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Basilea II, in quanto strumento di regolazione e di trasparenza del mercato, rappresenta indubbiamente un'opportunità per l'industria di software e servizi italiana

Tale industria, poco abituata ad avere, insieme al progetto industriale e alla value proposition, anche un progetto finanziario, e raramente dotata di un controllo di gestione che permetta di individuare le attività redditizie - premette Carboni -. Però, essendo anche la lente con cui le banche guarderanno gli investimenti di ricerca e sviluppo, i quali, si sa, generano ritorni nel medio-lungo periodo, rischia di premiare le imprese con un prodotto consolidato ed elevato utile di esercizio, anche se dal punto di vista industriale queste rischiano di avere poco futuro".

"In passato i finanziamenti agevolati a pioggia - denuncia il consigliere Assintel - hanno favorito aziende parassitarie legate a clientele e cattedre universitarie senza ricadute sulle imprese". A peggiorare le prospettive di redditività dell'industria IT italiana concorrono il fenomeno della 'consipizzazione' (neologismo per descrivere la pressione sui prezzi IT esercitata dalla Consip per gli acquisti per la PA) e i contratti IT delle stesse banche, "che spesso non soddisfano i minimi contrattuali del lavoro e vanno a ricadere sulle PMI del settore".

Inoltre il fatto che nell'industria ICT gli asset siano spesso immateriali e più labili da valutare rischia di penalizzare le imprese del settore nella visione delle banche, mentre il rating, in quanto strumento che fornisce una fotografia statica di un'impresa, mal si adatta a un settore ad elevato cambiamento tecnologico. "Occorre che le banche maturino una sensibilità e sviluppino una conoscenza diretta dell'impresa e di quello che fa, e si sforzino di valutarla non solo a breve, ma anche a medio termine", suggerisce Carboni. Una soluzione, suggerita e perseguita da Carboni con Opera21, è quella "dell'aggregazione in filiere di produzione e distribuzione, che aiuterebbe ad aumentare l'efficienza e la redditività delle imprese aggregate".

"È necessario rendere dinamico uno strumento, il rating, originariamente statico, e quindi evitare che nel mercato ICT si penalizzi la ricerca e sviluppo - sintetizza il presidente di Assintel, Ignazio Rusconi Clerici -: la R&S ha chiaramente una redditività a medio termine rispetto a un'offerta stabile che rischia di diventare presto obsoleta". In questo scenario un buon rapporto di collaborazione tra il mondo imprenditoriale e quello finanziario, di cui Assintel si fa promotore, diventa di importanza cruciale. "Noi scommettiamo su una migliore integrazione in un campo europeo sempre più allargato a mercati in cui i ruoli si estendono e i costi del lavoro e fiscali sono inferiori ai nostri, creando quindi un ulteriore rischio di competizione", conclude Rusconi Clerici.

Computerworld Online



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