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Mon09Jun200308:20
La privacy italiana e l'antiterrorismo USA non vanno a braccetto
Il Garante della Privacy, Stefano Rodota', ha ragione nelle cose che ha detto oggi in occasione della relazione annuale (rischio societa' sorveglianza, attenzione uso dati genetici, il pericolo del sistema Tlc, serve una convenzione internazionale).

Ed ha ragione anche il presidente del Senato, Marcello Pera, che, commentando la relazione, ha ricordato che non ci puo' essere una difesa ad oltranza della privacy, ed ha invitato alla moderazione aristotelica ("la virtu' e' una medieta', un giusto mezzo e la medieta' dipende dal contesto").

Il principio generale -che condividiamo- e' che non ci puo' essere estremismo della privacy, perche' esiste un interesse collettivo a cui ognuno si deve assoggettare nel momento in cui decide di essere cittadino di una comunita'. Ma e' un principio che va applicato con molta attenzione e precisione, perche', se lo si astrae dal contesto in cui si vive, vale per qualunque societa', democratica o meno che sia:
- nelle societa' non-democratiche e' un principio che e' applicato a chiunque partendo dal presupposto che il consenso del cittadino non serve;
- nelle societa' democratiche deve avvenire il perfetto contrario: cioe' deve essere applicato a chiunque -consapevole- accetta di sottomettervisi e che, in caso contrario non accetta di usufruire di un servizio che prevede questa limitazione di privacy.

Sembra quasi di sfondare una porta aperta, ma non e' proprio cosi'.

Il caso che proprio nei giorni scorsi abbiamo denunciato e' una sorta di punta di iceberg? Cioe' i dati dei passeggeri aerei diretti verso gli Usa, che vengono consegnati alle autorita' Usa senza alcuna informazione di questo passaggio e quindi di autorizzazione da parte dei passeggeri stessi (su cui abbiamo anche predisposto un fac-simile da inviare alle compagnie aeree in cui si chiedono spiegazioni di come e a chi questi dati siano stati trasferiti: http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=60684).

Il momento delicato che gli Usa e tutto il mondo sta attraversando per la diffusione omicida del terrorismo islamico, e' sicuramente un buon motivo per chiedere ad ognuno di farsi partecipe di cio' che serve alla sicurezza. Ma, per l'appunto, chiedere, non imporre. Perche' e' proprio in questo che si distingue una societa' autoritaria da una democratica (altrimenti, siccome per andare negli Usa bisogna accettare questa consegna di dati, uno e' libero di non andarci: .... le forme, in democrazia, non sono un fatto secondario).

A partire proprio da questo caso (su cui ci stiamo impegnando nel contesto di una mobilitazione europea con la "European Digital Rights" e l'eurodeputato Marco Cappato, relatore per il Parlamento Europeo sulla direttiva per la protezione della privacy nelle comunicazioni elettroniche), sarebbe interessante comprendere se la sensibilita' del Garante della Privacy da un alto, e di un'autorita' dello Stato come quella del presidente del Senato dall'altro, sono indirizzate verso questa applicazione democratica del diritto della Privacy. La risposta sembra ovvia, ma non e' proprio cosi'. Perche' questa violazione della privacy per i viaggiatori aerei verso gli Usa, e' tutt'ora in corso. E se continua a manifestarsi in questo modo, ci sembra solo la premessa di un sistema da Stato autoritario.

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