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La vita è troppo breve per poter commettere errori stupidi, o forse è meglio dire che la carriera è troppo corta per potersi permettere gli stessi errori che altri hanno commesso per anni e anni. Chi di noi non ha visto una carriera promettente interrompersi a causa di errori che si potevano facilmente evitare? Non sarebbe fantastico poter leggere nelle menti dei CIO più esperti e carpire i loro segreti? Sfortunatamente solo poche persone sono sicure di sé al punto da voler condividere i propri errori perchè qualcun altro ne tragga un insegnamento. Nel tentativo di colmare questa lacuna, esaminiamo alcuni degli errori più stupidi commessi dai CIO nel corso degli anni.

1) Dirigere dal proprio ufficio. Fare in modo che la vostra agenda si riempia di appuntamenti seguendo la regola del "first in first out", in modo da poter tenere riunioni ogni mezz'ora con i vostri riporti diretti e con i fornitori. Non dare ascolto a quella vocina che vi dice che la maggior parte del vostro tempo dovrebbe essere spesa con i clienti e con la 'prima linea' del business, delegando invece queste attività al vostro staff.

2) Essere strategici, non tattici. Credere ai dirigenti che dicono: "Serve un CIO propenso ai cambiamenti per la trasformazione del business". Dedicare tutto il vostro tempo alle iniziative di tipo strategico. Ignorare i commenti circa l'elevato costo della vostra struttura, la scarsa qualità del customer service e le imperfette prestazioni operative.

3) Essere tattici, non strategici. Credere a dirigenti che dicono: "Dopo un periodo di investimenti IT così elevati, le nostre potenzialità sono più che soddisfacenti e ora abbiamo bisogno di qualcuno capace di tenere i costi sotto controllo". Concentrarsi esclusivamente sulla qualità delle operazioni, sfruttando i vincoli di budget per gestire la domanda.

4) Gestire le richieste secondo il criterio "tu paghi, io eseguo". Incassare tutto il denaro che l'azienda è disposta a spendere per l'IT. Partire dal presupposto che non sarete ritenuti responsabili per l'aumento dei costi operativi e per i mancati ritorni economici.

5) Dire sempre di sì. Acconsentire a tutte le richieste dei clienti, sicuri che ci sia sufficiente supporto dall'interno per gestire tutto in modo flessibile, attraverso strumenti quali l'outsourcing e il miglioramento dei processi. Ignorare il fatto che esiste un limite pratico alla quantità di investimenti che possono essere ben gestiti, così come alla quantità di cambiamenti che un'azienda può assimilare.

6) Dire sempre di no. Istituire un governo monarchico e nominarsi re. Partire dall'idea che siete stati assunti per mantenere delle posizioni rigide, rifuggendo qualsiasi altro metodo per la gestione della domanda (definizione delle strategie, delega dei poteri ai senior executive, gestione degli investimenti) in quanto inefficiente.

7) Condividere la teoria dello sviluppo. Ignorare la mole di ricerche che mostrano la necessità di progetti con ciclo di vita breve. Considerare le iniziative con durata pluriennale come un singolo progetto con una destinazione ben definita. Pensare che il contesto e la leadership dell'azienda resteranno immutati nel lungo periodo.

8) Considerare l'architettura e la sicurezza come output anziché input. Modellare le infrastrutture a seconda del progetto e ignorare la responsabilità di lasciare il vostro posto in condizioni migliori di quando siete arrivati.

9) Fingere che le 'erbacce' dentro l'organizzazione siano in realtà dei fiori non curati. Gestire i dipendenti non all'altezza del proprio lavoro abbassando il livello degli standard qualitativi o evitando di affidare loro dei compiti. Ricorrere all'outsourcing per disporre di capacità qualitativamente elevate e destinare le risorse interne alla routine operativa.

10) Fidarsi solo del proprio istinto. Supportare la metodologia delle Balanced Scorecard per dirigere e controllare le trasformazioni strategiche, senza preoccuparsi di definire anche dei sistemi di misurazione per i costi e i livelli di urgenza. Utilizzare il proprio istinto come unica guida, pensando che l'elenco (non scritto) dei vostri successi basterà a salvarvi quando i venti della politica aziendale soffieranno contro di voi.


C'è errore ed errore...

Gli errori stupidi sono quelli che vi butteranno fuori dal gioco prima ancora di aver avuto la possibilità di cominciare. Nel corso della carriera, commetterete comunque degli errori, ma saranno più sofisticati e, seppur dolorosi, miglioreranno la vostra competenza. Una volta appresi i concetti fondamentali del gioco dell'IT, potrete sviluppare il vostro personale stile di gioco e sopravvivere agli errori che commetterete.Computerworld



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