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CAPITOLO 6 - IL TRADING ON-LINE
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6.1 LO SVILUPPO DEL TRADING ON LINE
Dal punto di vista ortografico intermediazione finanziaria e internet
mostrano significativi collegamenti. Il nesso consiste nel prefisso
inter idoneo, a sua volta, a suggerire, all'interno delle due realtà,
il carattere del tramite, della relazione e della connessione. Ma
il collegamento tra i due termini del binomio va oltre la mera assonanza
e riposa anche sul piano dei concetti. Approfondendo questo aspetto,
ci si avvede che le due nozioni sono strettamente collegate a quella
di "spazio": mentre internet è il prototipo dello spazio cibernetico
(o cyberspazio), l'intermediazione finanziaria rappresenta il primato
dello spazio del mercato. Nell'uno e nell'altro caso si ha a che
fare con uno spazio in cui si dislocano delle relazioni, delle reti:
nel caso di internet una rete globale di reti relative; nel caso
del mercato finanziario una rete di domande ed offerte, negoziazioni
e ancor prima sollecitazioni all'investimento.
Il grado di interrelazione tra intermediazione finanziaria ed internet
è destinato ad aumentare sol che si passi dalla analisi delle parole
e dei concetti da queste evocate, a quella dei fatti .397
L'impiego della rete internet rappresenta, sia per la capillarità
della sua diffusione, sia per la facilità di accesso a costi contenuti,
una straordinaria opportunità di crescita per i mercati finanziari
.398
Internet diviene l'ausilio tecnico per l'offerta di erogazione di
servizi d'investimento.
Per trading on line si intende lo svolgimento on line dei servizi
di investimento di cui all'art. 1, comma 5 del TUF 399,
ma che la dottrina e la stessa Consob limitano ai soli servizi di
negoziazione per conto terzi e di ricezione e trasmissione di ordini.
Esso costituisce l'area principale dell'internet banking: l'immaterialità
del denaro e del concetto stesso di possesso rendono il mondo della
rete ideale per questo tipo di transazioni .400
Sorto a metà degli anni '90 negli Stati Uniti - notoriamente un
paese con una tradizione informatica e finanziaria più avanzata
e senza dubbio molto più "popolare" che sull'altra sponda dell'Atlantico
- solo dal 1998 il trading on line ha iniziato a suscitare anche
in Italia l'interesse di alcune banche e SIM pioniere (prime fra
tutte Directa SIM di Torino) 401.
Oggi, complici anche una Borsa estremamente effervescente e un calo
sempre più marcato nei rendimenti degli strumenti di investimento
tradizionali (BOT in testa), nessuna istituzione finanziaria medio-grande
può più permettersi di prescindere da un'offerta di trading on line.
Lo sviluppo delle telecomunicazioni (in termini di sicurezza, capacità
trasmissiva ed economicità) ha favorito l'affermarsi di mercati
finanziari altamente informatizzati, più efficienti dei tradizionali
mercati "alle grida" o dei mercati "telefonici": la diffusione delle
informazioni di mercato, l'incontro tra domanda e offerta di titoli,
il collegamento automatico con i sistemi di regolamento delle transazioni
sono affidati in misura crescente a procedure telematiche 402.
Gli altri fattori che hanno contribuito maggiormente allo sviluppo
del trading on line sono:
- la sicurezza, intesa come creazione di chiavi di crittografia
più affidabili (almeno 128 bit);
- l'evoluzione della tipologia degli utenti, che dimostrano ormai
maggiore propensione all'investimento azionario e una crescente
tendenza all'investimento di tipo do it yourself;
- la stato della tecnologia, che negli anni ha reso disponibile
capacità elaborative a basso costo ed ha consentito di incrementare
la diffusione e l'uso di internet 403;
- la maggiore diffusione di informazioni a disposizione del risparmiatore,
sia attraverso i nuovi canali, sia attraverso i canali più tradizionali,
quali radio e TV che danno sempre maggiore spazio all'informazione
finanziaria;
- la diffusione della cultura informatica e finanziaria e il miglior
grado di trasparenza dovuto dall'aumento dell'informazione 404;
- il mercato telematico che rappresenta un mercato altamente concorrenziale,
grazie soprattutto alla disponibilità di informazioni virtualmente
illimitate e accessibili a costo marginale quasi nullo e alla fragilità
delle barriere all'ingresso di nuovi operatori. Ciò ha portato ad
una drastica riduzione delle commissioni di negoziazione (nel mercato
azionario si è andati dal 7/1000 al 4) e alla possibilità di operare
su molti mercati (titoli di Stato, mercati nazionali ed esteri,
derivati) monitorando in tempo reale le quotazioni, di inserire
il proprio ordine al livello desiderato (in acquisto o vendita)
e di visualizzare tempestivamente gli eseguiti 405.
Note
397 - STELLA RICHTER M., Prime osservazioni
su intermediazione finanziaria ed internet, in Diritto dell'informazione
e dell'informatica n. 3, 2000, pag. 435
398 - SAMMARCO P., Promozione e negoziazione dei
prodotti finanziari tramite internet, in Diritto dell'informazione
e dell'informatica n. 6, 2000 pag. 1067
399 - Art. 1, comma 5 del TUF: per servizi di
investimento si intendono le seguenti attività, quando hanno per
oggetto strumenti finanziari:
- negoziazione per conto proprio;
- negoziazione per conto terzi;
- collocamento, con o senza preventiva sottoscrizione o acquisto
a fermo, ovvero assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente;
- gestione su base individuale di portafogli di investimenti per
conto terzi;
- ricezione e trasmissione di ordini nonché mediazione.
400 - DADDA R., La banca e il commercio elettronico:
il caso del banco Ambrosiano Veneto, in SCOTT W.G., MURTULA M.,
STECCO M., Il commercio elettronico - ISEDI 1999 pag. 528
401 - ROSSIGNOLI C., SALCIOLI G.M., L'e-finance:
un nuovo modello distributivo di prodotti e servizi finanziari in
Italia, in Credito Popolare 1999 n.4 pag. 659
402 - FINOCCHIARIO A., Innovazione tecnologica
nei sistemi finanziari e attività di supervisione delle banche centrali,
in RIOLO F., MASCIANDARO D., Internet banking tecnologia,economia
e diritto, Edibank 2000 pag. 300
403 - PREDA S., La tecnologia e la borsa, in RIOLO
F., MASCIANDARO D., Internet banking tecnologia,economia e diritto,
Edibank 2000 pag. 352
404 - FEDERICI T., Trading on line: le nuove tecnologie
fanno sempre bene alle banche?, in Dirigenza Bancaria 2000 pag.
36
405 - ROSSIGNOLI C.,SALCIOLI G.M., op. cit. pag.
659
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