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Fri02Jul200400:10
Il framework di Basilea 2: le novità e le revisioni all'accordo
Lo scorso 26 giugno i governatori delle Banche Centrali ed i responsabili delle Autorità di Vigilanza dei Paesi del G10 hanno approvato la versione definitiva del Framework di Basilea 2.

Le novità contenuto nel documento - denominato International Convergence of Capital Measurement and Capital Standards: a Revised Framework - non modificano nei fatti gli effetti nel rapporto tra istituti di credito e prenditori (in particolare le imprese), ma riguardano e fissano il nuovo timing e le modalità di applicazione: i due approcci di base (lo standardised ed il foundation) dovranno essere implementati entro la fine del 2006, mentre quelli basati sui rating interni (IRB) dovranno essere implementati entro la fine del 2007, al fine di permettere alle banche ed alle autorità di vigilanza di beneficiare di un ulteriore anno per effettuare analisi sugli effetti, e verificare le quantificazioni del capitale sia con le attuali norme che con quelle nuove.

Il nuovo Framework di Basilea 2 delinea ulteriormente gli step per l'adozione di requisiti minimi capitali e per una maggiore sensibilità al rischio di credito nelle organizzazioni bancarie: questo, infatti, si rafforza notevolmente nei requisiti minimi per definire l'adeguatezza patrimoniale delle banche nella fase di affidamento e rinnovo delle linee di credito, indicando alle autorità di vigilanza quali modelli di revisione debbano essere adottati per assicurare un livello capitale sufficiente a sostenere e fronteggiare i rischi derivanti dai rapporti bancari.

Un altro punto di fondamentale importanza, che viene più volte evidenziato, è il rafforzamento della disciplina di mercato, spingendo gli operatori verso una maggiore trasparenza nel reporting bancario e finanziario.

Ma l'innovazione più significativa risiede, certamente, nel diffuso impiego di metodologie di valutazione del rischio derivante dai sistemi interni, come input per il calcolo del capitale, definendo un set di dettagliati requisiti minimi, che possano garantire un livello sufficiente per la corretta quantificazione del capitale. Viene altresì sancita e confermata la possibilità delle singole autorità nazionali di adottare misure supplementari per ridurre gli errori nella quantificazione dei rischi o del capitale.

L'intenzione del Comitato è di evitare l'imposizione dall'alto (top down) di modelli e metodologie, lasciando ampio campo alle singole realtà di auto regolamentarsi (entro i citati parametri), puntando alla massima efficacia ed efficienza nell'applicazione, adottano metodologie sperimentate sul campo (bottom up).

Il Comitato ha, altresì, costituito l'A.I.G. (Accord Implementation Group) - al fine di monitorare e verificare l'applicazione, ed eventualmente apportare le necessarie revisioni - che sta sviluppando delle metodologie operative per garantire la cooperazione ed il coordinamento tra le autorità di sorveglianza.

I rappresentanti del mondo bancario e finanziario del G10, d'altro canto, hanno definito (anche sulla base delle risultanze delle consultazioni con le banche ed il mondo industriale) alcuni criteri generali per l'implementazione dell'accordo, in quelle particolari situazioni di applicazione contestuale in diverse nazioni (ad esempio per le multinazionali), al fine di assicurare il riconoscimento tra la vigilanza nazionale e di quella di una autorità straniera.

Per il resto la nuova "struttura" mantiene gli elementi chiave stabiliti nel primo accordo del 1988, conservando la soglia minima dell'8% (capitale su esposizioni), le metodologie di trattamento del rischio ed i parametri per definire il capitale eligibile.

Nella logica complessiva Basilea 2 conferma la propria spinta come propulsore e punto di svolta per lo sviluppo e l'applicazione di nuovi modelli gestionali, che - anche - in linea con gli I.A.S. (International Accounting Standards), vedranno una sempre maggiore importanza degli aspetti previsionali - in special modo nella fase di redazione dei bilanci - e delle informazioni che l'impresa è capace di fornire al momento della concessione di credito (o di rinnovo della stessa). Da questi processi di monitoraggio dipenderanno anche i relativi costi di gestione degli affidamenti.

