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Il servizio di trading on line, non rappresenta un’ipotesi di tecnica
di promozione e collocamento a distanza, ma una modalità di prestazione
del servizio di negoziazione nonché di ricezione e trasmissione di ordini.
Infatti, come esplicitato nella comunicazione Consob del luglio 1998
n.98063298, l’impiego di Internet e della posta elettronica, in questo
caso, si realizza nell’ambito di un rapporto negoziale già concluso
con l’investitore. Quindi la tecnica di comunicazione a distanza viene
in questo caso sfruttata non al fine di promuovere e collocare il servizio
presso il pubblico, ma come modalità di trasmissione degli ordini e,
più in generale, delle comunicazioni tra l’intermediario e l’investitore,
in quanto il sito non fornisce alcuno strumento, neppure indiretto per
l’accensione di rapporti contrattuali.
I c.d. brokers on line, quindi, nient’altro sono che intermediari che
utilizzano la tecnologia Internet per svolgere la propria attività secondo
uno di due modelli possibili, a seconda che siano autorizzati al solo
servizio di ricezione e trasmissione di ordini ovvero pure al servizio
di negoziazione per conto terzi. Nel primo modello, il broker on line
provvede ad inoltrare ad altri intermediari autorizzati alla negoziazione
per conto terzi gli ordini ricevuti dal cliente (al quale ha fornito
il relativo software) tramite Internet. Nel secondo modello, in pratica,
il software fornito dall’intermediario per la trasmissione degli ordini
è interconnesso con la procedura utilizzata dallo stesso per l’inserimento
degli ordini nei mercati.
Il trading on line è sorto a metà degli anni ’90 negli Stati Uniti,
ma solo dal 1998 ha iniziato a suscitare anche in Italia l’interesse
di alcune banche e Sim pioniere (prime fra tutte Directa Sim, operante
sin dal 1998 e oggi una realtà in grado di competere con grandi e affermate
istituzioni come Unicredit, Intesa e Banca Sella). Oggi, nessuna istituzione
finanziaria medio-grande può più permettersi di prescindere da un’offerta
di trading on line, o quantomeno di home banking, il che ha comportato
lo svuotamento di una grossa fetta di clientela, che stazionava durante
il giorno nei borsini di piccole e grandi città, dalle sedi fisiche
delle banche.
Attualmente negli Stati Uniti circa un terzo delle transazioni dell’attività
di brokeraggio è generato dal trading on line.
Uno degli aspetti più peculiari di Internet è la sostanziale indipendenza
di tutti i servizi e delle informazioni presenti sul Web dalla loro
localizzazione geografica: ogni sito è accessibile da qualunque computer
collegato alla Rete, a prescindere dallo Stato di residenza dell’utente
o dall’esistenza di barriere e dazi doganali fra i Paesi del fornitore
e del fruitore. I titoli vengono negoziati dal singolo investitore attraverso
il personal computer tramite collegamento Internet, che consente di
operare da casa, dall'ufficio e, in generale, da qualsiasi punto di
accesso alla rete. È il risparmiatore che decide cosa e quando comprare
o vendere senza necessariamente transitare fisicamente presso l'intermediario.
Questa caratteristica rappresenta per i service provider quali, ad esempio,
banche o Sim che offrono trading on line, un’opportunità di incrementare
ed espandere il proprio business e, al tempo stesso, una minaccia alla
propria posizione di mercato. La creazione di un unico grande mercato,
in cui è possibile accedere ai servizi offerti da broker d’oltreoceano
con la stessa facilità con cui ci si collega al sito della banca di
fiducia, obbliga tutti gli attori coinvolti a confrontarsi con i concorrenti
sulla effettiva qualità dei contenuti, sul livello tecnologico dei servizi,
sull’ampiezza e sul prezzo dei propri prodotti, il rovescio della medaglia
è la possibilità oggi di raggiungere una massa di possibili clienti
impensabile quando il raggio del proprio mercato aveva ampiezza nazionale
o, al massimo, continentale.
Sempre più frequentemente le società di intermediazione on line offrono
l'accesso al servizio di trading anche attraverso call center o attraverso
Gsm, eliminando quindi in alcuni casi la necessità dell'infrastruttura
informatica.
Il trading on line presenta, almeno in via potenziale, rilevanti vantaggi.
Il primo importante vantaggio è rappresentato dalla velocità e dalla
tempestività. In confronto alle modalità di intermediazione tradizionali,
Internet presenta l'opportunità di risparmiare molto tempo nel gestire
le proprie negoziazioni. Gli ordini sono pressoché immediatamente eseguiti
senza andare fisicamente presso la propria banca. La transazione (trade)
viene confermata elettronicamente, attraverso un messaggio che appare
sullo schermo e/o una e-mail. E la rapidità nei mercati finanziari è
spesso un sinonimo di profitto; è comunque opportuno ricordare che se
la rete si satura o è eccessivamente trafficata e lenta questo può rappresentare
una "trappola" per il risparmiatore, ecco perché è meglio comunque poter
sempre contare su sistemi alternativi di comunicazione (call center,
Gsm, filiale).
Il secondo vantaggio è di natura economica. I costi di attivazione dei
servizi di trading on line sono spesso nulli (e comunque molto bassi).
Le commissioni di intermediazione sono estremamente contenute. A volte
vengono utilizzate delle politiche di pricing indipendenti dal volume
negoziato. In ogni caso le commissioni sono sensibilmente più basse
di quelle praticate presso le filiali tradizionali.
Il terzo vantaggio è informativo. Attraverso la rete è possibile disporre,
gratuitamente o a pagamento, di innumerevoli informazioni utili per
gestire il proprio denaro.
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Capitolo 2 - La negoziazione di strumenti finanziari ed i servizi
contigui
2.6
La raccolta ordini, come attività prodromica alla negoziazione.
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