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CAPITOLO 2 - LA BANCA ONLINE
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2.2.1 COSTI-BENEFICI PER I CLIENTI
I costi per il cliente sono suddivisi in:
- Costi d'investimento: il cliente li sostiene una tantum al fine
di procurarsi l'hardware, il software e le conoscenze necessarie
per utilizzare i servizi di internet banking. Essi includono anche
il costo di valutazione e scelta di una banca che offra tali servizi
e il costo di attivazione;
- Costi di gestione: il cliente li sostiene per la fruizione del
servizio. Essi comprendono costi di gestione in senso stretto (pagamento
del canone; costo delle commissioni per ogni operazione svolta)
e costi tecnologici (costo dell'assistenza tecnica in caso di malfunzionamenti
del sistema hardware o delle applicazioni software quantificabile
in termini di tempo necessario all'utente per rendere il sistema
di nuovo funzionante, anche se in caso di richiesta esterna, il
costo si traduce in un valore monetario; costo di accesso ad internet)61
.
I vantaggi che spingono la clientela a impiegare internet anziché
la filiale sono anzitutto di natura non monetaria: possibilità
di evitare le code, risparmiare tempo nell'effettuare le operazioni
e ottenere le informazioni più tempestivamente e senza limiti
d'orario (consultazione di informazioni relative a saldo e movimenti
di conto, quotazioni di borsa, ecc.). L'accesso alle funzioni informative,
come dimostrano dati statistici62 , è estremamente
più elevato rispetto a quelle dispositive (compravendita
di titoli azionari, disposizione di bonifici) ed è rappresentato
nella maggior parte dei casi da consultazioni relative alle quotazioni
dei titoli azionari.
I benefici monetari consistono nella riduzione delle commissioni
applicate dall'intermediario finanziario alle transazioni eseguite
via internet, anziché allo sportello63
. Con l'e-banking, infatti, i potenziali clienti possono consultare
un numero elevato di siti bancari e raccogliere, in tempi e costi
molto contenuti, elevate quantità d'informazioni sull'offerta
di servizi, facilitando il confronto fra i diversi intermediari.
La relativa scelta di affidare i propri risparmi ad una banca piuttosto
che ad un'altra, viene quindi effettuata in base a ragioni di convenienza,
attivando un meccanismo concorrenziale che permette, da un lato
l'abbassamento dei tassi e delle altre condizioni economiche applicate,
e dall'altro l'adozione, da parte delle stesse banche, di comportamenti
più corretti nei confronti dei propri clienti 64.
Inoltre, vi sono vantaggi dovuti alla flessibilità di accesso
ai canali remoti. L'utilizzo del PC consente di disporre di servizi
che non sarebbero diversamente disponibili, o al limite lo sarebbero
ma a costi ben superiori attraverso altri canali. Ad esempio la
possibilità di custodire e gestire attraverso opportuni software
quali Money Microsoft le informazioni inerenti al proprio portafoglio
di attività bancarie e finanziarie, ottimizzando la propria
gestione finanziaria.
La quantificazione di tali vantaggi dipende tuttavia da una serie
di fattori specifici del singolo cliente, quali la frequenza di
utilizzo dei servizi bancari, l'importanza che questi attribuisce
al tempo impiegato per accedere ai servizi nonché all'opportunità
di operare transazioni dove e quando vuole, l'interesse e la capacità
di gestire la propria posizione finanziaria, ecc. La numerosità
e la natura soggettiva di questi fattori spiegano il diverso apprezzamento
che la clientela può esprimere per l'impiego dei canali remoti
65.
Le banche accumulano una grande quantità di informazioni
sui loro clienti. Conoscono la loro capacità di spesa, i
loro debiti e crediti e le loro dinamiche finanziarie. L'integrazione
di tutte queste informazioni consentirebbe di rendere più
efficaci le campagne di marketing, potendo utilizzare come driver
le effettive esigenze del cliente, ma soprattutto consentirebbe
alla banca di conoscere meglio il cliente, di fidelizzare la gestione
del rapporto creando una relazione larga e profonda: larga perché
fondata su una pluralità di beni e servizi che possono essere
non finanziari, profonda perché consente di offrire prodotti
più complessi e attinenti alle esigenze del cliente senza
che questo si rifletta sui costi 66. Questo fa
sì che un rapporto finanziario si converta da evento isolato
a processo continuo che diventi tanto più soddisfacente per
il cliente, quanto più l'azienda riesca a migliorare nella
capacità di apprendere dalla relazione con il medesimo67
.
