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Seconda
Università degli studi di Napoli (S.U.N.) Facoltà di
Economia Corso di laurea in
Economia Aziendale L'IMPATTO DELLA TECNOLOGIA NEI SERVIZI FINANZIARI.
Correlatori: Prof. Vincenzo
Maggioni Tesi di Laurea di
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Lo sviluppo
tecnologico del mondo industrializzato è il motore di una complessa
trasformazione economica e sociale che ha guidato l'affermazione della
"Società dell'Informazione". Il trattamento e la diffusione delle
informazioni hanno sempre fatto parte dell'economia, oltrechè della
tecnologia e della società, in generale, ma il carattere innovativo
della "Società dell'Informazione" risiede nel ruolo che il trattamento e
la diffusione delle informazioni stanno assumendo. Le motivazioni di crescita
di questo ruolo sono chiaramente comprensibili: la tecnologia attraverso i due
fenomeni della digitalizzazione dei segnali e della convergenza sugli stessi
mezzi trasmissivi ha creato le condizioni per la "Società
dell'Informazione", oltrechè la necessità di far compiere un
nuovo salto di qualità alle economie dei paesi industrializzati. Gli
ultimi progressi in ordine di tempo sono quelli relativi alla grande
disponibilità delle reti di telecomunicazione, dovuta sia al naturale
rinnovo delle reti telefoniche con software e nuovi mezzi trasmissivi, come le
fibre ottiche, sia alla disponibilità di grande capacità
trasmissiva consentita dai satelliti. La nascita della "Società
dell'Informazione" non avviene senza problematicità e criticità.
Le economie si ristrutturano, la divisione del lavoro, sia nazionale che
internazionale, si modifica, nuove opportunità di business si creano,
come pure la possibilità di ripensamento dei modelli competitivi. La
tecnologia genera complessità anche per gli aspetti sociali; le
società post-industriali devono assicurare la gestione dei milioni di
cittadini con esigenze assai diversificate, in seguito all'emergere di nuovi
bisogni e modelli di consumo sempre più particolari e specifici rispetto
a quelli passati. Transazioni finanziarie e assicurative, sanità,
assistenza, previdenza, istruzione, commercio sono tutte attività ad
alto contenuto informativo che devono essere ricomposte nel tempo (la vita dei
cittadini) e nello spazio (la sua mobilità intra ed
extra paese); il trattamento e la diffusione automatiche delle
informazioni sono dunque l'unico strumento che consenta questa ricomposizione.
Il trattamento delle informazioni genera implicazioni anche sulle
attività produttive: la globalità dei mercati implica la
possibilità di rendere virtuali i mercati e le transazioni, prima di dar
loro forma fisica;a sua volta, la globalità dei mercati comporta la
globalità dell'azienda, la sua capacità di superare, grazie alle
telecomunicazioni, vincoli di spazio e di tempo. Le reti telematiche, inoltre,
creano clienti virtuali che comprano e vendono sulle reti e mettono a rischio
le reti tradizionali di distribuzione (commerciali, finanziarie), creano nuovi
modelli di business con contenuti multimediali, comunicazione
interattiva e transazioni in tempo reale. In particolare, l'innovazione nei
servizi consiste nell'uso delle tecnologie dell'informazione per aggiungere
valore ai servizi erogati in modo tradizionale, essenzialmente attraverso il
superamento dei vincoli di spazio e di tempo. |
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L'impatto della
tecnologia sui processi di produzione e distribuzione dei servizi finanziari
sta assumendo un ruolo sempre più importante, tale da richiedere una
crescente attenzione, in particolare da parte del management bancario. La
"foresta pietrificata" sta sperimentando dinamiche di cambiamento
pressocchè sconosciute; la loro portata è tale da sconvolgere,
non solo le regole della competizione all'interno del settore, ma di
ridisegnarne gli stessi confini, secondo una logica di continuo divenire. Le
tecnologie, i prodotti, i confini geografici non rappresentano più
barriere protettive; business, prima separati, ora convergono, in
virtù di sinergie derivanti dalla capacità di offrire prodotti
che colgono bisogni più sofisticati del cliente. Le prospettive
evolutive aperte dall'incessante procedere dell'innovazione tecnologica sono
tali da andare assai oltre l'esperienza consolidata dell'installazione di ATM e
POS - che pure necessitano di un ripensamento - per lasciare intravedere una
vera e propria rivoluzione del sistema di distribuzione dei servizi finanziari
basato sugli sportelli tradizionali. Il problema della applicazione della
tecnologia ai servizi finanziari sembra di particolare importanza nel caso
italiano, caratterizzato da strutture di costi particolarmente rigide. In una
situazione in cui il cost saving diviene sempre più imperativo
categorico, occorre porre il massimo impegno nel realizzare strutture di
produzione e distribuzione più efficienti rispetto a quelle esistenti,
tali da consentire di affrontare la concorrenza di operatori più
avanzati, pronti a trarre vantaggio dalla loro superiorità organizzativa
e tecnologica. Ma va soprattutto sottolineato che la tecnologia è uno
strumento per sviluppare la qualità del servizio e, di conseguenza, la
soddisfazione del cliente. La possibilità di fruire di una gamma sempre
più ampia di servizi, riducendo, nel contempo, i costi di accesso ai
medesimi - sia economici che extraeconomici - costituisce infatti un aspetto
fondamentale. Lo studio dell'impatto della tecnologia nei servizi finanziari
è stato spesso svolto in una prospettiva di efficienza di processo
(cost saving); le grandi dinamiche di cambiamento e la diffusa
disponibilità dell'innovazione tecnologica richiedono un mutamento di
prospettiva: la tecnologia per creare valore al cliente, sia rendendo
flessibile la fruizione tradizionale sia creando nuovi servizi. Il tema della
banca virtuale è stato ampiamente affrontato in convegni e seminari,
meno in letteratura dove non ha ancora trovato una sua trattazione sistemica.
