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CAPITOLO 4 - I SISTEMI DI PAGAMENTO ONLINE
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4.11 LE PROBLEMATICHE GIURIDICHE
4.11.2 LA SICUREZZA: LE ESIGENZE DI INTEGRITA' E IDENTIFICAZIONE
Con il continuo sviluppo dell'internet banking e dell'e-commerce,
saper gestire problemi legati all'integrità delle informazioni è
divenuto molto importante per un'azienda bancaria, soprattutto in
vista di un sempre più massiccio utilizzo di nuovi canali distributivi.
Con la progressiva sostituzione, infatti, della moneta elettronica
a quella cartacea, le problematiche di sicurezza sono profondamente
mutate rispetto al passato. Gli investimenti in questo ambito sono
diventati per molte banche una vera e propria leva distintiva nei
confronti della concorrenza.
Fino a qualche anno fa gli istituti di credito erano portati a pensare
che sulla sicurezza non vi fossero grossi margini di miglioramento,
anche perché ritenevano, allo stato dell'arte, il furto elettronico
praticamente impossibile o quantomeno troppo costoso. Tale convinzione
è stata però con il tempo letteralmente demolita: è sufficiente
dare uno sguardo ai dati sulle truffe registrate da società che
emettono carte di credito. Nel solo 1999 la Mastercard, per esempio,
ha subito truffe per circa 703 milioni di dollari, con un aumento
del 33% rispetto all'anno precedente, mentre la sua concorrente
Visa ha raggiunto circa 1,2 miliardi di dollari di truffa (+28%)
341.
Le banche, nell'evoluzione verso nuove forme di contatto con la
clientela, si sono dunque dovute preoccupare principalmente di garantire
che 342:
- le informazioni siano inaccessibili a chiunque, fatta eccezione
per il mittente (acquirente) e il destinatario (fornitore);
- le informazioni non siano modificate durante la trasmissione;
- il destinatario abbia la certezza che esse provengono da un ben
preciso mittente;
- il mittente possa avere la sicurezza che il suo interlocutore
è realmente il fornitore con cui intende svolgere la transazione;
- il destinatario non possa rifiutare ciò che il mittente gli ha
inviato 343.
In una rete aperta quale internet, è difficile identificare con
certezza l'interlocutore dal momento che nessun ente o soggetto
controlla - o può controllare - il sistema ed i suoi variabili giocatori.
Se una transazione prevede il pagamento in contanti non è necessario
che si instauri alcun rapporto di fiducia tra i due interlocutori,
concentrandosi l'attenzione delle parti contraenti solo sul bene
compravenduto. Se invece lo scambio merce-moneta non è contestuale
si ravvisa la necessità dell'elemento fiduciario che sarà tutelato
attraverso "garanzie" diverse, quali l'utilizzo delle tecniche crittografiche,
della firma digitale e dai più avanzati strumenti hardware (es.
Firewall) e software (SET, SSL). Il problema della sicurezza trova,
quindi, molteplici, possibili soluzioni, tutte operanti in modo
estremamente mirato per una loro maggiore efficacia e funzionalità
344.
Mancando queste soluzioni verrebbe meno la fiducia tra le parti
contraenti e per la conclusione della transazione si sarebbe costretti
ad utilizzare strumenti alternativi ai nuovi sistemi di pagamento
e storicamente testati quali sicuri: pagamento in contrassegno,
bonifico bancario oppure pagamenti misti, quali la comunicazione
a mezzo posta o telefono degli estremi delle carte di pagamento.
Strumenti che mortificherebbero le potenzialità insite nella rete
345.
Tuttavia, come già esaminato, l'identificazione dell'utente presenta
il grave difetto di costituire anche una potenziale violazione della
privacy, potendosi ricostruire il suo profilo attraverso la raccolta
e l'elaborazione delle operazioni da questi compiute sulla rete.
