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Tue18Oct200520:00
Decentramento amministrativo, ristrutturazioni aziendali in vista delle privatizzazioni, le reponsabilità delle tragedie degli anni '90. Quanto conta la politica sul futuro della Zastava? La seconda puntata del reportage di OB sulla grande fabbrica e la sua città, Kragujevac. Economia, società e sviluppo locale nelle transizioni. Politika

Per la strada, a Kragujevac - Gughi Fassino "La Zastava, anche sotto Tito, non seguiva regole prettamente economiche ma piuttosto politiche" afferma deciso Cole, diminutivo di Branislav Kovacevic, presidente della Koalicija Sumadjie. E lascia intendere che oggi è ancora così. E' questa la condanna che deve scontare quella che era la più imponente azienda jugoslava. Insostenibile dal punto di vista economico allora, insostenibile a maggior ragione oggi.

Il sistema Zastava ha subito, nel 2001, un'imponente ristrutturazione. Il colosso è stato scomposto in 12 componenti, ciascuna autonoma, ed i lavoratori sono stati radicalmente ridotti. "Il tutto è avvenuto in modo più o meno consensuale" sottolinea Bane Soldatovic "anche perché qui i sindacati sono molto forti. Molti di coloro i quali lavoravano alla Zastava hanno accettato una buonuscita di 100 euro per anno lavorativo. Lo so che non è molto …".

La ristrutturazione serviva soprattutto in chiave privatizzazioni. "Alcuni settori, i più appetibili, sono stati privatizzati. Ad esempio il settore che produce attrezzi, la Zastava Alati, è stata comperata dagli sloveni" racconta Dusan Kukic, laurea in economia e lavoro presso l'Agenzia regionale per lo sviluppo economico con sede a Kragujevac " ma per il resto ….". La sua smorfia è chiara, molto del resto non interessa proprio a nessuno.

Dirigenti Zastava, politici locali e sindacalisti concordano su di un punto. Il futuro della Zastava non è nelle mani di Kragujevac, ma piuttosto di Belgrado. E' lì che si prendono le decisioni chiave, è lì che si valutano possibili partner stranieri. Del resto è dal governo centrale che stanno arrivando gran parte dei fondi per continuare a pagare operai, funzionari e dirigenti.
Osservatorio sui Balcani - di Davide Sighele



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