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CAPITOLO 2 - LA BANCA ONLINE
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2.2.2 COSTI-BENEFICI PER LE BANCHE
I costi tipici sostenuti dalla banca che offre servizi di internet
banking sono:
- i costi d'investimento: i conti economici e la redditività
delle banche sono interessati anzitutto dalla necessità degli
investimenti in tecnologie. Essi incidono sulla redditività
non solo in fase di prima ristrutturazione, ma anche successivamente
nel tempo a causa degli aggiornamenti richiesti dall'evoluzione
tecnologica e dalla necessità di conservare e di migliorare
i livelli di qualità nell'erogazione dei servizi alla clientela73
. Questi costi sono di natura tecnologica in senso stretto (acquisto
e installazione componenti hardware e software) e di natura organizzativa
(costi di (ri)definizione del modello organizzativo e di assunzione
di personale informatico, costi relativi alla sicurezza e all'integrazione
con il sistema informativo aziendale). Un modello diffuso, anche
in Italia, riguarda il c.d. outsourcing of financial services: società
specializzate (in alcuni casi di partecipazione bancaria) che curano
la costruzione tecnica del sito, l'aspetto grafico e le principali
funzionalità. Infatti la competenza specifica di una banca
non è quella di possedere al proprio interno il know-how
tecnologico per costituire una banca virtuale74
. Tra le altre voci d'investimento di un canale di distribuzione
remoto vanno considerati anche i costi promozione del canale che
possono assumere valori elevati perché determinanti per l'effettiva
acquisizione di quote di mercato. I risultati dei primi studi empirici
sui mercati elettronici mostrano infatti che nei mercati on-line
dei libri e dei CD esiste una elevatissima concentrazione delle
quote a favore dei produttori che beneficiano di un marchio ormai
consolidato e che i prezzi praticati da questi leader del mercato
non sono i più bassi in assoluto75 . Le
nuove tecnologie comportano inevitabilmente un investimento iniziale
non indifferente, che viene compensato da economie di scala se,
nel tempo, si supera un volume critico di attività76
.
- i costi di gestione: i principali costi di natura tecnologica
sono rappresentati dal costo di connessione ad internet, di manutenzione
hardware e software, dell'help desk. Mentre quelli natura organizzativa
sono individuati nel costo del personale informatico e di struttura77
.
Operare nel campo dell'e-banking può portare una serie
di benefici e ad una crescita dei ricavi a fronte di nuove aree
di attività e di possibili acquisizioni di quote di mercato.
I principali benefici derivano da:
- i ricavi dal canone di abbonamento al servizio di internet banking
e dalle commissioni applicate alle singole operazioni bancarie effettuate.
- il contenimento dei costi operativi perché internet assicura
un'economia dei costi in virtù della completa automazione
dei processi78 . Recenti analisi condotte da Gemini
Consulting hanno dimostrato che effettuare una transazione bancaria
on line comporta una riduzione dei costi fino a 90 volte rispetto
all'impiego dello sportello79, in quanto i costi
variabili non sono particolarmente rilevanti per la totale assenza
della componente labour intensive80.
- la possibilità di acquisto e di fidelizzazione di nuovi
clienti. L'internet banking si caratterizza per la capacità
rilevare i tipi di servizi maggiormente utilizzati fornendo precise
indicazioni utili alla definizione di politiche commerciali in linea
con le richieste del pubblico81. Si viene in questo
modo a creare la cd. customer satisfaction determinata da un rapporto
stretto e continuo tra banca e cliente82. Grazie
a questa la qualità del servizio non rispecchia esclusivamente
un concetto interno dell'azienda bancaria, derivando altresì
da una valutazione esterna compiuta dall'utente, che confronta le
proprie percezioni con le proprie aspettative83.
La segmentazione della clientela è un fronte su cui si sono
fortemente impegnate le strutture di marketing delle banche tradizionali.
Gli esiti più visibili si leggono nella capacità di
scomporre il risultato economico nei segmenti delle imprese produttive
(corporate) e delle famiglie (retail). Ulteriori progressi sono
stati compiuti nel sezionare ulteriormente i comparti della clientela
per individuare, nel retail, gli strati più ricchi, per reddito
e patrimonio (i vip e gli affluent), e il rimanente mass market.
Analogamente, dal lato del corporate, si distinguono i grandi gruppi
dalle medie e piccole imprese (PMI). Nel nuovo scenario, internet
accresce l'information liquidity e cioè la disponibilità
e la tempestività delle informazioni sulla clientela, aprendo
agli istituti di credito possibilità finora sconosciute come
ad esempio l'attività di marketing one-to-one. Il database,
costantemente aggiornabile grazie all'interazione telematica con
il cliente, può guidare la banca a rispondere in modo più
preciso e tempestivo a un'ampia serie di domande: qual è
il cliente più redditizio, quello più a rischio di
defezione, quello interessato ad un nuovo prodotto, ecc84.
L'impiego di soluzioni del tipo internet banking non deve
essere usato come semplice leva per abbattere i costi della distribuzione.
