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CAPITOLO 4 - I SISTEMI DI PAGAMENTO ONLINE
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4.2 LA CONCORRENZA DEI SOGGETTI NON BANCARI
Tradizionalmente, le banche hanno mantenuto il controllo dei canali
distributivi dei loro prodotti al fine di evitare l'entrata di altri
concorrenti nella catena del valore della propria attività, limitando
così le possibilità di disintermediazione.
L'avvento di internet e del commercio elettronico comportano due
ordini di cambiamento: il venir meno del controllo esclusivo del
canale di distribuzione e la necessità di ricorrere a delle specifiche
modalità e/o dispositivi di accesso per interagire con i clienti.
Internet non ha un "proprietario" che la gestisca o ne controlli
il funzionamento. Il controllo della rete e dei dispositivi per
accedervi sono al di fuori della portata di qualsiasi organizzazione,
sia essa bancaria o meno. Al tempo stesso, la disponibilità di canali
distributivi, quali sono le reti aperte, a basso costo e ad alto
potenziale di penetrazione, può rappresentare un'opportunità per
gli operatori non bancari di inserirsi nel segmento dei pagamenti
262.
Dalle aziende manifatturiere e della distribuzione, interessate
a sfruttare la circolazione delle carte di pagamento per accrescere
la fedeltà della propria clientela, alle società di software, il
settore mostra oggi una panoramica all'interno della quale le banche
vedono gradualmente ridurre le attività svolte in proprio, con il
rischio conseguente di assistere nel tempo a un'attenuazione dell'immagine
del proprio ruolo nell'intermediazione dei pagamenti e, successivamente,
nell'intermediazione tout court 263.
Nel settore delle carte, ad esempio, le grandi catene distributrici
anglosassoni avevano avviato la diffusione di proprie carte loyalty
al fine di meglio comprendere le abitudini e le potenzialità di
spesa della propria clientela. A distanza di qualche anno le stesse
catene si sono attrezzate aggiungendo funzioni di pagamento e di
finanziamento. Le operazioni di pagamento hanno luogo a seguito
degli acquisti attraverso una registrazione al terminale effettuata
con la carta magnetica. Presso i punti vendita vengono installati
terminali con appositi lettori sui quali si registra l'operazione.
Il regolamento effettivo è invece dilazionato, per cui il possessore
della carta beneficia di una forma di credito al consumo 264.
Queste mosse rappresentano soltanto il primo passo di una strategia
che mira ad attaccare sempre di più il business delle banche 265.
Per meglio percepire la portata della potenziale minaccia dei grandi
retailer in Gran Bretagna può essere utile fare riferimento a qualche
dato. Alla fine del 1997 erano complessivamente in circolazione
ben 55 milioni di carte loyalty, oltre la metà delle quali emesse
dalle tre grandi catene di supermercati Safeway, Sainsbury's e Tesco
266.
Ancora, nel settore della moneta elettronica CyberCash (CyC) ha
progettato un servizio denominato Electronic Coin. Per ricevere
moneta digitale, i clienti inviano denaro a CyC e ricevono moneta
trasmessa via internet, immagazzinata nei loro computer in forma
di cifre, e che verrà spesa quando un cliente desidererà effettuare
un acquisto su internet. Il venditore, dopo aver ricevuto dall'acquirente
la moneta digitale, la trasmetterà a CyC la quale depositerà il
denaro ricevuto dall'acquirente su conti correnti di corrispondenza
presso istituti di credito, ed effettuerà i pagamenti a favore del
venditore da quei conti. Quindi, CyC, che non è una banca, progetta
di offrire servizi di pagamento ai suoi clienti utilizzando depositi
fiduciari presso le banche. La moneta elettronica, che costituisce
l'attivo dei suoi clienti, rappresenta gli impegni di CyC 267.
Note
262 - SANTACECCA D., All'attacco o in difesa?,
in Bancaforte gen-feb 1999 pag. 30
263 - GAGGI P., op. cit. pag. 468
264 - CIANI D., L'innovazione degli strumenti
di pagamento in Italia, La Nuova Italia Scientifica 1990 pag. 108
265 - SANTACECCA D., op .cit. pag. 30
266 - GAGGI P., op. cit. pag. 468
267 - WHITE L., Rivoluzione tecnologica ed evoluzione
monetaria, in Il futuro della moneta - Interzone 1997 pag. 112
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