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Fri26Sep200318:00
Brevetti e software: verso il monopolio ?
Nei prossimi giorni il Parlamento Europeo di Strasburgo si occupera' della possibilita' di brevettare "invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici", il rapporto McCarthy.

Il pericolo che si corre non e' che verranno meglio specificate le questioni relative a brevettabilita' che consentano di "premiare" la capacita' tecnologica di mettere in pratica qualcosa, ma che si apra indiscriminatamente al brevetto delle idee, e quindi che si vada verso una gestione monopolista delle stesse.

Per capire: e' come se si volesse mettere un brevetto al computer in quanto tale, e non per esempio a questo o quell'altro specifico elaboratore.
Si tratta di voler ingabbiare quelle idee grandi che hanno fatto la storia e che potrebbero ancora tanto contribuire al miglioramento della vita di tutti.
Inoltre che le situazioni di monopolio non siano a vantaggio del progresso scientifico e tecnologico, non lo abbiamo inventato noi, ma e' un dato di fatto che vede all'avanguardia, per esempio, proprio quei Paesi in cui la situazione di liberta' tecnologica e scientifica e' piu' ampia. Li' dove i consumatori e gli utenti hanno piu' scelta, e possono bocciare o scegliere la capacita' e le offerte dei produttori, c'e' maggiore qualita'.

Non si tratta inoltre di impedire la brevettabilita' in assoluto, ma di regolarla in modo che ci sia una limitazione, proprio come, per fare un grosso esempio, nel 2000 l'allora presidente Usa Bill Clinton e il premier britannico Tony Blair fecero un accordo per impedire che la scoperta della mappatura del genoma umano fosse soggetta a brevetto.

Non sappiamo come procederea' il confronto in sede di Parlamento europeo, ma abbiamo molti timori, per il semplice fatto che, proprio su questi argomenti, le pressioni delle lobbies industriali sono molto forti, e la capacita' dei nostri parlamentari di guardare oltre l'immediato e l'interesse di bottega sono limitate.

In Italia se ne sente parlare molto poco, con l'eccezione dei radicali, dei verdi e di qualche parlamentare sciolto, nonche' di gruppi di cittadini (essenzialmente internettiani) che si sono organizzati anche con una petizione. Per cui la questione e' presa a cuor leggero, non facendo parte dell'agenda delle cose importanti: per esempio cosa ne pensa il ministro Lucio Stanca, che sulla questione ne avrebbe molto da dire anche come professionista?

Per questo ci sentiamo di doverlo sollecitare a prendere una posizione pubblica precisa e ad investire il Governo italiano, anche in virtu' della presidenza di turno dell'Ue. Ovviamente auspichiamo che le valutazioni e le considerazioni del ministro si avvicinino alle nostre, ma anche se cosi' non fosse, e' importante essere precisi, si' che ognuno possa agire di conseguenza avendo chiare le parti in gioco. Il silenzio non gioverebbe ad alcuna posizione.

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