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CAPITOLO 2 - LA BANCA ONLINE
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2.2.4 L'IMPATTO SULLA CONCORRENZA
La possibilità di utilizzare i canali remoti consente alla
clientela di accedere ai servizi bancari e di ottenere informazioni
sui loro prezzi e sulla loro qualità a costi inferiori a
quelli che si sosterrebbero rivolgendosi direttamente allo sportello.
Ciò aumenta la possibilità per i clienti di comparare
i prodotti/servizi offerti da banche diverse, anche localizzate
in aree non prossime al cliente. Le informazioni non sono più
un patrimonio conoscitivo necessario per il solo funzionamento della
banca, ma il mezzo per competere sul mercato96.
In presenza di un unico canale distributivo, quale la rete di
filiali e agenzie, le scelte distributive consistono principalmente
nell'individuazione del numero e della tipologia degli sportelli
e della loro localizzazione. La rilevanza strategica di tali scelte
è legata al fatto che a parità di caratteristiche
tecniche e di contenuti del prodotto/servizio e di prezzo, il cliente
preferirà utilizzare l'istituto di credito che è più
vicino al luogo in cui risiede abitualmente, perché ciò
gli consentirà di ridurre i costi di transazione. Visto dalla
parte della banca, costi di transazione più bassi per il
cliente permettono all'azienda di praticare prezzi più elevati
di quelli applicati dagli istituti di credito più "lontani".
Ma il contestuale ampliamento delle reti di sportelli in un determinato
mercato da parte di un numero elevato di banche riduce i vantaggi
competitivi originariamente ricercati dalle singole banche. Quanto
è più fitta la rete di punti di accesso al sistema
bancario, tanto minori diventano i costi di transazione sostenuti
dalla clientela e tanto meno rilevante diviene la differenza tra
le diverse banche operanti in quella nicchia di mercato.
L'aumento di concorrenza determinato dalla diffusione sul territorio
delle filiali, può essere ostacolato con il ricorso da parte
delle banche di politiche di differenziazione del prodotto, tramite
le quali il prodotto di base e la sua funzione rimangono sostanzialmente
invariati mentre si modificano talune sue caratteristiche tecniche
ovvero vengono aggiunte offerte accessorie. Si tratta di una differenziazione
di tipo verticale nel senso che i prodotti possono essere ordinati
in base alla loro qualità. Un corollario di queste politiche
è che aumenta la difficoltà per gli acquirenti di
effettuare raffronti tra le diverse e disomogenee offerte. Tuttavia
le banche, accrescendo indirettamente i costi di ricerca di prodotti
alternativi sopportati dalla clientela, riescono a sottrarsi ad
una più aspra concorrenza di prezzo.
La situazione sin qui descritta non tiene evidentemente conto
del fatto che i canali distributivi remoti hanno caratteristiche
tali da modificare il contesto concorrenziale in cui le banche operano.
Nello spazio virtuale del web è possibile effettuare liberamente
lo scambio di informazioni e di beni tra tutti i potenziali acquirenti
e tutti i potenziali venditori a prescindere dalla loro localizzazione
a costi molto contenuti. A carico delle parti restano soltanto i
costi inerenti la telefonata o il collegamento via modem e il tempo
impiegato per la transazione.
Nei mercati telematici, quindi, si verificano le condizioni per
un abbassamento e per una maggiore omogeneità dei costi di
informazione e di acquisto che il cliente deve sostenere per perfezionare
l'acquisizione di un bene o di un servizio.
La riduzione di queste componenti di costo incentiva il cliente
ad effettuare una più approfondita comparazione della qualità
e dei prezzi dei prodotti offerti e aumenta in tal modo la concorrenza
di prezzo tra i produttori di beni omogenei97.
In un contesto di forte concorrenza, la banca non può limitarsi
ad offrire prodotti standardizzati. Dove si guadagnerà di
più sarà in quei servizi radicalmente innovativi quali
ad esempio il commercio elettronico tra imprese (business to business)
con la banca in funzione organizzatrice del mercato virtuale e garante
della sicurezza dei pagamenti elettronici e delle comunicazioni
tra le aziende98.
Note
96. GORINI G., La telematica: strumento essenziale per il cambiamento
in banca, in Verso la telebanca pag. 25-33, Banca Europa 1996
97. DESARIO V., op. cit.
98. CROFF D., op. cit. pag. 50
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