L'obiettivo di questo studio è di delineare le reali possibilità
e le aree di difficoltà per la realizzazione di un nuovo modello di
banca. La prospettiva non può essere limitata alla dematerializzazione
delle strutture distributive, che pure appare inevitabile; è, infatti,
necessario un ripensamento del ruolo strategico delle banche, focalizzandosi su
competenze distintive che esse hanno e scelgono per competere nel settore, tra
operatori tradizionali, e per combattere la concorrenza extrasettoriale, fatta
di soggetti in grado, grazie alle conoscenze sulla tecnologia, di entrare nel
mercato senza la pesantezza di strutture e di investimenti pregressi. La
struttura dello studio segue una "logica ad imbuto": dopo una breve analisi
dell'evoluzione dell'ambiente, nella parte alta viene analizzato
approfonditamente lo scenario molto ampio dei cambiamenti in atto nel settore
dei servizi finanziari, con l'individuazione delle cause e delle implicazioni
per le aziende. In basso vengono analizzati: i cambiamenti in atto nel settore
bancario e le possibili alternative strategiche che hanno di fronte le banche;
la banca virtuale e le possibili strategie; l'Internet banking, sia delineando
le sue possibilità di sviluppo, che analizzando una caso
italiano. |
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Il primo
capitolo analizza l'evoluzione dell'ambiente, caratterizzato sempre
più dal cambiamento, che rende indispensabile una visione proattiva del
business; una particolare attenzione è riposta all'evoluzione
del marketing dei servizi, fino all'attuale prospettiva di integrazione dei
beni e dei servizi. Il secondo
capitolo è costituito da una approfondita analisi dei servizi
finanziari; dopo gli aspetti generali, l'attenzione è focalizzata sul
cambiamento e i suoi driver: la globalizzazione; l'evoluzione del
consumatore, con uno studio del processo di consumo che giunge fino alle ultime
evidenze empiriche del contesto italiano; l'innovazione tecnologica, con una
particolare attenzione ad Internet, nuovo ambiente di comunicazione che ha un
grande impatto sul marketing, la comunicazione ed il processo d'acquisto; il
processo di deregolamentazione, che è particolarmente intenso nei
servizi finanziari. Dopo aver delineato
gli scenari, il terzo capitolo analizza il settore delle
banche. La caduta delle limitazioni all'operatività determinata dalla
deregolamentazione, le prospettive di integrazione europea, contribuiranno ad
aumentare le dinamiche competitive in un settore in cui la redditività
era determinata soprattutto da accordi limitativi della concorrenza. Nel
futuro, le alternative strategiche saranno sostanzialmente due: poche banche
saranno in grado di raggiungere la dimensione minima ottimale per imporsi come
global player, le altre dovranno specializzarsi in una particolare
combinazione prodotto/cliente/area geografica. Si impone un'ulteriore
evoluzione: la banca da "istituzione di transazioni" (la banca vende conti
correnti) deve divenire "impresa di relazioni" (la banca è un'azienda di
servizi, la cui "materia" prima è l'informazione), focalizzandosi sul
cliente. Anche nella creazione del valore al cliente, le banche evidenziano una
evoluzione: in futuro, sempre minore sarà il peso della "produzione",
mentre aumenterà il peso della "distribuzione". Ciò ha delle
importanti implicazioni, perchè sarà necessaria una ridefinizione
della formula imprenditoriale: nel conto economico dovrà aumentare il
peso dei ricavi da servizi rispetto ai ricavi da intermediazione.
