4.1 La situazione e il trend attuale
Analizzare il mercato italiano del trading online significa confrontarsi
con un settore estremamente giovane e con dati in continua evoluzione.
Le prime SIM che hanno puntato sull’intermediazione via Web hanno
iniziato ad operare a fine del 1996, e fino all’inizio del 1999 ben
poche realtà finanziarie hanno saputo e voluto creare un’offerta
integrata di servizi su Internet. Ancora oggi (maggio 2000) i prodotti
concretamente funzionanti sono ben pochi e l’intero settore è
oggetto di alleanze molto mutevoli e nuovi ingressi quasi quotidiani.
Ciò nonostante la domanda di strumenti di investimento virtuali
è estremamente avanzata e matura anche nel nostro Paese: il
numero di trader è cresciuto più che proporzionalmente
rispetto al numero di operatori online, mentre sempre più massiccia
si è fatta la richiesta di servizi che esulino dalla semplice
operatività di Borsa o gestione remota del proprio conto corrente.
L’esplosione del settore in altri Paesi del mondo, primo fra tutti
gli Stati Uniti, ha obbligato le istituzioni italiane ad ritagliare
la propria offerta non sulle esigenze tradizionali della clientela
italiana – storicamente poco attratta da strumenti di investimento
innovativi – quanto piuttosto sui bisogni di un “individuo tipo” che
ha accesso continuo e gratuito ad una mole sterminata di informazioni
e offerte, virtualmente senza alcuna limitazione di natura geografica
o temporale.
Per inquadrare in un adeguato contesto statistico la situazione, è
utile a nostro avviso analizzare in primo luogo le dinamiche che investono
il lato dell’offerta del mercato, e in primo luogo il numero e la
crescita di operatori:
Com’è possibile capire immediatamente dalla serie storica
“spezzata”, la crescita del numero di operatori italiani è
stata, nel passaggio dal 1998 al 1999, molto più che esponenziale:
in pochi mesi si è passati da una situazione di crescita
zero (anni 1996-1997-1998) ad un vero e proprio “boom” con un aumento
del 700% in una sola annata. Dai questi dati è possibile
a nostro avviso trarre alcune considerazioni di carattere generale
sul mercato del trading online in Italia:
- la maggior parte dei players sono entrati nel
mercato pressappoco nello stesso momento, trascinati da una domanda
crescente ed esigente e non mossi da una spinta interna al rinnovamento:
tale situazione si ripercuote ancora oggi sulla qualità intrinseca
dell’offerta, costretta costantemente ad inseguire mode e tendenze
importate dall’estero o imposte dai clienti;
- il numero crescente di operatori non è
di per sé stesso un indice affidabile dell’evoluzione di
un mercato: la maggior parte delle istituzioni finanziarie è
infatti ancora alle prese con problemi da natura tecnica e i benefici
effetti di una sana concorrenza non sono ancora visibili. Numerose
sono piuttosto le duplicazioni di servizi pressoché uguali,
che si differenziano solo ed esclusivamente per il “cappello” sotto
i quali vengono commercializzati. In particolare, sono quasi del
tutto assenti sino ad ora accordi fra banche e altri soggetti del
mondo finanziario – quali ad esempio siti di informazioni o comunità
di utenti – che potrebbero fornire lo spunto per offrire prodotti
più mirati e in linea con le esigenze della clientela;
- il trend di crescita positiva pare aver subito,
in questi primi mesi del 2000, una battuta d’arresto: sebbene il
numero di nuovi soggetti continui ad aumentare, sono ormai finiti
i tempi in cui un investimento tutto sommato contenuto permetteva
di entrare in maniera trionfale sul mercato del trading online e
si traduceva immediatamente in un afflusso incessante di clienti.
Il momento in cui si faranno i primi conti non è più
lontanissimo e remoto: ben presto i soggetti che non hanno approfittato
della rivoluzione di Internet per dotarsi di un’organizzazione interna
più efficiente ma hanno solo approntato un’offerta di trading
per non rimanere “al palo” dovranno affrontare in maniera drammatica
la contrazione dei ricavati da commissioni e gli insostenibili costi
di una struttura assolutamente inadeguata alle nuove esigenze dei
clienti.
