3.1 I significati di “sicurezza”
Il principale ostacolo alla diffusione del commercio elettronico e,
più nello specifico, del trading online è rappresentato
da una generalizzata e quasi inconscia preoccupazione per la “sicurezza”.
Molto spesso esperti o sedicenti tali del settore informatico, mettendo
in guardia verso gli effettivi rischi connessi allo sviluppo di Internet,
riescono solo a stimolare fobie e paranoie che trovano terreno fertile
nella poco approfondita conoscenza degli argomenti trattati: la Rete
diventa così esclusivamente un pericoloso veicolo per contrarre
virus informatici o per farsi prosciugare il conto in banca da pirati
senza scrupoli.
Il termine “sicurezza”, in ambito informatico, si riferisce ad una
generale e generica protezione dei dati, e solo attraverso una precisa
contestualizzazione può assumere valenza concreta e tradursi
in azioni pratiche di salvaguardia delle informazioni: ben diversi
sono i rischi e gli strumenti di tutela connessi, ad esempio, al commercio
elettronico, all’acquisto di azioni via Web o alla conservazione dei
database aziendali. Diviene dunque fondamentale suddividere la questione
in ambiti principali, affrontando in maniera diversa le diverse problematiche.
- Protezione dei dati: le informazioni di cui ci occupiamo
in questa prima sezione sono sia quelle relative all’operatività
stessa dell’impresa (storico dei clienti, registro delle operazioni
commerciali, situazione finanziaria ed economica, know-how aziendale)
sia le “notizie” - interne ed esterne - che possono influenzare
la gestione e l’organizzazione della struttura (circolari interne,
piani di sviluppo o della produzione, indicatori economici nazionali
o settoriali, notizie dell’ultima ora). Il dato informatico in quanto
bene di consumo o bene della produzione assume oggi un valore incommensurabile,
spesso superiore all’effettiva valutazione da parte di chi lo possiede.
Un’attenta conservazione e catalogazione delle informazioni raccolte
è una politica strategicamente vincente: le soluzioni ai
problemi di oggi si trovano spesso nel bagaglio culturale e tecnologico
di ogni impresa ed è sicuramente molto più conveniente
riadattare progetti già sperimentati che inventare ogni volta
la ruota. In tale ambito, diviene dunque vitale proteggere in maniera
efficace i propri dati dai rischi possibili di distruzione, alterazione
o copia. I problemi maggiori vengono di solito da due fonti ben
distinte e note agli esperti del settore:
1) disorganizzazione e problemi dell’azienda:
la maggior parte dei danni economici relativi allo smarrimento o
distruzione delle informazioni sono causati da una disattenta gestione
interna del dato come bene economico: malformazione dei database
(e quindi difficoltà nell’aggiornamento e nell’inserimento
di nuovi record), scarsa competenza informatica dell’operatore medio
(che può compromettere inavvertitamente mesi di lavoro),
inadeguatezza del parco macchine e dei dispositivi di backup
portano a perdite economiche di gran lunga superiori a quelle causate
da virus o intrusioni esterne, e soprattutto rappresentano una categoria
di problemi risolvibili con interventi molto più semplici
ed immediati. Il settore della sicurezza del dato aziendale è
oggi divenuto un “reparto” immancabile in qualunque struttura economica:
l’Information Technology sorregge e alimenta ogni momento della
produzione e deve dunque essere tutelata in quanto preziosissimo
bene di sviluppo;
2) intrusioni esterne: il fenomeno degli hacker
e dello spionaggio industriale è cresciuto di pari passo
con la diffusione della Rete e oggi i principali sforzi delle grandi
istituzioni informatiche mondiali e di importanti organi di polizia
(FBI in testa) sono rivolti proprio alla protezione dei dati da
intrusioni esterne. Mentre però gli hacker si limitano solitamente
ad azioni dimostrative dallo scarso impatto economico, lo spionaggio
e il terrorismo informatico sono invece dei fenomeni in continua
espansione e possono causare gravissimi danni ad un intero sistema
produttivo: gli investimenti per la prevenzione di questo tipo di
attacchi devono essere massicci, e dovrebbe essere lo stesso governo
centrale, attraverso la creazione di un’agenzia apposita, a preoccuparsi
della formazione di un’evoluta “polizia informatica”. Dal canto
delle singole imprese, è necessaria una sempre maggiore attenzione
al problema: la maggior parte delle difese sono figlie di un periodo
in cui il pericolo di intrusioni era per lo più potenziale,
e i pirati oggi trovano di solito la strada spianata verso i più
preziosi dati aziendali. In questo senso è molto importante
la collaborazione fra imprese (e magari anche lo Stato) per coordinare
insieme gli ingenti ma necessari sforzi che le piccole realtà
non sarebbe in grado di affrontare.