Proprio in tal senso il nuovo Framework ribadisce l'importanza di una diffusa adozione di strategie e politiche di Risk Management anche da parte delle imprese, viste come punto fondamentale per il buon esito nell'applicazione dei rating interni.

A tal uopo, risulta in questa sede interessante sottolineare che lo International Accounting Standards Board ha in programma di emanare delle norme specifiche per l'adeguamento del progetto alle piccole e medie imprese: questo aspetto è di notevole interesse, visto che Basilea 2 basa la propria logica su di un più corretto, costante ed adeguato flusso di informazioni e dati tra impresa ed istituto di credito.

Proprio a conferma della stretta collaborazione con questi organismi, il Comitato ha ribadito la necessità di compiere un ulteriore sforzo per mantenere un ruolo di prim'ordine ed attivo per ridurre le eventuali disparità (ove possibile) tra gli standard contabili e quelli finanziari.

Basilea 2 riguarda, nel suo complesso, l'approccio al Risk Management ed alla supervisione bancaria, dando un valido supporto di sicurezza, forza e stabilità al sistema finanziario, favorendo una crescita che può essere considerata una fonte per lo sviluppo sostenibile per le economie sviluppate: con questo concetto, Jean-Claude Trichet - rappresentante dei Governatori delle Banche Centrali del G10, nonché Presidente della Banca Centrale Europea - ha presentato, con soddisfazione, il nuovo Framework revisionato di Basilea 2.

Jaime Caruana - Chairman del Basel Committee on Banking Supervision, e Governatore della Banca di Spagna - sostiene come il nuovo Framework rappresenta l'opportunità parallela per costruire ed implementare nuovi sistemi di Risk Measurement e Management all'interno delle banche, aggiungendo che tale revisione si basa sui progressi raggiunti dalle maggiori e più rappresentative organizzazioni bancarie, e divenendo un incentivo per le restanti, nel continuare nel processo di rafforzamento interno. Caruana conclude che in definitiva "il Nuovo framework di Basilea 2 dovrebbe contribuire ad aumentare l'efficienza complessiva"

Proprio per tali ragioni, questa ultima versione del testo dell'accordo è stata redatta basandosi sulle risultanze delle consultazioni e dei pareri del mondo bancario e finanziario mondiale (QIS), e sarà un utile strumento sia per la preparazione dei relativi impianti normativi dei singoli stati, che per l'implementazione e l'applicazione dei rating da parte degli istituti di credito.

In tal senso - ed in considerazione che Basilea 1 (1988) fu adottata da oltre 100 Paesi - tutti i componenti riunitisi a Basilea, hanno condiviso la decisione e manifestato l'invito alle autorità dei Paesi non G10, affinché prendano in considerazione l'opportunità dell'adozione dell'accordo, visti i possibili benefici sul singolo mercato finanziario domestico, pur dando ampio margine nel fissare un timing ed una metodologia di implementazione compatibile e sostenibile alle singole e specifiche realtà locali.

È bene sottolineare che l'Accordo sul Capitale di Basilea non essendo una legge (bensì una norma di autoregolamentazione del settore bancario e finanziario) necessita il successivo recepimento e traduzione in un quadro normativo di settore, sia per ogni singolo Paese che più ampiamente, in ambito Europeo. Tale precisazione fa espresso riferimento alle prese di posizione del mondo politico italiano (e non solo), sintetizzate nelle parole del ministro italiano Giulio Tremonti che nei mesi scorsi - con forza - aveva precisato come la pianificazione ed implementazione delle politiche economiche e finanziarie dei singoli Stati dipendesse dalla volontà dei governi politici, mentre il ruolo delle banche (e delle loro emanazioni) fosse "semplicemente" di attori (di primo piano) del mercato produttivo.

In effetti è allo studio ed in fase di elaborazione una apposita direttiva europea, per adeguare il mercato del lending alle nuove esigenze, che si sviluppa intorno (ed in parallelo) sia a Basilea 2 che ai nuovi standard di bilancio (I.A.S.).

di Manlio D'Agostino (autore del libro "Gli effetti di Basilea 2 sulle imprese" - Bonanno Editore)



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