Il quarto
capitolo studia la banca virtuale, cioè l'offerta di prodotti e
servizi con modalità totalmente tecnologiche, che permette al cliente di
operare direttamente, in qualunque luogo si trovi e negli orari a lui
più congeniali. E' un modello di banca che non replica la banca
tradizionale nella sua struttura, ma solo nelle sue funzioni, ed è, per
questo, accessibile anche a soggetti tradizionalmente operanti al di fuori del
settore. Dopo gli aspetti definitori, vengono esaminate le possibili strategie
di banca virtuale, la cui definizione non può prescindere dal target
considerato opportuno per le nuove tecnologie, dal ruolo assegnato alle
nuove tecnologie all'interno della strategia distributiva, dal grado di
integrazione ricercato tra canali virtuali e canali tradizionali, dal grado di
convinzione nella spinta verso la dematerializzazione delle modalità di
offerta dei servizi finanziari. Le tipologie di strategie di base sono
rappresentate dalla leadership di costo aggressiva (particolarmente
adatta a nuovi entranti del settore) e dalla differenziazione del servizio, con
una superiore gamma di servizi offerti mediante i nuovi canali, la
capacità di veicolare informazioni a maggiore valore aggiunto, o una
sistematica maggiore rapidità nell'offrire ai clienti le nuove
tecnologie che qualifichi come first mover in modo continuativo.
Accanto alle due strategie di base, è possibile perseguire strategie
multipolari, con la creazione nell'ambito del medesimo gruppo bancario di
strutture ed entità del tutto separate rivolte ai diversi segmenti
obiettivo, e strategie miste, che rappresentano i tentativi di difesa della
base di clientela esistente compiuti dai concorrenti consolidati del settore.
In altri casi, è possibile osservare strategie di tipo esplorativo,
nelle quali si procede mediante sperimentazioni anche molto avanzate con la
clientela oppure si sviluppano competenze tecnologiche in attesa della adesione
di massa da parte della clientela alle nuove tecnologie. Inoltre, non mancano
strategie puramente imitative, in cui si tendono a replicare le mosse dei primi
innovatori, o delle banche di maggiori dimensioni adottate a riferimento. Sono
inoltre analizzati la sostenibilità delle varie strategie nel tempo e
gli effetti della remotizzazione sulla rete distributiva. Un'altra area del
capitolo è dedicata alle prospettive di sviluppo della banca virtuale in
Italia. Si analizzano: l'impatto dell'ICT sul settore delle banche commerciali,
che implica rischi, ma anche opportunità; i tempi di affermazione del
nuovo modello di banca virtuale, che potrebbero essere accelerati molto
dall'unificazione europea; le linee d'azione e le priorità per le
banche, che hanno bisogno di formulare una chiara strategia per evitare che lo
sviluppo sia trainato dai fornitori di tecnologia. La banca virtuale ha un
rapporto molto stretto con il commercio elettronico, che, secondo una
interpretazione riduttiva, provocherà una progressiva
disintermediazione. E' tuttavia opportuno notare che l'effetto del commercio
elettronico sui mercati sarà di una radicale trasformazione, ma non
della totale disintermediazione e dell'abbattimento delle possibilità di
conoscenza e relazione che i network ipermediali mettono a disposizione. Lo
scenario economico originato da Internet piuttosto che indicare una massiccia
disintermediazione di attività, sembra proporre innovative forme di
intermediazione elettroniche, che suggeriscono nuove possibilità di
partnership tra istituzioni finanziarie, operatori commerciali e
organizzazioni di distribuzione di beni e servizi (networked
business). Applicando il modello del "ciclo di vita di adozione della
tecnologia" di G.A. Moore, è possibile ipotizzare che la diffusione
della banca virtuale, ed dell'on-line banking in particolare, potrà
provocare una rapida ed ampia accettazione del commercio elettronico da parte
della maggioranza della popolazione. In questo quadro, le banche potrebbero
utilizzare l'ICT per creare una relazione con il cliente di "servizio globale":
creare cioè una piattaforma finanziaria integrata ad elevato valore
aggiunto che rieesca ad assemblare un contenuto di transazioni convenienti,
informazioni e comunicazione, connettendo le varie società di
"produzione", fornando identità di marchio, controllando i rischi ed
assicurando la qualità dei prodotti. In una sola parola, divenire
"integratori di sistema" (key player) al centro del commercio
elettronico. Di seguito, viene fornita un'analisi delle principali esperienze
estere di banca virtuale (Stati Uniti, Germania, Regno Unito). Il quinto
capitolo affronta il tema di Internet banking, probabilmente il canale
più innovativo all'interno della banca virtuale. Si analizzano i rischi
e le opportunità della presenza delle banche in Internet e la loro
profondità di utilizzo, che può variare da un sito istituzionale
alla erogazione di informazioni personalizzate a funzionalità
dispositive. In particolare si approfondisce la presenza delle banche italiane,
con un'analisi dei servizi offerti. L'ultima parte approfondisce il tema dei
servizi di pagamento in Internet: più che un problema tecnico, il tema
della sicurezza sembra essere un problema di percezione. Viene studiato, in
particolare, il recente standard per i pagamenti con carte di credito, il SET.
