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Thu13Oct200509:00
Pianeta Zastava (2)
All'inizio era una fabbrica d'armi, ed in parte lo è tutt'ora. Poi, negli anni '50 sono arrivate le automobili ed una lunga collaborazione con la FIAT. La Zastava è cresciuta sempre più e con essa Kragujevac.

Il municipio di Kragujevac, Serbia centrale, è una geometria imponente che si staglia sul cielo terso. Sopra l'ingresso due enormi ali di cemento, quasi a portare in alto quest'alveare di finestre.

La sede della Zastava Automobili - di Gughi Fassino Poi i fiori ed un prato circolare, attraversato da una retta pedonale, una piazza dove nel tardo pomeriggio scorrazzano i bambini su piccole jeep elettriche accompagnati nel loro procedere da premurosi genitori ed i palazzi il cui cemento trasuda d'Europa dell'est.

La città da lì si dipana, le case s'abbassano e l'architettura si stempera nei colori delle insegne dei negozi e tra i tavolini dei bar. E' quasi bella Kragujevac in questa fine estate. Bella anche se la storia dei suoi ultimi 15 anni parla di una crisi radicale e drammatica.

Kragujevac è la sede di quella che era la Crvena Zastava, Bandiera Rossa, mitica casa automobilistica della Jugoslavia di Tito. E non solo. Vi si producevano ed in parte vi si producono tutt'ora anche camion, attrezzi e soprattutto armi. Sparita la Jugoslavia, alla Bandiera è stato tolto il colore ed è rimasta solo la Zastava.

Se il Kosovo è considerato la culla della nazione serba, Kragujevac lo è per l'industria. "Questa è la prima bomba a mano serba" racconta seria e compita Mirjana, tacchi alti a rendere vertiginoso il suo metro e ottanta. Procede con andatura da modella tra cannoni, moschetti, mitragliatori e pistole automatiche esposti nel museo Zastava. "L'azienda è stata fondata nel 1851, all'inizio, e in parte tutt'ora, produceva armi". Poi scherza "siamo sempre in guerra" e torna forzatamente seria, quasi si sentisse portavoce del proprio popolo "ma solo per difenderci".

Dopo i cannoni sono arrivate le componenti meccaniche per camion militari e gli assemblaggi per l'americana Chevrolet. Infine è arrivata la FIAT.

A partire dal 1953 inizia infatti la produzione e commercializzazione di veicoli ad uso privato su licenza dell'azienda automobilistica italiana. Si inizia con la FIAT Campagnola, poi nel ‘55 arriva la Zastava 600 B, detta Fića, nel 1971 la Zastava 101 - i maligni dicono si chiamasse così perché era composta da 100 pezzi italiani, ed uno jugoslavo, l'autista – (oggi Skala) e poi l'utilitaria Yugo 45, che montava il motore della FIAT 127. Infine, più recentemente, a fine anni '80 la Florida, la cui linea è stata impostata dal designer italiano Giorgio Giugiaro.

Davide Sighele - Osservatorio sui Balcani