- Virus: il virus informatico è un piccolo frammento
di codice che solitamente si aggancia come un parassita ad un’altra
applicazione, ne viene trasportato da sistema in sistema e sviluppa
la propria potenza distruttrice nel momento in cui viene eseguito
il programma “ospite”. Il nome deriva proprio da questa sua peculiarità
di “infettare” altri programmi e sfruttarli come veicolo per
replicarsi e fare danni. Sebbene la maggior parte dei virus non
sia eccessivamente “cattivo” (molto diffusi sono i virus che si
limitano a tracciare scritte o disegni sullo schermo), alcuni di
essi possono causare la perdita di dati e di preziose informazioni
con conseguenze economiche di grande rilievo. La soluzione migliore
consiste nel controllare sempre la fonte da cui si prelevano nuove
applicazioni: purtroppo, è proprio grazie alla Rete e all’abitudine
di scaricare programmi e posta dal Web che la probabilità
di un contagio molto diffuso è divenuto un rischio concreto,
e recenti infezioni hanno colpito milioni di computer nel giro di
poche ore. Oltre alla prevenzione esistono anche altri metodi di
“cura”, tra cui spiccano i cosiddetti “antivirus”, ovvero applicativi
appositi che sono in grado di riconoscere i principali virus in
circolazione, identificarne i brandelli di codice nei corpi “sani”
e, nella migliore delle ipotesi, estirparli senza danni. Anche questa
operazione “chirurgica” non è però esente da rischi:
spesso infatti si riesce ad arrestare l’infezione ma si perdono
comunque i dati contagiati, e accade talvolta che programmi reclamizzati
come antivirus siano spesso dei veri e propri “cavalli di troia
” che provocano più danni di quanti ne dovrebbero risolvere.
- Commercio elettronico e carte di credito: una delle mistificazioni
più ignoranti e gravi per la “new economy” riguarda i rischi
che si corrono utilizzando la propria carta di credito per fare
acquisti online: questo non tanto perché minimi sono i rischi
- anzi - ma perché ben altre sono le operazioni rischiose
che ogni giorno compiamo con la nostra carta di credito, senza nemmeno
accorgercene. Il timore più grande è quello di arricchire
con i nostri sudati guadagni loschi proprietari di siti Web o scaltri
pirati che intercettano il nostro numero mentre viaggia ignaro per
mezzo mondo: quasi mai, però, si è colti da quello
stesso timore in un ristorante, negozio o albergo, dove operatori
che potrebbero essere altrettanto scaltri e disonesti maneggiano
per lunghi minuti la nostra carta e dispongono senza problemi di
tutte le informazioni per svuotarci anche il salvadanaio di casa,
dal numero alla scadenza, fino addirittura alla nostra firma (!).
Come si accennava all’inizio del paragrafo, questa è comunque
una magra consolazione: purtroppo i furti accadono anche su Internet
ed ogni nuova notizia di truffa getta un’ombra di rischio e pericolo
su tutta quanta l’economia digitale. La considerazione fondamentale
da cui partire prima di analizzare le possibili soluzioni o “toppe”
al problema è una sola: la carta di credito - e la maggior
parte degli strumenti di pagamento oggi in circolazione - non è
stata pensata per il tipo di transazioni che la Rete consente di
effettuare. Chiarire questo punto è imprescindibile per poter
affrontare con onestà intellettuale il fulcro del problema
e comprendere anche la posizione di chi non si fiderebbe a comprare
neanche uno spillo da un qualsiasi sito Web, per quanto famoso e
conosciuto. Una volta sgombrato il campo da possibili equivoci,
bisogna però ricordare che soluzioni affidabili per utilizzare
con tranquillità la propria carta di credito su Internet
esistono, e sono frutto di anni di studio e ricerche: in particolare
- anche se affronteremo meglio la questione nel paragrafo dedicato
alla “Tecnologia attuale” - la crittografia consente di nascondere
in maniera efficace i dati che si trasmettono attraverso la Rete,
rendendo estremamente sicuro e discreto un canale per sua natura
facilmente intercettabile. E’ innegabile, comunque, che queste soluzioni
possono cercare di sorreggere alla meglio il meccanismo, ma finché
non verranno lanciati sul mercato nuovi sistemi di pagamento effettivamente
economici e pratici l’intera “new economy” stenterà a decollare:
è anzi proprio questo settore uno dei più interessanti
per banche sufficientemente dinamiche, che sappiano e vogliano cavalcare
da protagoniste le dirompenti onde del cambiamento.