Il sesto
capitolo riguarda un caso pratico: l'Internet banking nel Banco
Ambrosiano Veneto, la prima banca italiana in grado di offrire un servizio di
Internet banking dispositivo. Oltre al successo del servizio presso la
clientela, è importante sottolineare la logica integrata che guida la
gestione dei canali immateriali (che comprendono anche un servizio di phone
banking mediante telefonia mobile - prima banca al mondo - e telefonia fissa).
Lo studio si conclude con una bibliografia ragionata, nella quale le fonti sono
raggruppate per argomenti coincidenti con i capitoli, che può essere
utile per un lavoro di approfondimento, e con un glossario di termini tecnici,
che può aiutare nella lettura che non possiede una conoscenza
approfondita sull'argomento. |
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Il lavoro di
ricerca è stato svolto con una metodologia mista: fonti bibliografiche e
ricerca sul campo. Per il primo
aspetto, l'attenzione è stata rivolta alle più fornite bibioteche
italiane (Bankitalia, ABI, Ufficio Studi Cariplo, Università Bocconi,
Centrimark, Stoà, Formez); tuttavia la letteratura scientifica non ha
prodotto molti lavori in materia. E' stato utile il ricorso alla letteratura
consulenziale e alle migliori riviste internazionali. Uno studio sulla banca
virtuale, non poteva inoltre non comprendere, tra le sue fonti, anche
Internet. Per quanto riguarda
la ricerca sul campo, il lavoro è frutto di idee, esperienze, intuizioni
di accademici, esperti ed operatori del settore, con i quali si è
interagito sia mediante colloqui diretti sia mediante riflessioni e consigli
via e-mail. Lo studio è stato, inoltre, approfondito grazie
all'esperienza maturata con la partecipazione a numerosi convegni, resa
necessaria dalla novità della materia. L'ultima parte del
lavoro è stata svolta grazie alla disponibilità e collaborazione
del personale dell'Ufficio Ricerche e Tecnologia del Banco Ambrosiano Veneto,
che cura i servizi in Internet dell'istituto; in particolare, il responsabile,
ing. Roberto Dadda ed il dr. Luciano Lodetti. |
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Al termine del
lavoro, è doveroso ringraziare le persone che lo hanno reso
possibile,in primis, il professor Raffaele Cercola, non solo per aver
trasmesso modelli accademici, tool di marketing, applicati in questo
studio, ma per aver contribuito, all'interno di un processo di
education diluito nel tempo, con stimoli e suggerimenti, alla
realizzazione del lavoro. Per la
collaborazione e la disponibilità dimostrata, si desidera ringraziare:
il dr. Arluno (General Electric Information Services), la dr.ssa Bajetta (ABI),
la dr.ssa Barbieri (SMAU), il dr. Chierchia (Il Sole 24 Ore), il dr.
Confalonieri (Ufficio Studi Cariplo), l'ing. Roberto Dadda (Banco Ambrosiano
Veneto), il dr. Dainesi (Centrimark), la dr.ssa De Sanctis (Informix), il dr.
Giatti (Cariplo), il dr. Guenzi (Ufficio Studi Cariplo), il dr, Lodetti (Banco
Ambrosiano Veneto), il dr. Lodetti (IBM, E-commerce solution), il dr. Marcuccio
(Banco Ambrosiano Veneto), la dr.ssa Massironi (IDC), la dr.ssa McKormack
(Centro Studi San Salvador), l'ing. Mercandelli (IBM, Banking solution), il
prof. Munari (Università di Parma), l'ing. Obbino (Informix), il dr.
