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La Svezia è la nazione che ha la più alta percentuale di clienti bancari online nel mondo, ma il 25% degli svedesi crede che le banche online non siano completamente sicure, mentre il 7% considera quello della sicurezza un problema ancora molto grave.

Il dato, che stupisce ma che sotto certi aspetti è anche allarmante viene dal fornitore di soluzioni tecnologiche Todos; le frodi online hanno colpito il 10% degli svedesi, e i problemi di sicurezza e i furti di identità sono gli ostacoli più alti ad una più intensa adozione dei servizi online da parte dei 1200 utenti di Internet interpellati in Svezia e Regno Unito nel corso del sondaggio di Todos.

Il 25% dei consumatori britannici monitorati non si fida dei servizi bancari online, e il 4% è estremamente preoccupato dal problema della sicurezza, mentre il 20% è stato in qualche modo colpito da frodi attuate attraverso Internet.
I problemi della sicurezza (col 42%) sono la prima barriera all’utilizzo online della banca da parte degli svedesi, contro il 26% dei britannici interpellati da Todos.
Il 37% degli svedesi cambierebbe banca se si verificassero problemi di sicurezza, mentre gli utenti britannici pur rimanendo fedeli alla propria banca, smetterebbe di effettuare transazioni online.
Un livello avanzato di sicurezza sarebbe l’elemento decisivo di scelta per effettuare spese online per l’81% degli svedesi, contro il 91% dei britannici.
Il 45% degli svedesi non si fiderebbe di comunicare online i dettagli della carta di pagamento, contro il solo 21% di britannici.

I risultati del sondaggio ci dicono qualcosa, e sembrano trasformare in luogo comune quello che finora era considerato più che altro un dato acquisito.
Nemmeno gli svedesi, in genere considerati utenti ‘aperti’ e dunque più avanzati dei nuovi servizi online sono totalmente fiduciosi nei confronti dell’Internet Banking, e questo oltre a confermare come vi sia ancora molto da fare nel migliorare l’immagine dei servizi online, non può nascondere il fatto che quello della sicurezza continua ad essere un problema concreto, la cui soluzione sembra ben al di là dall’essere trovata.
Quella con le frodi online è dunque una battaglia persa? Forse no, ma sicuramente c’è ancora molto da fare.

Gli svedesi sembrano perdere la palma della fiducia nelle nuove tecnologie a vantaggio dei britannici: questi ultimi sembrano meno ‘angosciati’ dalla questioni legate alla sicurezza: danno meno peso alla sicurezza come barriera all’utilizzo dei servizi online, ma quando questa appare di alto livello sono più propensi dei loro omologhi scandinavi alla ‘spesa virtuale’.
Più fiducia da parte dei britannici anche della ‘comunicazione elettronica’ dei dati della propria carta.

Il sondaggio rivela infine un differente livello di fidelizzazione: mentre gli inglesi in caso di frodi online rimarrebbero comunque clienti della propria banca, pur essendo dissuasi dall’uso dei servizi di eCommerce, gli svedesi appaiono più rigorosi e propensi a cambiare interlocutore bancario: gli svedesi sembrano dunque percepire i servizi online non più come semplici ancillari di quelli più ‘tradizionali’, ma gli conferiscono altrettanta importanza; di conseguenza, sono maggiormente orientati al cambio di controparte bancaria.

Mentre il rapporto banca – cliente in Gran Bretagna sembra ancora molto legato ai modelli del passato, molto simile in questo a quello italiano, e dunque il cliente ha bisogno di subire un danno di una certa gravità per cambiare banca, in Svezia il cliente pretende serietà sotto tutti gli aspetti del rapporto, e in questo appare più maturo e consapevole di avere a disposizione un ampio numero di fornitori di servizi tra cui scegliere, e dunque la possibilità di cambiare in caso di scarsa soddisfazione e di danni anche di non elevata entità. Marcello Berlich



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