere con eventuali cautele (per es. richiesta di esibizione di un documento di riconoscimento).

4. Le banche devono predisporre un’informativa all’ingresso dell’istituto per propria clientela, formata ai sensi dell’art. 10 della legge 675/96, circa la presenza dei sistemi di acquisizione cifrata delle impronte digitali.

5. Soltanto l’autorità giudiziaria o di polizia, e con riferimento a specifiche attività investigative connesse alla commissione di reati, potrà decifrare ed accedere alle informazioni. Il personale preposto all’utilizzo ed alla manutenzione delle apparecchiature non deve poter avere in alcun modo accesso “in chiaro” alle informazioni cifrate.

6. I dati cifrati raccolti devono essere integralmente cancellati (automaticamente) dopo una settimana.

L’Autorità ha, infine, comunicato il provvedimento all’ABI e al Ministero dell’Interno per ricevere ogni utile collaborazione.
Fonte: Bancalex press release
http://www.garanteprivacy.it



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