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Le carte di pagamento negli USA sono attualmente utilizzate per il 53% di tutti i pagamenti effettuati presso negozi, mentre contante e assegni coprono il rimanente 47%.

I merchants potrebbero tentare di recuperare le commissioni pagate tramite prezzi più alti; le commissioni per le transazioni dei merchants sono continuamente salite nel corso dello scorso anno, con un aumento del 267% rispetto al 1999, secondo i dati del Food Marketing Institute di Washington.

I negozi di generi alimentari come ShopRite possono arrivare a pagare fino a 50.000 dollari in commissioni per il solo fatto di accettare transazioni elettroniche e nel 2003 i circuiti di carte di credito hanno ricavato 29.2 miliardi di dollari in commissioni per gli e-payment.

Nel portafoglio di un americano si trovano in media tra le sette e le tredici carte di pagamento: la continua crescita delle carte come strumento di pagamento potrebbe costringere i merchants a pagare commissioni più elevate per le transazioni elettroniche per i pagamenti tramite carta.

L’aumento dei prezzi petroliferi negli Stati Uniti ha spinto alcuni benzinai dello Stato di New York a respingere i pagamenti tramite carta per offrire ai consumatori migliori condizioni di prezzo.

Nonostante questi casi paradossali, ‘The Nilson Report’ indica che entro il 2007 le carte verranno utilizzate per la maggior parte dei pagamenti dei consumatori: bollette, affitti, spese mediche, mentre le istituzioni locali, di stato e federali accresceranno il loro livello di accettazione delle carte di pagamento.

Valutando i vantaggi dell’utilizzo delle carte, merchants e aziende devono considerare il fatto che l’utilizzo di questi strumenti per le spese giornaliere porta in genere in un ammontare di pagamenti più elevato rispetto a quando vengono utilizzati contante o assegni: pagare consegnando banconote o staccando assegni conserva l’aspetto tecnico dello ‘scambio’, mentre nel caso di una carta di pagamento, questa rimane ‘identica’ prima o dopo il pagamento nel suo aspetto fisico, ‘nascondendo’ per così dire la sua diminuzione di valore, e dunque in una certa misura diminuendo l’impatto ‘psicologico’ del pagamento.

VISA USA dichiara che solo il 10% del suo volume è generato dai negozi di generi alimentari, e sottolinea che anche le transazioni tramite cash hanno per i merchants dei costi in termini di ‘banking’ e costi per i furgoni portavalori.

La possibilità di utilizzare carte di pagamento per pagare le utenze o le assicurazioni, i fast-food e perfino i distributori automatici, fa sì che anche il pagamento di un quotidiano tramite carta di credito presto non sarà più un’anomalia (almeno negli USA).

Una società senza contanti non sembra dunque più un’utopia, anche considerando che il ‘denaro di plastica’ non è più solo appannaggio di VIP dal solido conto in banca, ma attraverso i nuovi strumenti prepagati allarga la sua base potenziale di utenza anche a coloro che non hanno troppi mezzi a disposizione. Una rivoluzione che sta cominciando a muovere dei passi concreti anche in Italia, dove il contante continua a farla da padrone, soprattutto per le piccole spese quotidiane.

Marcello Berlich



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