Pecenik (Nuova Banca di Credito di Trieste), il dr. Solomon (Security First
Network Bank), la dr.ssa Terracciano (AziendaBanca), il dr. Ubiali (CILME), il
dr. Van der Harst (Olsy). |
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6.1 Il Banco Ambrosiano Veneto: note introduttive Banco Ambrosiano
Veneto nasce nel 1989, dalla fusione tra Nuovo Banco Ambrosiano e Banca
Cattolica del Veneto, all'epoca, le due più grandi banche private. Nel
corso degli anni sono state acquisite: Citibank, Sobasi, Banca di Trento e di
Bolzano e Banca Massicana. Il 2 gennaio 1998, l'assemblea degli azionisti del
Banco Ambrosiano Veneto ha deliberato la fusione con Cariplo, con la creazione
del gruppo Banca Intesa. Si tratta del primo gruppo fondato mediante la fusione
tra due grandi istituti, dopo l'ondata di acquisizioni di banche minori da
parte dei grandi istituti negli anni scorsi. L'ultimo bilancio del gruppo
Ambroveneto conferma una redditività tra le più elevate, con un
utile netto di 202 miliardi (+ 18,5%) e Roe pari a 8,65%; il patrimonio netto
ha raggiunto 2540 miliardi. Il risultato economico evidenzia una contrazione
del margine degli interessi (- 8,5%) che è più che compesata
dalla forte crescita del margine da servizi, con un incremento di quasi il 17%;
l'incidenza del secondo sul primo ha superato il 41%. I costi operativi
diminuiscono di 18,6 miliardi, nonostante l'apertura di 29 nuovi sportelli (a
fronte di 5 chiusure) e l'aperture di 27 Centri Imprese e 8 Centri Private. Si
segnala, inoltre, una forte crescita del risparmio gestito (+ 59%). Un bilancio
consolidato ufficiale del gruppo Banca Intesa non è stato ancora
redatto; il consiglio di amministrazione ha predisposto un bilancio consolidato
per gli azionisti ed il mercato. L'attivo consolidato ammonta a 279mila
miliardi; 1856 sportelli (665 BAV e 1856 Cariplo) pongono il gruppo al primo
posto per la presenza sul territorio; i dipendenti sono 34404 (10142 BAV e
24262 Cariplo). |
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Il Banco Ambrosiano
Veneto ha dimostrato una particolare sensibilità al marketing ed al
cliente. Il ridisegno delle modalità di contatto, vendita e
comunicazione, l'accrescimento del livello tecnologico e la creazione di
efficaci sistemi di misurazione e controllo dell'efficienza sono implicazioni
della ridefinizione dell'assetto organizzativo interno per renderlo coerente
con l'evoluzione della domanda. L'Information Technology è
sempre stata considerata un fattore strategico con massima priorità di
sviluppo. Ingenti investimenti hanno consentito un posizionamento tra le banche
più avanzate nei servizi ad alto contenuto tecnologico. Nel 1990 era
stato avviato il Progetto Qualità Totale, con l'obiettivo di diffondere,
a tutti i livelli gerarchici, la cultura e gli strumenti della qualità,
attraverso programmi formativi, tenuti sia centralmente che in rete ( In Rete -
Qualità). Particolare enfasi era riposta alla professionalità
delle risorse umane, ai processi di comunicazione interni ed esterni,
all'interfunzionalità organizzativa. Nel 1995, il Banco ha poi avviato
un progetto finalizzato alla reingegnerizzazione dei processi fondamentali
dell'attività bancaria, quali architettura informatica, erogazione del
credito, gestione finanziaira, modalità di contatto e di vendita. Il
progetto, denominato BRAVO (Business Re-engineering Ambro Veneto), ha come
obiettivo la ridefinizione del modello organizzativo con la creazione di nuove
figure professionali e la segmentazione del portafoglio clienti. "La
trasformazione del modello organizzativo del Banco Ambrosiano Veneto con
l'applicazione del progetto BRAVO non investe soltanto la tipologia delle
nostre filiali, ma specularmente impatta anche sulla direzione centrale, che
è anch'essa rimodellata sulla nuova concezione di servizio al cliente.
E' una sfida complessiva per tutta la struttura aziendale, non solo per la sua
componente commerciale" (Tommaso Cartore, vice direttore generale BAV).
