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CAPITOLO 1 - LA BANCA VIRTUALE
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1.5 IL RUOLO DELLO SPORTELLO BANCARIO
La banca è sempre stata un modello organizzativo autosufficiente
e fine a se stesso, dove il processo di lavorazione e il prodotto
finale erano unici e scarsamente modificabili, quindi poco "vulnerabili".
Inoltre competenze e risorse qualificate potevano provenire solo
dal mondo bancario e ciò significava che il mercato era chiuso
ed elitario e difficilmente altre entità potevano con facilità
sostituirsi al modello produttivo bancario, lasciando agli istituti
di credito un largo margine d'azione e predominio sul mercato31
. La banca virtuale sfruttando appieno le tecnologie più
evolute, non emula più la struttura della banca tradizionale,
ma è in grado di offrire oltre gli stessi servizi, anche
di nuovi ed alieni ponendosi, di fatto, come competitors
e non come simbionte. Ciò si verifica, in particolare, con
i prodotti standardizzati i quali possono essere acquistati sul
canale telematico e senza la necessità di entrare nella filiale.
Per esempio il credito al consumo con un appropriato sistema di
scoring, può essere distribuito in via telematica,
non solo per gli aspetti dispositivi del servizio, ma anche per
quelli che presiedono all'instaurazione del rapporto e alla conclusione
del contratto32 .
Con la banca virtuale, muta quindi il ruolo dello sportello bancario
che diventa punto vendita di beni e servizi anche totalmente estranei
all'attività creditizia; in altre parole nel rapporto banca/cliente
si sta passando da un contatto per singola operazione a un rapporto
organico e sistematico, finalizzato a capire i problemi del cliente
e a conoscere le sue esigenze, al fine d'offrirgli o consigliargli,
nella vasta gamma delle offerte, quelle più consone alle
sue necessità. In ogni caso l'agenzia continua a rimanere
il luogo per interagire col mercato, percepirne gli orientamenti
e sul quale convogliare capitali generati da un'offerta di servizi
la più diversa possibile33 .
Anche là dove l'internet banking ha gia riscosso un successo
di massa (ad esempio i paesi scandinavi) si procede ad una razionalizzazione
delle strutture distributive tradizionali (chiusura di qualche sportello)
non ad una loro cancellazione34 . In effetti questa scelta, che da un'analisi
sommaria potrebbe sembrare antistorica, si rivelerà in futuro
una strategia vincente laddove venga attuata come prima tappa di
un percorso di mutazione. La decisione di convertirsi immediatamente
ai canali tecnologici, infatti, risulterebbe oggi fallimentare per
le banche, perché la maggior parte della clientela non è
ancora pronta e perché tale scelta è corretta solo
quando si tratta di gestire esclusivamente servizi erogati attraverso
transazioni altamente strutturate, come conti correnti, trading
on line sui titoli ecc. Per quanto riguarda altri prodotti (financial
planning, credito
) che devono necessariamente avere un elevato
grado di personalizzazione, la via migliore è quella di venderli
e curarli attraverso alcuni incontri in presenza del personale competente.
L'abbinamento di un supporto telematico alla struttura fisica tradizionale
consente di abbinare i vantaggi della profondità di relazione,
che si sviluppa in virtù del rapporto interpersonale fra
i clienti e gli addetti alla filiale, con quelli connessi con la
rapidità, l'economicità e la comodità di accesso
al servizio35 . Il presidio del territorio, attraverso gli
sportelli e la rete dei promotori, è stato per le banche,
un valore nel passato, lo è oggi, e realisticamente lo sarà
anche nel prossimo futuro. Solo quando sarò superata la fase
generazionale di percezione quasi esclusiva di una azienda di credito
come rete di sportelli, si potrà pensare ad una pesante revisione
delle attuali agenzie36 . Il rapporto diretto, l'interazione face
to face, si limiterà alle operazioni più articolate
o alla consulenza al cliente. Lo sportello manterrà questo
ruolo con angoli di accoglienza, con la presenza di consulenti,
mentre dovrebbe ridursi drasticamente il ruolo e il peso del front-office37 .
