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CAPITOLO 1 - LA BANCA VIRTUALE
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1.2 LO SVILUPPO DELLA BANCA VIRTUALE
Le relazioni tra banca e informatica riflettono una storia ormai
quarantennale, lungo un percorso che ha visto accrescersi il ruolo
delle tecnologie dell'informazione e della telecomunicazione dai
processi interni alle relazioni con la clientela. Tale processo
è stato accompagnato dall'azione di stimolo e coordinamento
della Banca d'Italia e della Convenzione Interbancaria per i Problemi
dell'Automazione (CIPA). Quest'ultima, costituita nel 1968, ha ricoperto
un significativo ruolo di studio, progettazione e realizzazione
di infrastrutture interbancarie, in un'ottica di cooperazione tecnica
nelle aree di interesse del sistema bancario10 .
Al primo stadio di sviluppo della banca virtuale si pone la banca
elettronica. Essa eroga prodotti e servizi con modalità tradizionali
ma si avvale dell'uso delle tecnologie per avere maggiore efficienza.
Gli elaboratori vengono utilizzati, in maniera intensa, con finalità
di razionalizzazione della struttura produttiva e di riduzione dei
costi. A partire dagli anni Settanta, procedure e sistemi informativi
raggiungono le funzioni aziendali più critiche (in particolare,
attraverso il supporto ai processi decisionali). Ma oltre al colloquio
interbancario, è interessato il rapporto con la clientela
con la diffusione di terminali per la gestione delle operazioni
di sportello (ATM e POS)11 .
Anche la banca virtuale si caratterizza per l'impiego massiccio
della tecnologia ma, a differenza della banca elettronica, è
in grado di offrire anche servizi diversi per qualità e fruibilità.
Non vive in simbiosi con la banca tradizionale (come la banca elettronica)
ma si configura come una realtà autonoma e competitiva12
.
L'ATM (Automated Teller Machine) è il più antico strumento
di banca elettronica, se più antico si può chiamare
in quanto diffuso da pochi anni13 . All'inizio
del 1986 si contavano, approssimativamente, circa 160.000 sportelli
ATM in tutto il mondo, dei quali oltre il 40% localizzato negli
Stati Uniti14 . Gli sportelli automatici sono apparecchiature
collocate presso le banche ovvero anche in particolari aree esterne,
che consentono alla clientela di effettuare diverse operazioni.
In Italia nel 1983 nasce, dopo una fase di sperimentazione il sistema
Bancomat15 . Gestito dalla SIA, esso è reso in
circolarità nel senso che esiste un'unica rete nazionale
aperta a tutte le banche16 . Fino al 1996 le carte
Bancomat in circolazione erano utilizzate soprattutto per effettuare
prelievi di denaro contante dagli sportelli ATM, ma oggi è
possibile effettuare trasferimenti ad altri conti correnti, rimborsi
di prestiti, richieste di informazioni e altri servizi. Queste operazioni
possono essere svolte, non essendo necessario il ricorso ad impiegati
bancari, in tempi che possono andare al di là dell'orario
di apertura delle agenzie.
Lo sportello elettronico possiede alcune necessarie funzioni di
input, quali un lettore per le carte magnetiche, la tastiera
numerica e quella delle funzioni attivabili. L'ATM deve inoltre
avere funzioni di output per la comunicazione di messaggi,
per l'eventuale assegnazione di contante e per la stampa di ricevute.
Sulla base di tali funzioni, l'utente inserisce la propria carta
e attiva la macchina con il numero di identificazione personale
PIN (Personal Identification Number) sulla tastiera, seguito dalla
richiesta di una certa operazione.
Il POS (point of sales) è, invece, finalizzato ad
agevolare l'effettuazione di acquisti al dettaglio. Esso è
costituito da un terminale presso un venditore il quale permette
i pagamenti elettronici con addebiti al momento della transazione
sulla base di una convenzione con le aziende di credito aderenti
alla procedura. I consumatori accedono al POS in modo diretto tramite
l'utilizzo di una carta magnetica, che consente di effettuare trasferimenti
di fondi dai propri conti a quelli degli esercenti17
.
Per i clienti, l'impiego di questi terminali, comportano il vantaggio
della riduzione di oneri e rischi tipici dei pagamenti in contanti
o tramite assegni. Per gli esercenti si osservano particolari benefici
dovuti al rapido accreditamento sul conto corrente degli incassi
di vendita e alla forte diminuzione del grado di rischio. Infatti,
vengono eliminati interamente i rischi connessi alla gestione e
alla custodia del contante, nonché i rischi di eventuali
irregolarità nel caso di pagamenti con assegni18 .
Una transazione POS è caratterizzata da quattro fasi.
Riconoscimento: il riconoscimento del possessore di una
carta di credito può avvenire elettronicamente tramite la
verifica del codice PIN del cliente, oppure manualmente verificando
la sua firma.
Autorizzazione: la verifica è immediata, qualora sussista
un collegamento telematico con la sede della società emittente.
In caso contrario la verifica avviene soltanto a fine giornata,
quando ci si collega per elaborare tutte le transazioni effettuate
durante l'intero l'arco del giorno.
Invio ed elaborazione messaggio: il messaggio, come l'autorizzazione,
può essere inviato subito sfruttando la rete telematica ovvero,
in mancanza, posticipatamente.
Procedure di pagamento: dopo che la notifica della transazione
è passata dall'esercente alla società emittente, i
fondi devono essere trasferiti dal conto del cliente a quello dell'esercente.
Questo può avvenire immediatamente, nel caso di carte di
debito, oppure con un ritardo con le carte di credito19
.
Dal punto di vista sia tecnico sia giuridico i trasferimenti di
fondi monetari avvenutiavvenuti presso i POS sono da ritenere analoghi
ai pagamenti tramite giroconti bancari tradizionali.
Note
10. FINOCCHIARIO A., op. cit. pag. 297
11. FINOCCHIARIO A., op. cit. pag. 297
12.
http://univelex.unive.it/diritto,commerciale/schede/sa410000.html
, la banca virtuale
13. La prima macchina Atm venne installata nel 1967
presso la Barclay's Enfiled Branch, una delle filiali Barclays a
nord di Londra. Il servizio venne chiamato allora Barclaycash, le
sue funzioni erano molto limitate, ma per la prima volta una banca
rendeva disponibile un srvizio 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno.
14. CIANI D., op. cit. pag. 34
15. PACIFICI G., CATANIA V., L'Italia della moneta
elettronica , FrancoAngeli 1999 pag. 24
16. TROIANO O., op. cit. pag. 31
17.
MASCIANDARO D., MANTICA A., Evoluzione dei sistemi di pagamento,
internet e cybericiclaggio: prime riflessioni, in Mercati finanziari
e riciclaggio, Egea 1998 pag. 63
18. CIANI D., op. cit. pag. 111
19. MASCIANDARO D., MANTICA A., op. cit. pag. 63
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