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Università degli Studi di Macerata
Facoltà di Scienze Politiche

Corso di Laurea in Economia bancaria finanziaria e assicurativa
Anno Accademico 1998-1999


La banca virtuale




Relatore : Prof.ssa Cristiana Schena
Correlatori: Prof. Mario Anolli, prof. Loris Maria Nadotti

Tesi di Laurea di
Micaela Quaresima
(
micaela.q@tin.it)


Macerata, 21 ottobre 1998








Indice della tesi:
Introduzione
Cap. 1 I Canali remoti bancari
Cap. 2 La banca virtuale
Cap. 3 La questione sicurezza
Cap. 4 Le banche virtuali estere
Cap. 5 La banca virtuale in Italia
Conclusioni
Bibliografia




Abstract della tesi : La Banca Virtuale

La tesi in oggetto ha riguardato, in primo luogo, le modalità di costituzione della banca virtuale.
Fra i vari canali distributivi, anche detti delivery channels, che possono essere adottati dalla nuova banca emerge il telefono ed Internet. Questi due strumenti consentono di replicare quasi completamente il modello di interazione tradizionale banca - cliente, eliminando il problema della distanza fisica e temporale dalla banca; ove il telefono ed Internet non consentono di eseguire determinate operazioni (prelievo, versamento) vengono utilizzati altri canali di tipo remoto come gli ATM e il borsellino elettronico che possono garantire una completa transazione bancaria.
In secondo luogo si è parlato delle modalità operative del telephone banking e dell'Internet banking. Si è cercato, soprattutto, di evidenziare gli investimenti di questi due canali distributivi rispetto al canale tradizionale al fine di capire se la banca virtuale è davvero meno costosa come gli studi riguardanti questo tema concludono unanimamente.
L'elemento che è risultato essere l'ostacolo principale per l'adozione di soluzioni virtuali è la riconversione o la ristrutturazione dell'assetto organizzativo della banca.
L'analisi dei costi necessari per l'adozione di soluzioni virtuali mostra che nel caso di riconversione totale o parziale di una banca tradizionale essi sono troppo elevati ed annullano i vantaggi promessi dalla virtualità; ciò rappresenta un fattore di notevole importanza che spinge le banche ad utilizzare queste soluzioni in maniera complementare agli sportelli tradizionali, adottando una politica di marketing volta a conquistare quelle fasce di clientela più technology oriented.
Sono stati elencati tutti i vantaggi che derivano dalla possibilità di accedere alla banca prescindendo dallo spostamento fisico e dal contatto fisico con l'operatore bancario, sia dal punto di vista della banca che del cliente. Allo stesso momento sono emersi diversi elementi che possono ridurre l'interesse del cliente all'utilizzo dei nuovi canali distributivi.
Si è voluto, poi, analizzare il comportamento della clientela bancaria in riferimento all'interesse che mostra nei confronti di questi nuovi servizi. Molte ricerche concludono unanimemente che il cliente ha una certa disaffezione e, infatti, si è allontanato dalla banca.
Fra i due canali utilizzabili dalla banca virtuale, il telefono sembra essere quello maggiormente preferito dal cliente che non deve sostenere costi connessi agli investimenti tecnologici e lo considera uno strumento di facile utilizzo e alla portata di tutti; Internet invece, sembra rappresentare ancora un bene elitario ma, soprattutto, richiede un impegno economico maggiore dato che è necessario l'acquisto di hardware e software per la navigazione in rete.
In terzo luogo, si è voluto analizzare le tecniche di sicurezza disponibili sul mercato che sono volte a proteggere l'utente da rischi accidentali o intenzionali.
Dopo aver discusso delle moderne tecniche crittografiche, la discussione ha riguardato l'applicazione della tecnica crittografica a chiave pubblica (o a doppia chiave) e gli altri sistemi che sono stati utilizzati dalle banche virtuali "pure".
Tecnicamente la sicurezza non sembra rappresentare un ostacolo alla realizzazione della banca virtuale; il vero problema è rappresentato dalla clientela che non considera le tecnologie informatiche quali strumenti idonei e sicuri per lo svolgimento delle operazioni bancarie. L'incertezza viene ulteriormente aggravata dalla scarsa cultura informatica della clientela che genera blocchi culturali, emotivi e una maggiore avversione all'utilizzo delle nuove tecnologie informatiche.
Per quanto riguarda la situazione estera della banca virtuale si è notato come non esistono differenze in relazione alla modalità adottata dalle banche; infatti, la maggioranza delle banche europee ed americane hanno affiancato i nuovi canali distributivi alla rete degli sportelli presenti sul territorio, optando per una soluzione "spuria" di banca virtuale.
Esaminando il caso First Direct e SFNB è stato mostrato che le banche pure incontrano dei limiti in riferimento alla concessione degli affidamenti e in relazione alla connotazione geografica.
Per quanto riguarda il primo aspetto dobbiamo, effettivamente, considerare che nessuna delle banche virtuali prevede l'erogazione di questo servizio; sebbene esista un caso di banca pura che eroga prestiti via Internet, la scelta di tutte le altre banche evidenzia la presenza di ostacoli che limitano la completa operatività di una banca virtuale. Il problema sembra riconducibile alle complesse procedure bancarie che riguardano l'istruttoria del fido (la stipula del contratto, la struttura del back office, etc..) e che, attualmente, non possono essere superate in maniera virtuale. Per quanto riguarda il secondo aspetto ci si trova di fronte ad un vero limite distributivo della banca virtuale; nessuna banca, tra quelle considerate, prevede la possibilità di operare con i clienti al di fuori del territorio nazionale a causa delle restrizioni normative imposte dai governi.
L'ultimo capitolo ha riguardato la situazione del mercato bancario italiano; dopo aver parlato del grado di diffusione dell'informatica nel contesto bancario, sono state analizzate le banche italiane telefoniche e su Internet ponendo in evidenza le tipologie dei servizi offerti ed i prezzi applicati.
Le banche si caratterizzano per una presenza formale, dato che le operazioni eseguibili virtualmente sono limitate e previste da poche banche; esse non promuovo l'utilizzo dei nuovi canali che, sebbene garantiscono un costo inferiore al mantenimento dello sportello, impongono costi di riconversione troppo elevati. La soluzione adottata è quella di affiancare le nuove modalità agli sportelli esistenti, senza offrire nessun vantaggio in termini di costo, ma soltanto, la possibilità di svolgere le operazioni bancarie "at home" e in qualsiasi orario.
E', inoltre, emerso che lo scarso sviluppo del remote banking trova forte motivazioni anche all'esterno delle banche; gli italiani hanno, infatti, una bassa cultura informatica, una ridotta propensione all'utilizzo degli strumenti alternativi al contante ed un forte attaccamento al modello bancario tradizionale che, pertanto, rappresenta il mezzo di rassicurazione più potente per l'utente italiano abituato ad un rapporto visivo e personale.
Nel nostro Paese, inoltre, il fattore sicurezza è un ostacolo che incide pesantemente in quanto la cultura informatica è pressoché assente.