Nella banca tradizionale è il cliente che va in banca,
con la banca virtuale è l'opposto. Oggi il cliente ha un
potere di mercato, ovvero una capacità di scelta e una mobilità
assolutamente sconosciuta in passato. Per tenerlo fermo, per renderlo
fidelizzato occorre proporgli un'offerta accattivante, che vada
al di là dei suoi bisogni immediati, e che scavi a fondo
al fine di proporgli soluzioni integrate ad esigenze più
complesse a livello di stile di vita nei termini, ad esempio, di
salute, di tempo libero, formazione, acquisti. In questo senso la
banca virtuale deve associare la propria gamma di servizi e prodotti
a quelli di altri operatori non bancari. Nella logica dei portali,
controparti industriali ed aziende di servizi diventano i potenziali
partner della banca virtuale68 .
E' nel grado di affiliazione della clientela che si nasconde il
vero driver del valore internet. Laddove non vi sono più
confini geografici a difendere l'offerta, il vantaggio distintivo
non sta nel prezzo, ma nella capacità di sviluppare una value
proposition che parli la lingua di coloro ai quali si rivolge.
Nell'età della standardizzazione vince chi sa fare
della rete una cultura di valori distintivi. Lungi dall'essere il
punto culminante del processo di massificazione dei consumi, internet
rappresenta piuttosto uno strumento di individuazione. Proprio perché
è così grande da contenere un'offerta globale e una
domanda globale, su internet si può competere solo sul grado
di individuazione della value proposition. Un paradosso davvero
singolare, ma del tutto congenito all'essenza reticolare del world
wide web: trama di punti, di nodi individuali internessi tra loro
sulla base di relazioni individuali: uno a uno69
.
Anche se per il momento sono una prerogativa tutta estera, le
banche possono offrire servizi per i personal needs. Questa categoria
racchiude una serie di servizi dedicati ad esempio ai viaggi, all'acquisto
e alla vendita dell'auto o della casa che facilitano il cliente
nei processi di scelta, consentendo una maggiore fidelizzazione
con la banca e dando a quest'ultima la possibilità di offrire
i suoi prodotti customizzati in funzione delle esigenze dei clienti:
nel caso di acquisto di auto la banca offre infatti prestiti, leasing
e l'assicurazione RCA; nel caso di un viaggio la carta di credito,
traveler chèque, assicurazioni e così via70
.
I vantaggi per la clientela corporate sono sul piano organizzativo
nella gestione della propria impresa: oltre al risparmio di tempo,
l'impiego di canali telematici consente l'eliminazione dei documenti
su supporto cartaceo con conseguenti risparmi di costi, il costante
aggiornamento della propria liquidità e il controllo immediato
dei flussi finanziari 71.
Il tessuto produttivo italiano è caratterizzato da molte
piccole aziende particolarmente focalizzate in nicchie di mercato,
ma che spesso sono leader nei rispettivi settori, che ben si concilia
con la new economy la quale prevede una forte specializzazione nella
produzione. In tale contesto è necessaria una figura che
coordini le relazioni industriali, che goda di particolare fiducia
e che sia in grado di gestire tutto l'aspetto economico/finanziario
del rapporto. La banca virtuale può svolgere questo ruolo
ed offrire soluzione integrate per l'e-commerce e servizi di corporate
banking, nonché assumere la funzione di portale al mondo
delle imprese, ad esempio fornendo alcuni servizi quali l'acquisto
di biglietti aerei, hotel, assicurazioni e così via, permettendo
un notevole risparmio di tempo e di soldi per la società
e ottenendone nuove fonti di ricavo72 .
Note
61. BRACCHI G., FRANCALANCI C., GIORGINO M., op.
cit. pag. 127
62. BRACCHI G., FRANCALANCI C., op. cit.
63. BRACCHI G., FRANCALANCI C., GIORGINO M., op. cit.
pag. 128
64.
http://www.geocities.com/Athens/Crete/2958/Home_Banking.htm
65. NIERI L., L'introduzione di canali distributivi remoti e
il loro impatto sulla concorrenza nei mercati bancari al dettaglio,
in Banca Impresa Società 2000 n.1 pag. 85
66. CAMPODALL'ORTO S., GIORGINO M., op. cit. pag.
323
67. SCOTT W.G., op. cit. pag. 31
68. CROFF D., Le banche italiane nello scenario
dell'economia della rete, in Rivista bancaria maggio,giugno 2000
pag. 48
69. SCARDOVI C., Una strategia internet per le
banche locali, in Bancaria 2000 n. 12 pag. 54
70. CAMPODALL'ORTO S., GIORGINO M., op. cit. pag.
330
71.
http://univelex.unive.it/diritto,commerciale/schede/sa420000.htm
72. CAMPODALL'ORTO S., GIORGINO M., op. cit. pag. 325
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