Passando ad analizzare la suddivisione per quote di mercato, è
possibile evidenziare una forte preponderanza di alcune realtà
che sono state in grado di cogliere sul nascere le opportunità
offerte dagli sviluppi del trading online e hanno già conquistato
posizioni di vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza:
Oltre il 50% degli attuali utenti online in Italia si rivolgono
a tre operatori principali, ovvero Fineco (Banca Popolare di Brescia),
Intesa (Ambroveneto e CARIPLO) e Monte dei Paschi di Siena. Ad esclusione
di Intesa, sono dunque assenti fra i principali protagonisti del
mercato le grandi banche italiane, a cominciare da Comit per giungere
sino ad UniCredit e anche alla Banca di Roma: sono al contrario
fra le prime posizioni della classifica realtà relativamente
piccole e poco conosciute, come ad esempio la Banca121 (Banca del
Salento) e, tutto sommato, anche la Popolare di Brescia. Tale situazione
è a nostro modo di vedere la risultante di tre forze principali:
1) marketing: l’aggressività delle campagne
di marketing di alcune banche (specificamente Fineco e IMIWebtrader)
ha contribuito a rendere molto più facile una profonda penetrazione
nel mercato. Fino a pochi anni fa nessuna banca ha mai fatto largo
uso di pubblicità dal momento che lo strumento principale
per raggiungere nuovi clienti consisteva essenzialmente nel radicamento
territoriale: l’avvento della “new economy” e della comunicazione
globale ha mutato profondamente le modalità di accesso al
mercato, caratterizzato oggi da una straordinaria fame di nuovi
servizi. In conseguenza di ciò, a decretare il successo di
alcuni soggetti è stata anche un’abile campagna promozionale
che ha insistito molto sulla novità e la praticità
dell’offerta, puntando a far sentire il cliente stesso un protagonista
dei mutamenti in atto;
2) caratteristiche dell’offerta: una delle motivazioni
che ha reso molto attraente il prodotto di Fineco è senza
dubbio la possibilità di operare anche su mercati stranieri,
e in particolare il Nasdaq . L’insieme di servizi che compongono
l’offerta è sicuramente uno degli elementi fondamentali in
base al quale il cliente sceglie a chi rivolgersi: sebbene allora
quasi tutti gli altri soggetti del mercato inizino a fornire operatività
anche all’estero, avere per primi introdotto la possibilità
di investire negli Stati Uniti (oltre che in Francia e Germania)
utilizzando la stessa piattaforma e la stessa Banca ha rappresentato
senza ombra di dubbio un importante vantaggio competitivo iniziale;
3) struttura aziendale: se i due aspetti sin qui
esaminati rappresentano scelte e strategie “esterne”, è chiaro
che anche l’organizzazione interna della propria struttura influisce
in maniera decisiva sul successo dell’iniziativa. Disporre di uno
staff tecnico avanzato ed un affiatato gruppo di dipendenti molto
motivati – caratteristiche che le piccole realtà riescono
più facilmente ad avere rispetto ai colossi finanziari –
si traduce immancabilmente in relazioni esterne efficaci e vincenti
ed esalta ulteriormente l’immagine di successo che il marketing
ha contribuito a costruire. Scorrendo i dati del mercato italiano,
sembra però che questo vantaggio delle banche piccole e dinamiche
sia contraddetto dalla terza posizione che il gigante Banca Intesa
è riuscita a conquistare: bisogna ricordare però che
Cariplo e Ambroveneto dispongono di una “potenza di fuoco” sia in
termini di capitali che di parco clienti esistente che poche altre
istituzioni finanziarie italiane potrebbero eguagliare: non vanno
dunque attribuiti meriti a chi riesce a malapena a competere con
realtà molto più piccole (Fineco, Banca121), bensì
vanno stigmatizzate in maniera ancora più decisa le scelte
strategiche di chi (UniCredit, SanPaolo-IMI, Comit) non è
in grado di tradurre il proprio elevatissimo potenziale di clienti
in una vera e concreta posizione di dominio.
Concludendo questa analisi strutturale del mercato del trading
online italiano, si evidenzia ancora una volta una caratteristica
fondamentale del settore: più della capacità finanziaria
o della dimensione globale, è fondamentale che una banca
disponga della capacità di cogliere in tempo utile i mutamenti
in atto e anticipare con decisione le tendenze della clientela.
I fatti, oggi, premiano le piccole e medie realtà che per
prime hanno saputo investire i capitali adeguati nell’offerta di
nuovi servizi, conquistando una leadership che si consolida ogni
giorno di più. Nessuna posizione di dominio può però
considerarsi eterna e di vitale importanza risulta la capacità
di proseguire sulla strada dell’innovazione: solo così è
possibile disporre sempre del know-how tecnico e manageriale per
fidelizzare i propri clienti e conquistare nuove e redditizie fette
di mercato.
Precedente: La sicurezza - Prossimo:
Gli operatori
|