|
CAPITOLO 2 - LA BANCA ONLINE
|
2.2.3 L'EVOLUZIONE DEI RISCHI E SISTEMA DEI CONTROLLI
INTERNI
Allo sviluppo delle opportunità dell'internet banking si
accompagna una sensibile evoluzione dei profili di rischio che richiede
un attento monitoraggio da parte delle Autorità di supervisione.
Tendono ad assumere crescente rilievo le problematiche connesse
con:
- l'assunzione di decisioni strategiche in tema di investimenti
per lo sviluppo di nuovi prodotti o per l'attivazione di nuovi canali
di contatto con la clientela (rischio strategico);
- possibili cattivi funzionamenti dei sistemi informatici e delle
infrastrutture di telecomunicazione (rischio operativo) suscettibili
di mettere in pericolo la continuità e la qualità
del servizio nonché i livelli di sicurezza e affidabilità
dei sistemi aziendali, con possibili ricadute negative sull'immagine
dell'azienda presso la clientela (rischio di reputazione);
- la complessità e, per molti aspetti, l'inadeguatezza del
quadro normativo (rischio legale); in un contesto in cui le transazioni
su reti telematiche tendono a realizzarsi in una prospettiva internazionale
e si accentuano i profili immateriali dell'attività di scambio,
le leggi attuali si muovono ancora prevalentemente in un'ottica
nazionale e si riferiscono allo scambio dei beni materiali93.
Nel marzo 1998, il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria
ha elaborato un documento sui rischi associati all'impiego della
tecnologia nell'attività bancaria nell'ambito del più
ampio processo di rielaborazione di principi per la gestione dei
rischi operativi.
In relazione alle innovazioni operative innescate dall'evoluzione
delle tecnologie, il Comitato ha invitato le Autorità di
controllo ad evitare di emanare discipline troppo restrittive, suscettibili
di porre ostacoli ai processi innovativi, promovendo presso gli
intermediari lo sviluppo di strumenti per la valutazione e gestione
dei rischi.
La disciplina di vigilanza che introduce nel quadro regolamentare
italiano le indicazioni di Basilea è più articolata94.
Nella propria attività l'Autorità di vigilanza tende
a verificare la presenza di caratteristiche "minime" dei sistemi
informativi in termini di affidabilità, completezza ed efficienza
funzionale, considerate elementi fondamentali per assicurare una
"gestione sana e prudente".
La disciplina emanata in materia di controlli interni prescrive
che:
- le strategie riguardanti la tecnologia dell'informazione (IT),
approvati dal Consiglio d'amministrazione, siano volte ad assicurare
l'esistenza ed il mantenimento di una piattaforma tecnologica adeguata
ai bisogni presenti e futuri della banca;
- le politiche, gli standard e i controlli per gli aspetti riguardanti
l'IT siano definiti e documentati;
- le procedure per l'approvazione del software e per l'affidamento
all'esterno di determinati servizi (outsourcing) siano formalizzate.
Esse devono assicurare che i prodotti soddisfino i bisogni e si
adattino pienamente agli standard della banca; devono inoltre garantire
la continuità del servizio;
- gli ambienti di sviluppo e di produzione siano separati; - siano
rispettate le condizioni di sicurezza fisica e logica; - sussista
un piano di emergenza che assicuri la continuità delle operazioni
vitali e il ritorno in tempi ragionevoli all'operatività
normale.
Il trade-off tra regolamentazione e innovazione tecnologica viene,
quindi, risolto affidando alle prescrizioni di vigilanza il compito
di verificare la cornice entro la quale devono effettuarsi le scelte
autonome da parte degli intermediari95.
Note
93. FINOCCHIARIO A., Innovazione tecnologica nei sistemi
finanziari e attività di supervisione delle banche centrali,
in RIOLO F., MASCIANDARO D., Internet banking tecnologia,economia
e diritto, Edibank 2000 pag. 303
94. Banca d'Italia (1998), Istruzioni per la vigilanza
per le banche, Sistema dei controlli interni, compiti del collegio
sindacale (titolo VI, capitolo 11)
95. FINOCCHIARIO A., op. cit. pag. 306
|