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E'un ritornello ormai stantio, ma come il refrain dell'ultimo tormentone estivo è impossibile da ignorare: le frodi sono e continueranno a essere la nemesi storica per gli operatori del settore dei pagamenti.

Ogni tanto le innovazioni teconologiche del settore danno nuova linfa alle speranze di riuscire a debellare una volta per tutte il fenomeno, ma dal'altro lato della barricata ci sono truppe agguerrite, dotate di uguali conoscenze e forse caratterizzate da maggiori capacità di adattarsi ai mutamenti del campo di battaglia e da un tocco di 'genio criminale' che gli dà un risicato ma spesso decisivo vantaggio.

Ultimo caso, quello delle carte EMV: molti hanno frettolosamente inneggiato alla imminente sconfitta dei 'signori della truffa'... Macché: gli Arsenio Lupin dell'era digitale non si sono nemmeno presi il disturbo di arrovellarsi sulla soluzione del problema.
Si sono semplicemente concentrati sugli altri, più deboli, anelli della catena del valore dei processi di pagamento.

Secondo Visa Europe, l'avvento delle carte EMV ha certamente portato ad una riduzione delle perdite dovute allo smmarrimento, al furto o alla contraffazione delle carte attraverso i terminali POS e ATM; nonostante la crescita fenomenale delle frodi di tipo CNP (Card Not Present).
Lo stesso non si può dire passando a un discorso su scala globale: con tutta probabilità, anzi, le truffe sono destinate a concentrarsi, e dunque a crescere sensibilmente, in tutte quelle aree, come ad esempio la zona Asia-Pacifico, dove la diffusione dell'EMV sta andando a più rilento.

L'associazione britannica di categoria, l'APACS, ha comunicato i dati riguardanti lo stato delle frodi in Gran Bretagna: la maggior parte di queste avviene presso i POS retail, e nel 2004 ha totalizzato
218,8 milioni di sterline.
I numeri di Lafferty Publications dicono che in Europa, le frodi su carte emesse nel Regno Unito sono passate dai 138,4 milioni di sterline del 2001 ai 92,5 milioni del 2004, pesando per circa il 18% su un totale dei 505 milioni di sterline in frodi.

La Cina e l'est europeo, mercati emergenti nel settore delle carte, attireranno probabilmente l'attenzione dei truffatori, come avveniva in Gran Bretagna prima dell'avvento dell'EMV.
Nel resto d'Europa la realtà più dinamica sembra essere quella francese, dove (stando alle stime dell'associazione bancaria Cartes Bancaires) allo scorso aprile erano abilitate all'EMV il 35% delle carte in circolazione ed erano abilitati alla loro gestione il 45% dei punti vendita, i due terzi dei retailers più grandi e l'84% egli ATM.
Attraverso le carte EMV sono stati effettuati il 15% dei pagamenti e il 25% delle transazioni ATM.

Marcello Berlich




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