Il beneficio è nullo o addirittura negativo se a questa diminuzione
non segue una riallocazione delle risorse liberate a favore di una
maggiore qualità nelle fasi produttive e gestionali dei servizi
finanziari, a vantaggio sia della banca sia del cliente. Se i servizi
offerti non evolveranno assumendo una connotazione di maggior valore
per il cliente, la tecnologia internet potrebbe aumentare il rischio
di perdere clienti a favore di concorrenti stranieri e di soggetti
non bancari. Internet altera le caratteristiche di consumo della
clientela, aumentando la velocità di reperimento di informazioni
sull'offerta ed educando i clienti a una maggiore flessibilità
e a un maggior turnover nelle proprie scelte di allocazione del
risparmio e di investimento85 . Al fine di soddisfare
le proprie esigenze, il cliente ha la possibilità di scegliere
tra una vasta gamma di prodotti finanziari, offerti da una pluralità
di interlocutori professionali italiani e stranieri, anche non bancari,
e orienta le proprie decisioni sul prodotto che egli percepisce
come il più idoneo: di conseguenza, la banca deve elaborare
ed implementare strategie che privilegino il rapporto con la clientela,
i cui bisogni e le cui attese devono costituire il fondamento per
la progettazione della propria offerta86. L'innovazione
tecnologica profila il rischio di una nuova e radicale disintermediazione87.
I nuovi canali remoti sono economici ma non esclusivi, nel senso
che possono essere impiegati anche per altre tipologie di servizi.
Possono quindi essere infrante le barriere all'entrata costituite
dagli sportelli ed essere utilizzate da competitori non facenti
parte del sistema88. Già oggi è
presente il fenomeno delle "quasi banche", soggetti che
istituzionalmente operano molto vicine al contesto bancario (Visa,
American Express, ecc.) e che con la moneta elettronica troveranno
motivo di maggior espansione (Cybercash e Digicash hanno sviluppato
un programma di e-cash per le transazioni on line)89.
Ma l'aspetto più rischioso potrà derivare dalle grandi
imprese non bancarie, che grazie agli elevati volumi di affari potranno
avere l'interesse a gestire direttamente i valori monetari transati
con i loro clienti90. I nuovi soggetti entranti
nel settore bancario possono fare leva su nuovi fattori competitivi,
quali il prezzo e la capacità di relazione con i clienti,
e in virtù dell'estrema flessibilità e della rapidità
con cui si muovono sono in grado di testare continuamente nuovi
prodotti e nuovi mercati91. Le imprese produttrici
di software sono, ad esempio ormai in grado di offrire dei pacchetti
completi di e-banking a costi ridottissimi facendo divenire le banche
fornitrici preselezionati di un programma di software (Microsoft
Money, Quicken)92.
Note
73. TUTINO F., op. cit. pag. 50
74. ROSSIGNOLI C., SALCIOLI G.M., L'e,finance: un
nuovo modello distributivo di prodotti e servizi finanziari
in Italia, in Credito Popolare 1999 n.4 pag. 659
75. BRYNJOLFSSON
E., SMITH M.D., http://ecommerce.mit.edu/papres/friction: nel mercato
on line dei libri Amazon detiene una quota pari a circa l'80%
(1999).
76. BRACCHI G., FRANCALANCI C., op. cit.
77. BRACCHI G., FRANCALANCI C., GIORGINO M., op.
cit. pag. 134
78. DESARIO V., La banca d'italia e lo sviluppo dell'e,banking,
CIPA (Convenzione Interbancaria per i Problemi dell'Automazione)
assemblea annuale, Frascati 19 settembre 2000
79. FRAU C., DAINESI E., Il commercio elettronico e
il ruolo del sistema bancario italiano, in SCOTT W.G., MURTULA
M., STECCO M., Il commercio elettronico - ISEDI 1999 pag. 458
80. ROSSIGNOLI C., SALCIOLI G.M., op. cit. pag. 659
81. BARTOLOZZI L., Nuovi servizi finanziari e soluzioni avanzate
di banca virtuale tramite internet, in Verso la telebanca pagg 53,57,
Banca Europa 1996
82.
http://univelex.unive.it/diritto,commerciale/schede/sa420000.htm
83. QUERCI F., L'innovazione del sistema delle relazioni tra
banca e cliente, in Economia e diritto del terziario n.2, 2000 pag.
631
84. CROFF D., op. cit. pag. 52
85. BRACCHI G.,FRANCALANCI C., op. cit.
86. QUERCI F., op. cit. pag. 633
87. CROFF D., op. cit. pag. 48
88. BRACCHI G., FRANCALANCI C., GIORGINO M., op.
cit. pag. 98
89. Vedi capitolo 4 paragrafo 8.2
90. FALETTI C., MARCANDALLI R., PACCHIARDO E.,
op. cit. pag. 9
91. CAMPODALL'ORTO S., GIORGINO M., op. cit. pag. 326
92. FRAU C., DAINESI E., op. cit. pag. 463
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