L'evoluzione del progetto BRAVO è costituito da BRAVO - canali futuri;
per affrontare meglio le sfide del mercato, il Banco ha suddiviso la clientela,
sulla base di parametri comportamentali, economici e strategici in cinque
segmenti: i privati in Classic, Executive e Private, e le aziende in "retail" e
"medio-grandi". I clienti privati Classis, Executive e le imprese "retail"
hanno a loro disposizione gestori specializzati presso le filiali tradizionali,
mentre per i clienti grandi sono stati creati i Centri "Private" e per le
imprese medio-grandi i Centri Imprese. Il progetto BRAVO - canali futuri,
operativo dalla fine del 1997, prevede l'istituzione di circa trenta Centri
Imprese e di quindici Centri Private, e l'articolazione in tre canali distinti
nelle quasi 700 filiali. |
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6.3 I canali immateriali del Banco Ambrosiano Veneto Nel corso del
presente lavoro, è stato più volte sottolineato come, nella
gestione dei canali non tradizionali, sia fondamentale sia la loro integrazione
che quella con i canali tradizionali: solo un loro coordinamento permette,
infatti, la creazione di valore al cliente Il Banco Ambrosiano Veneto è
presente in rete con il sito istituzionale (www.ambro.it) ed offre un servizio
di Internet Banking (Risponde il Banco / Home banking), oltre ad un servizio di
phone banking, sia per telefonia fissa (Risponde il Banco / Telephone service),
sia per telefonia cellulare (Follow me banking). |
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La presenza su
Internet è stata inizialmente dettata dalla esigenza di diminuire i
costi di comunicazione internazionale tra le filiali dell'istituto (presente,
ad esempio, a New York, a Londra, in Estremo Oriente). Successivamente si
è scelto di utilizzare la rete per interagire con i clienti, con
l'intento di porsi come first mover del settore. Il sito informativo
è stato trasferito presso la società I.net, cui, in virtù
di un contratto di outsourcing, è affidata anche la consulenza
nella progettazione dell'architettura di sistema. Il sito istituzionale
presenta la vetrina prodotti, con informazioni sui prodotti di conto corrente
(condizioni, tassi), sulle carte di credito e di debito, sui certificati di
deposito e sulle modalità di gestione del risparmio, ed informazioni sui
documenti necessari per l'accensione di rapporti. E' molto curata e ricca di
informazioni sulle varie possibilità di allocazione del proprio
risparmio, dando la possibilità al cliente di confrontare le offerte e
le condizioni praticate dalle varie banche. Si tratta, però,
sostanzialmente del materiale promozionale già presente nelle filiali.
Dallahome page inoltre è possibile accedere al servizio di Home
banking, di cui si dirà oltre. Sono presenti anche le informazioni
riguardo alle società del gruppo, gli uffici e le filiali nel mondo, le
filiali in Italia per ogni regione, i vertici aziendali (board) ed i
comunicati stampa, che rappresentano il mezzo di comunicazione istituzionale,
con notizie sul lancio di nuovi prodotti e dati aziendali. Nella pagina
Economia, tra i servizi di utilità, è disponibile un insieme di
informazioni in materia economica. In primo luogo è possibile consultare
aggiornate iniziative di studio su tematiche della banca e del territorio,
quali, ad esempio, "Il sistema produttivo e finanziario del Nord-Est",
"L'Europa centrale ed Orientale", "Nord-Est fattori di competitività".
"Situazioni e prospettive dell'economia meridionale". Si trovano, inoltre, il
rimando alla pagina Caboto, la società del gruppo che fornice
informazioni sui mercati finanziari, ed ilink ad altri siti finanziari
(non molti). La successiva pagina riguarda l'Euro: sono previsti
approfondimenti sulla storia dell'Unione Europea, sulla adozione della moneta
unica, sui criteri di Maastricht, sulle fasi . Il Banco Ambrosiano Veneto ha da
sempre promosso e sostenuto iniziative culturali, in particolare con programmi
volti al recupero di opere non sempre notissime. Anche in Internet, si trova
una pagina dedicata all'arte, come ad esempio, una galleria di icone russe e le
immagini di Palazzo Leoni Montanari. Un'altra pagina è dedicata alla
solidarietà; per Ambroveneto l'impegno civile è un valore di
fondamentale importanza. Uno degli esempi più rappresentativi di questo
interesse è la partecipazione al progetto "Verso la banca etica", di cui
è presente un link, la prima istituzione bancaria nel settore non
profit, a cui Ambroveneto collabora con l'apporto delle proprie esperienze
organizzative, informatiche e commerciali. Nella pagina si trovano anche altri
link di progetti e istituzioni di volontariato. Un servizio
interessante è fornito alla pagina Ospiti: è possibile pubblicare
pagine personali con una dimensione massima (in formato html, gif, jpg) fino a
100 Kb per tutti i clienti e a 500 Kb per i clienti del servizio di home
banking. Per l'attivazione è sufficiente inviare una mail di
adesione al servizio, attendere la risposta ed inviare un file compresso. Il
servizio prevede, inoltre, due vetrine: una per i clienti privati ed uno per le
aziende.L'ultima pagina del sito istituzionale, con una grafica molto
stimolante, riguarda un torneo di golf, organizzato anche dall'istituto.
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6.3.2 Il servizio di Internet banking La decisione di
creare un servizio di home banking è stata presa all'inizio del 1997. Il
18 marzo 1997, il Banco Ambrosiano Veneto, prima grande banca italiana ad
implementare un servizio di Internet banking dispositivo, oltre che
informativo, ha lanciato "Risponde il Banco - Home banking". Il servizio,
inizialmente disponibile solo per i clienti privati, è stato esteso
anche ai clienti business. Al servizio si accede dalla home
page del Banco oppure digitando direttamente l'URL http://hb.ambro.it.Le funzionalità implementate sono servizi
informativi, dispositivi e di prenotazione. I primi permettono di accedere alle
seguenti informazioni:
L'area conti
correnti consente di selezionare ed accedere a ciascuno dei propri conti
correnti bancari; selezionato il conto, per ciascuno è possibile
accedere ad un menu di secondo di livello di informazioni, movimenti e
bonifici. La schermata nell'area informazioni sul conto, molto chiara e
completa, fornisce l'intestazione, la data di accensione del conto, il saldo
contabile, il saldo medio liquido mensile e la data dell'ultima operazione.