Si profila dunque un trade-off fra la tutela dell'utente
e l'esigenza di sicurezza del sistema.
Al riguardo, occorre chiedersi in primo luogo, se sia sempre necessario
che l'identificazione dell'utente coincida con la sua identificazione
personale.
In certi casi, infatti, il controllo è volto a garantire piuttosto
che l'identità, la sua legittimazione ad effettuare alcune operazioni
o a impiegare determinati strumenti. Ad esempio, l'utilizzo del
PIN non garantisce propriamente l'identità di un soggetto, bensì
che questo è autorizzato, invece, ad effettuare prelievi 346.
I problemi della sicurezza che internet comporta, non sono tutti
o soltanto problemi di natura tecnologica. Vi sono infatti aspetti
che afferiscono alla sfera della psiche di ogni individuo che si
appresta a navigare in internet. Questi aspetti, che possiamo indicare
semplicemente e sinteticamente come una sorta di "diffidenza" verso
questo strumento di comunicazione, sono certamente i più difficili
da eliminare. Occorre, in questo caso, procedere per gradi, tentando
cioè, pian piano, di smontare il castello di paure, di incertezze
e di sospetti che ciascuno porta con sé, dimostrando con i fatti
che la prefigurata pericolosità della rete non è poi necessariamente
diversa o maggiore rispetto a quella che pur caratterizza altri
strumenti propri del nostro tempo. In altre parole occorre svolgere
un'azione di convincimento relativamente al fatto che i rischi cui
si può andare incontro utilizzando internet per acquisire informazioni,
per comprare o per comunicare non sono di un ordine di grandezza
decisamente superiore a quello cui siamo da sempre abituati nel
mondo in cui pure operiamo tutti i giorni 347.
La tabella 4 offre a questo proposito un quadro delle perdite che
si hanno in alcune aree particolari, con le quali, malgrado questo,
si ha, peraltro una grandissima familiarità.
| Tipo di frode |
Dollari perduti per ogni 1.000 $ |
| Telefoni cellulari |
18.63 |
| Chiamate interurbane |
6.00 |
| Carte di credito |
1.41 |
| Internet |
1.00 |
Tabella 4 -
ammontare delle perdite per frodi per ogni 1.000 $
per alcuni settori di attività 348 |
La tabella evidenzia chiaramente come attualmente il rischio sia
nettamente superiore in aree di attività che con internet non hanno
nulla a che fare e che non risentono di fattori psicologici negativi
per quanto riguarda la loro penetrazione tra il grande pubblico.
In questo contesto l'analisi dei rischi e le scelte organizzative
possono supplire alle carenze degli strumenti tecnologici.
Nell'ambito bancario si può ipotizzare di neutralizzare i pericoli
e offrire comunque dei servizi alla clientela:
- utilizzando password "usa e getta" o generate dinamicamente in
modo che una eventuale cattura e decrittazione dei messaggi non
consenta di accedere a informazioni utili;
- autorizzando solo disposizioni facilmente reversibili, come per
esempio il pagamento di utenze;
- permettendo solo disposizioni pre-autorizzate come potrebbe essere
il bonifico di importi inferiori ad una certa soglia verso conti
correnti dichiarati in anticipo 349.
Note
341 - FEDERICI T., FERRACCHIATI A., Le banche
e l'insicurezza digitale: possibili soluzioni, in Dirigenza Bancaria
set/ott 2000 pag. 28
342 - FEDERICI T., FERRACCHIATI A., op. cit. pag.
29
343 - MORELLI M., op. cit. pag. 36
344 - MORELLI M., op. cit. pag. 36
345 - TIDONA M., op .cit. in
www.tidona.com/pubblicazioni/aprile00_2.htm
346 - FINOCCHIARO G., op. cit. pag. 130
347 - MORELLI M., op .cit. pag. 26
348 - MORELLI M., op .cit. pag. 78
349 - SALVATICI A., op. cit.
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