Per quanto riguarda le relazioni fra la rete telematica e quella
dei promotori finanziari vi è indubbiamente una sovrapposizione
per la fascia più banale dei servizi e, al contempo, vi è
complementarietà nell'erogazione delle prestazioni a maggiore
valore aggiunto. La prima situazione si presenta con riferimento
alla mera vendita di prodotti finanziari. Oggi questi possono essere
collocati tramite internet a condizioni molto più vantaggiose
per il cliente e se questi è in grado di compiere da solo
le scelte di asset allocation, la rete telematica è
doppiamente vantaggiosa perché, oltre alla riduzione sensibile
delle commissioni, consente anche di scegliere fra i prodotti di
tutte le numerose aziende che li rendono disponibili attraverso
questo canale. La situazione descritta ha ingenerato timori nella
categoria dei promotori finanziari. Questi paventavano il rischio
di una forte riduzione del proprio ruolo a vantaggio del self service
che i risparmiatori possono operare sulla rete. Sennonché
questa visione è sbagliata perché non considera il
profilo qualitativo: il valore aggiunto offerto dalle reti di promotori
non può esaurirsi nel collegamento con la società
di distribuzione, ruolo che effettivamente può essere efficacemente
surrogato dalla rete telematica, ma deve puntare maggiormente al
servizio di assistenza e di orientamento della clientela, favorendo
il compimento delle scelte più opportune, assicurando la
corretta asset allocation, offrendo le informazioni rilevanti per
il compimento di tale scelta ecc. Se il ruolo del promotore finanziario
viene inteso in questo modo, internet può diventare un supporto
prezioso per il promotore, consentendo un rapporto più assiduo,
integrando con le visite telematiche le visite periodiche al cliente,
accrescendo il livello e la frequenza delle informazioni e permettendo,
in definitiva, di ampliare il numero di clienti che possono essere
assistiti in modo efficace38 .
Nel 1993 la società di consulenza Ernst & Young ha definito
la banca virtuale come un processo evolutivo per il quale una
banca distribuisce ai clienti nel modo più efficiente ed
efficace possibile prodotti che sono il frutto di accordi di collaborazione
con diverse imprese. Si tratta, quindi, un soggetto che offre
non solo prodotti e servizi propri, ma anche di terzi, attraverso
canali non necessariamente suoi. Più soggetti (banche, società
finanziarie, aziende di informatica, privati, ecc.) sono coinvolti
nella creazione di prodotti e servizi bancari, ed i clienti possono
accedervi attraverso canali distributivi multipli39 . In sintesi, secondo il modello proposto
dalla Ernst & Young, la banca svolge il ruolo di vero e proprio
punto di snodo di molteplici attività anche svolte da altri;
essa è caratterizzata dall'assenza di gran parte degli elementi
fisici che ne compongono tradizionalmente la struttura e, attraverso
l'uso della tecnologia, replica le funzioni distributive. Asintoticamente,
si può immaginare che la banca arrivi a ridursi ad un mero
luogo di convergenza di informazioni provenienti da molti operatori,
informazioni che poi vengono ordinate e inviate unitariamente al
cliente40 . La banca virtuale risulta allora non
una semplice evoluzione della banca tradizionale, ma piuttosto un
vero e proprio modello alternativo ad essa, in grado di affermarsi
anche senza la presenza di una struttura tradizionale a supporto.
Nonostante questa chiarezza concettuale, dall'analisi delle soluzioni
attualmente presenti sul mercato, si può verificare che nella
quasi totalità dei casi, le aziende di credito italiane hanno
scelto di continuare ad operare prevalentemente tramite la rete
di sportelli ai quali affiancare l'operatività di uno o più
canali remoti41 .
Note
31. FALETTI C.,MARCANDALLI R.,PACCHIARDO E., op. cit. pag. 4
32. COMANA M., Alcuni elementi per la definizione delle
linee strategiche dell'internet banking, in Banche e Banchieri n.4/2000
pag. 411
33. FALETTI C., MARCANDALLI R., PACCHIARDO E., op.
cit. pag. 1
34. CROFF D., Le banche italiane nello scenario dell'economia
della rete, in Rivista bancaria maggio-giugno 2000 pag. 51
35. COMANA M., Alcuni elementi per la definizione delle
linee strategiche dell'internet banking, in Banche e Banchieri n.4/2000
pag. 411
36. FEDERICI P., FERRACCHIATI A., La net,economy puo'
cambiare il rapporto tra banche e PMI? in Dirigenza Bancaria marzo-aprile
2000 pag. 34
37. AGLIERI RINELLA S., op. cit. pag. 69
38. COMANA M., op. cit. pag. 411
39. PIETRABISSA E., Verso la banca virtuale, in Sviluppo
e organizzazione n.152 novembre/dicembre 1995
40. PIETRABISSA E., Il contract banking, in Sviluppo
e organizzazione n.166 marzo/aprile 1998
41. FEDERICI P., FERRACCHIATI A., op. cit. pag. 34
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