L'area movimenti consente di visualizzare, nell'arco di tempo prescelto, tutte
le operazioni, con le rispettive date, cifre ed annotazioni. I servizi
dispositivi permettono la disposizione di bonifici e giroconti preautorizzati.
Occorre cioè comunicare alla banca preventivamente le coordinate
bancarie dei beneficiari; successivamente, qualora si decida di effettuare un
bonifico a favore di un beneficiario registrato, è sufficiente compilare
il form in Internet, stabilendo la data della valuta e l'importo. Ad
esempio è possibile effettuare bonifici via Internet per pagamenti
utenze e rate di mutui, non per i pagamenti una tantum. I servizi di
prenotazione consentono la compilazione, prima di recarsi in filiale, di
modulistica (per la prenotazione di valuta estera e libretti di assegni, ad
esempio). Sono previste prossime applicazioni per l'invio di richieste di
inserzioni di piccola pubblicità e necrologie a quotidiani e periodici,
per dati sul listino cambi e per supporti al commercio elettronico. Per la
compravendita di titoli, gli operatori del Banco sono in attesa della
definizione degli standard da parte di CIPA e ABI. Per accedere al servizio di
Internet banking, bisogna digitare un codice utente ed una password; i
clienti del servizio "Risponde il Banco - Telephone Service" possono utilizzare
gli stessi dati del servizio di phone banking; chi non è abilitato, deve
recarsi in filiale per l'assegnazione gratuita del codice utente e della
password per la prima attivazione. E' in fase sperimentale un progetto per
introdurre l'autenticazione del cliente mediante una smart card nella
quale memorizzare una chiave segreta a supporto di un sistema crittografico
asimmetrico. E' possibile sperimentare il servizio anche senza essere clienti,
attraverso una demo. Anche il servizio informativo e di prenotazione è
gratuito; per il servizio dispositivo non è prevista una tarrifazione
diversa rispetto alle operazioni concluse in filiale. Diverso è il caso
dell'altra società del gruppo Intesa, Cariplo: per il servizio di
Internet banking è richiesto al cliente il pagamento di un canone annuo,
mentre la disposizione di bonifici è gratuita. Si prevede, in futuro, un
ripensamento del pricing, nella direzione di costi inferiori per
operazioni effettuate in Internet. Il servizio non richiede alcun
software specifico: l'unica limitazione riguarda il livello di
sicurezza. La grande attenzione nei confronti di questo problema ha portato,
infatti, alla prima applicazione in Italia del supporto SSL (acronimo di
Secure Sockets Layer) a 128 bit. Questo protocollo è stato
realizzato da Netscape ed è lo standard de facto utilizzato a
livello mondiale, per la protezione delle informazioni riservate in Internet.
E' in grado di criptare, mediante crittografia asimmetrica, i messaggi nelle
due direzioni (two-way): in estrema sintesi, ad ogni connessione tra
web browser e web server viene scambiata una password di
sessione (random), che viene utilizzata per codificare tutte le
informazioni scambiate nel corso della stessa sessione. Di solito, la lunghezza
standard di questa chiave è pari a 40 bit; portando il livello di
crittografia a 128 bit (strong encryption), il livello di sicurezza
aumenta di 300 miliardi di triliardi. (Il livello di crittografia a 128 bit
è stato realizzato da Netscape dopo che Wells Fargo aveva sospeso il
proprio servizio di home banking, nel timore di essere colpita da attacchi di
hacker). Nel sito si trovano link che permettono di
"scaricare" (download) le più recenti versioni dei
browser più diffusi, che supportano il protocollo SSL.
Se Internet
contribuisce a diminuire gli switching cost (i costi per estinguere il
rapporto con una banca ed accenderne uno con un'altra), aumenta la
confrontabilità dell'offerta dei competitor, in una parola
implica una commoditization del rapporto con la banca, le
possibilità di fidelizzazione del cliente derivano da un elevato livello
di servizio, se si esclude una strategia di prezzi molto bassi. Tale strategia,
risulta molto pericolosa per la prospettiva di una guerra dei prezzi ed,
inoltre, non sembra praticabile da operatori di medio-grandi dimensioni, che
devono gestire l'integrazione dei nuovi canali con i canali tradizionali.
