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UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TORINO

FACOLTÀ DI ECONOMIA



CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA E COMMERCIO

 

COMUNITA’ FINANZIARIE ON LINE:
I MODELLI DI BUSINESS SOSTENIBILE
NEL CONTESTO EVOLUTIVO DELLA RETE

 

 

tesi di laurea di:

Chiara TRUFFA

Relatore: Dott. Prof. SERGIO BORTOLANI
Correlatore: Dott. Prof.ssa ANNA MARIA BRUNO
Correlatore esterno: PIETRO GENTILE

 

 

Torino, 21 novembre 2001

mail to: chiaratruffa@tiscalinet.it

 

 



Capitolo 1
le comunita’ virtuali:
una realta’ presente nel mondo odierno



1.5. TIPOLOGIE DI COMUNITA’ IN BASE ALL’UTENTE FINALE DI RIFERIMENTO:
COMUNITA’ B2B E B2C

LA PROFONDITA’ FRATTALE

Abbiamo ribadito più volte il concetto che alla base dell’enorme potere intrinseco alle comunità virtuali vi sono i ruoli interpersonali e le interazioni tra i membri della comunità stessa. Affinché però tali elementi acquistino una maggior efficacia è necessario che la comunità venga segmentata in più livelli perché più il gruppo di utenti è ristretto e più è probabile che gli individui che lo compongono abbiano un numero maggiore di elementi in comune e quindi più facilità a condividere le proprie esperienze . Più il livello di segmentazione è profondo, e quindi maggiore è il numero di sottogruppi nei quali la comunità è suddivisa, e più si parlerà di profondità frattale della comunità stessa. Naturalmente al momento della nascita di una comunità non è possibile stabilire a priori l’adeguata segmentazione in quanto tutto dipenderà dalle preferenze degli utenti.

Un esempio di profondità frattale può essere il seguente:
- una comunità di viaggiatori può essere segmentata in vari modi:
- per aree geografiche per tipo di viaggio (aereo, treno, nave, auto)
- per i motivi che spingono a viaggiare ( cultura, storia, hobby, sport, lavoro).


Ho voluto spiegare questo concetto prima dell’analisi delle comunità B2B e B2C perché servirà per capire meglio la segmentazione che viene generalmente fatta all’interno delle due tipologie di comunità che qui di seguito vado ad analizzare.

CLASSIFICAZIONE

In base all’utente finale al quale la comunità si rivolge possiamo distinguere tra: comunità business to consumer (B2C) comunità business to business (B2B) In entrambi i contesti è possibile sfruttare le caratteristiche intrinseche alla comunità virtuale per attrarre e fidelizzare gli utenti e diffondere quindi conoscenza.


AMBIENTE BUSINESS TO CONSUMER

Nel contesto B2C, lo strumento di comunicazione più diffuso è la chat testuale in tempo reale. In questo tipo di comunità che, come dice il nome, è prettamente rivolta al consumatore/utente, fondamentale è l’elemento di aggregazione costituito dalla possibilità di incontrare casualmente un certo numero di individui con i quali conversare o scambiare opinioni. Solitamente tutto questo sfocia in una serie di dialoghi tra una dozzina di persone nei quali seguire il filo logico dell’intero discorso è piuttosto difficile e quindi le discussioni più interessanti vengono rinviate a "conversazioni private" in apposite "stanze" virtuali a ciò adibite.

In ambienti di questo tipo, la segmentazione della comunità può prendere tre direzioni (tali distinzioni ricalcano un po’ le tipologie di comunità reali descritte nel paragrafo 1.1):

Comunità geografiche:
si formano attorno ad un luogo fisico nel quale solitamente i partecipanti alla comunità hanno un interesse comune legato proprio alla localizzazione nella stessa area geografica.
Gli esempi più classici di questa tipologia di comunità sono quelle che fanno riferimento alle singole città nel quale gli utenti possono trovare qualsiasi tipo di informazione sugli avvenimenti relativi alla città in esame, spettacoli a teatro, rassegne sportive, manifestazioni, ecc… vi sono inoltre dei forum all’interno dei quali i membri parlano di tali avvenimenti. Queste comunità sono molto apprezzate, oltre che per le informazioni che forniscono, anche per lo stimolo che danno alle interazioni sociali.

Comunità demografiche:
il loro elemento di interazione tra i membri è composto dalle caratteristiche che li accomunano legate alla persona stessa, ad esempio i sesso, l’età, le origini etniche, la condizione sociale. Molto diffuse sono le comunità di teen –ager, di anziani, di divorziati. Questo tipologia di comunità ha avuto uno sviluppo relativamente recente ma molto veloce.

Comunità di interesse:
escludendo le variabili demografiche prese in considerazione dalla tipologia di comunità precedentemente vista, tale tipologia si forma attorno ad un argomento centrale comune quali ad esempio hobby, e passatempi quali musica, giardinaggio, sport, religione. Un esempio molto significativo, nel campo degli investimenti, di queste comunità è Silicon Investor, un sito che contiene un elevato numero di articoli e strumenti analitici che consentono ad un investitore di confrontare i corsi azionari delle aziende dei vari settori merceologici e di generare successivamente dei grafici di performance.


AMBIENTE BUSINESS TO BUSINESS

Nel contesto B2B le comunità sono rivolte ad attività economiche fra le imprese, per questo esse sono concepite in modo un po’ diverso dalle precedenti. All’interno di esse, in genere, vengono più usati strumenti di comunicazione più tradizionali come l’e-mail, anche se ultimamente si stanno evolvendo strumenti più innovativi come le videoconferenze e pc conferences. In questa tipologia di comunità fondamentale è il ruolo dell’informazione che da al cliente quel vantaggio competitivo che nei mercati tradizionali è ad appannaggio del venditore.

Le comunità B2B possono essere segmentate nelle seguenti tipologie:
- Comunità di settori verticali: dove gli appartenenti a specifici gruppi professionali si scambiano informazioni o strumenti di lavoro; ad esempio gli informatici si scambiano consigli, software ecc…
- Comunità funzionali: cioè comunità al servizio dei bisogni degli utenti che rappresentano una particolare funzione aziendale, quali ad esempio la finanza, il marketing o la ricerca e sviluppo. Tali comunità facilitano la collaborazione tra i manager abituati ad interagire in elettronico, anche se comunque non potranno soppiantare del tutto le conferenze e gli incontri.
- Comunità geografiche: le loro caratteristiche sono le stesse delle tipologie di comunità geografiche analizzate nei paragrafi precedenti.
- Comunità per tipologie di aziende: cioè comunità istituite all’interno della stessa azienda per facilitare il flusso informativo o i rapporti sociali tra i dipendenti.






>> vai a Cap.1 - le comunità virtuali: una realtà presente nel mondo odierno
1.6 - Classificazione delle comunità in base all’obiettivo