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CAPITOLO 4 - I SISTEMI DI PAGAMENTO ONLINE
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4.7 LA CARTA DI CREDITO
4.7.3 LA CARTA DI CREDITO "VIRTUALE"
L'ostacolo principale alla diffusione di SET è la necessità che
l'utente finale disponga di un certificato X.509 ma tale condizione
è ben lungi dall'essere raggiunta. Un secondo rilevante problema,
per il potenziale utente, è la necessità di installare sul PC un
apposito software di dimensioni rilevanti, il quale rappresenta
una condicio sine qua non per effettuare una transazione on line.
A seguito di queste ed altre considerazioni, le banche hanno pensato
di realizzare una propria soluzione, la carta di credito virtuale,
che realizzi il minimo indispensabile per operare un acquisto.
Essa non è altro che un certificato digitale, ossia la rappresentazione
elettronica della carta di credito tradizionale 304.
Tale certificato riproduce le informazioni rilevanti della carta
di credito ed è rilasciato dalla banca emittente in qualità di autorità
garante. La firma digitale della banca garantisce l'autenticità
e la validità della carta di credito. Un altro certificato è quello
emesso per l'esercente dalla banca aquirer: come quando, entrando
in un negozio, sappiamo che la nostra carta è lì accettata perché
scorgiamo la vetrofania affissa all'entrata, così tale certificato
svolge la stessa funzione su internet 305.
Il funzionamento
La logica seguita è quella di riprodurre in ambiente internet il
sistema POS, che i negozianti usano per la conclusione di transazioni
tramite l'impiego di carte di pagamento 306.
In questo modo al cliente non è richiesta la disponibilità di nessun
particolare prodotto software, nessun plug-in, nessuna installazione;
è sufficiente un browser che supporti il canale SSL a 128 bit. Il
venditore e la banca sono al contrario dotati di una solida struttura
di sicurezza, basata su tre certificati:
- il certificato per la server authentication, rilasciato da un
Certification Authority, che permette di identificare con certezza
la controparte;
- due certificati, uno per la cifratura applicativa e uno per la
firma dei documenti.
Quando il cliente termina la fase della selezione dei prodotti e
decide di effettuare un acquisto, comunica i propri dati al venditore.
Durante questo processo le informazioni sono trasmesse solo alla
controparte commerciale, che li userà per inviare la merce e/o redigere
il contratto di acquisto.
Il venditore, determinato l'importo della transazione (equivale
a digitare l'importo della transazione sul POS fisico), lo comunica
alla banca utilizzando il cliente come trasporto: le informazioni
sono cifrate con la chiave pubblica della banca, firmate con la
chiave privata del venditore e la busta prodotta è inserita nell'URL
che il cliente deve confermare. La banca riceve le informazioni,
verifica la firma e la decifra, e chiede al cliente di specificare
il numero della carta e la data di scadenza (analogo alla strisciatura
della carta nel POS fisico). Il flusso è protetto dal canale SSL
a 128 bit. A questo punto la banca verifica i dati della carta accedendo
al circuito e provvede alla transazione, comunicando l'esito sia
al venditore sia al cliente. E' molto importante osservare che il
venditore non viene a conoscenza dei dati della carta di credito,
così come la banca non è messa al corrente dei dati privati dell'acquirente
(che normalmente non è cliente della banca) 307.
Note
304 - Un certificato digitale è un documento
elettronico firmato da una Certification Authority che attesta l'appartenenza
di una specifica chiave pubblica a un individuo identificato.
305 - ROTUNNO C., op .cit. pag. 456
306 - DADDA R., La banca e il commercio elettronico:
il caso del Banco Ambrosiano Veneto, in SCOTT W.G., MURTULA M.,
STECCO M., Il commercio elettronico, ISEDI 1999 pag. 529
307 - DADDA R., op. cit. pag. 548
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