Inizialmente l'assistenza per il servizio di Internet banking veniva effettuata
dall'help desk della banca; tuttavia la carenza di preparazione
specifica del personale, ha indotto il Banco ad erogare assistenza direttamente
mediante l'ufficio Ricerca e Tecnologie, che è responsabile
dell'Internet banking. Inizialmente è stato utilizzato il canale
telefonico; poi, un intenso lavoro ha contribuito a canalizzare la maggior
parte delle richieste di assistenza sulle e-mail. Attualmente la
proporzione è di circa dieci telefonate al giorno rispetto alle
quattrocento e-mail. A queste ultime viene data risposta entro quattro
ore lavorative, almeno per comunicare che il problema è stato preso in
considerazione. La disponibilità di questo canale di comunicazione con
il cliente, oltre ad essere privo di costi, permette di raccogliere un insieme
di dati su cliente, oltre ad essere privo di costi, permette di raccogliere un
insieme di dati sul cliente, che, in futuro, mediante Datawarehouse,
renderà possibile l'applicazione di tecniche push di vendita
dei prodotti. Se, infatti, è la banca che risponde ad una richiesta di
assistenza del cliente, in futuro essa sarà in grado di veicolare
attraverso questo canale di comunicazione offerte "su misura" per il cliente.
Inoltre, nel sito, è possibile trovare una pagina di FAQ (Frequently
Asked Question), che è una risposta alle domande più
frequenti (dodici), con una particolare attenzione ai problemi tecnici, per i
clienti che non possiedono una elevata alfabetizzazione informatica o
esperienza nell'utilizzo di Internet. La consapevolezza che le
difficoltà legate al download delle pagine non sempre percepite
dal cliente come problemi legati alla rete ed ai provider, ma spesso
sono associati al fornitore del contenuto della pagina, ha indotto anche la
fornitura di software aggiornato ad alcuni provider, che fornivano
l'accesso a molti clienti. Si riportano di seguito i dati aggiornati alla fine
di maggio 1998, riguardo ai clienti del servizio, ad un anno e due mesi dal
lancio. I clienti di Internet banking del BAV (mag 1998) Fonte: BAV
Da una breve
analisi di questi dati emerge che il cliente di Internet banking, è un
cliente interessante: un professionista, giovane, residente in grandi centri
urbani, che utilizza il computer quotidianamente, ha accesso ad Internet
probabilmente dal luogo di lavoro (l'accesso al servizio diminuisce nei giorni
festivi e nelle ore non lavorative) e che è piuttosto dinamico (visita
il sito in media una volta ogni due giorni). I dati di Risponde il Banco - Home
banking sembrano confermare che i clienti, pur essendo di gran lunga inferiori
sul totale, sono dei clienti molto interessanti. Si calcola che i servizi di
Internet banking in Italia abbiano un mercato potenziale che è circa il
15% del totale; si tratta però di clienti che contribuiscono alla
redditività delle banche per il 70% (Fonte: ABI). |
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6.3.3 Il servizio di phone banking mediante telefonia cellulare Il servizio "Follow me banking",
realizzato in collaborazione con Omnitel, è stato presentato
nell'autunno del 1997. Si tratta della prima applicazione mondiale di
phone banking con telefonia mobile al mondo. Alcuni anni fa, un esperimento
pilota fu condotto da una banca spagnola; tuttavia la scarsa penetrazione
dei telefoni cellulari, non permise di realizzare il servizio. Viene
utilizzato il canale di servizio del telefono cellulare (che è
distinto dal canale vocale) per inviare brevi messaggi testuali (SMS/
Short Message Service). I clienti di telefonia mobile Gsm,
possono, infatti, ottenere sul display del proprio telefono
cellulare informazioni riguardo a:
Oltre alle informazioni
inviate al momento della richiesta, è possibile richiedere un
servizio di notifica personalizzata di un movimento "rilevante": il
cliente, cioè, stabilisce una serie di parametri che determinino
le regole di invio delle informazioni. Per esempio, possono essere richiesti
messaggi che segnalino il saldo del conto il lunedi mattina, la situazione
del portafoglio titoli il venerdi sera, la scadenza di Bot una settimana
prima, il saldo del conto qualora superi o scenda al di sotto di un
certo valore. L'invio dei messaggi può essere disattivato, anche
temporaneamente, dal cliente, che potrà, digitando il numero
sul cellulare, indicare il numero di fax, presso il quale desidera ricevere
le informazioni. Per accedere al servizio, che è gratuito, se
si eccettua il costo del messaggio (circa 170 lire), è necessario
digitare la propria password, la stessa che si utilizza anche
per il phone banking per telefonia fissa e per Internet banking, indicando,
all'attivazione del servizio, le dimensioni del proprio display.
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