- Transazioni finanziarie online: problemi di sicurezza
ancora diversi - e molto più complessi - devono essere affrontati
e superati da chiunque desideri offrire ai propri clienti un servizio
di trading online perfettamente funzionante. Per un’analisi più
precisa e accurata è probabilmente conveniente affrontare
in maniera differenziata i diversi ambiti del problema:
1) affidabilità delle informazioni: il
broker online fornisce, principalmente, delle informazioni ai propri
clienti: informazioni su prezzi azionari, sul proprio portafoglio
personale, sull’andamento generale dei mercati finanziari. Un errore
o anche solo un particolare ritardo nell’aggiornamento dei dati
si potrebbe tradurre in perdite considerevoli per l’utente e, di
conseguenza, in una sequela interminabile di fastidi per la banca
o SIM “colpevole”. Onde evitare questi inconvenienti, è necessario
in primo luogo dimensionare adeguatamente la propria struttura tecnologica,
sia in termini qualitativi che quantitativi: la maggior parte dei
problemi di questo genere è infatti imputabile a malfunzionamenti
dei server, eccessivo traffico in ingresso o interruzione del collegamento
con il resto della Rete. E’ chiaramente molto importante anche scegliere
i partner migliori da cui ricevere le informazioni, siano essi prezzi
azionari o notizie economiche;
2) affidabilità del servizio: per operare
tranquillamente in Borsa via Web, e cioè spostare capitali
che potrebbero essere di considerevole entità con pochi click,
è necessario avere la sicurezza che ogni ordine piazzato
sia interpretato ed eseguito correttamente dal sistema. E’ fondamentale
inoltre che il programma di trading evidenzi immediatamente eventuali
malfunzionamenti: scoprire troppo tardi che un’operazione non ha
avuto l’esito sperato vorrebbe dire perdere completamente la fiducia
dell’utente e di quanti vengono a conoscenza del problema (oltre,
ovviamente, alle inevitabili conseguenze di natura legale ed economica).
In più, tutti i bug devono essere completamente eliminati
dalla versione definitiva del proprio sistema, onde evitare che
alcuni di essi possano essere sfruttati per effettuare azioni non
previste e, eventualmente, illegali;
3) privacy: durante l’operatività di Borsa
dei propri clienti, il broker raccoglie una quantità enorme
di dati relativi alle loro abitudini e ai loro comportamenti. Queste
informazioni, fondamentali per ritagliare la propria offerta sulle
esigenze e le tendenze principali del mercato, devono essere strenuamente
difese e protette sia da indiscreti sguardi esterni che da un abuso
interno: la privacy del consumatore è oggi al centro dell’attenzione
di tutte le principali istituzioni nazionali e sopranazionali dei
Paesi industrializzati e una qualunque violazione si tradurrebbe
in immediate e gravi sanzioni. A tal fine sarebbe molto utile dotare
la propria azienda di una struttura altamente gerarchizzata, per
cui solo pochi elementi godono di un accesso incondizionato ai dati
grezzi mentre la maggior parte degli uffici dispongono di informazioni
preventivamente elaborate.
In conclusione, le problematiche relative alla sicurezza dei dati
e dei sistemi sono di vitale importanza nell’attuale contesto tecnologico
ed economico: se fino a pochi anni or sono il bene intorno al quale
ruotava l’intero sistema produttivo mondiale era sicuramente il
petrolio e le fonti di energia in generale, oggi il ruolo di “bene
fondamentale” per la nostra economia spetta senza ombra di dubbio
al “dato”, il quanto di informazione attraverso il quale capire
la direzione e le dinamiche di una società composta da soggetti
che desiderano essere considerati individui differenziati in ogni
contesto. E i principali rischi in tale contesto non vengono dagli
attacchi di forze criminali esterne, ma da una cattiva e arretrata
organizzazione della struttura interna, causa di ormai inaccettabili
inefficienze nell’acquisizione e nel trattamento delle informazioni.
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