UNIVERSITÀ
DEGLI STUDI DI ROMA
"LA SAPIENZA"
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FACOLTÀ DI
ECONOMIA
CORSO DI LAUREA
IN
ECONOMIA E COMMERCIO
(RAMO AZIENDALE)
Tesi di laurea in tecnica bancaria
LA DISTRIBUZIONE
MULTICANALE:
SPUNTI PER UN MODELLO INTERPRETATIVO
DEL SISTEMA BANCARIO ITALIANO
tesi di laurea di:
Silvia Maola
relatore: Chiar.mo
Prof. Franco Tutino
Assistente: dott. Claudio Giannotti
Roma, 4 maggio 2001
mail to: silmaola@libero.it
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Globalizzazione dei mercati, maggiore concorrenza, fusioni e acquisizioni: questi i principali elementi che stanno cambiando il volto del settore bancario, insieme alla richiesta, da parte dei clienti, di poter usufruire dei servizi a ciclo continuo e la necessità di arricchire l'offerta con prodotti complementari, come ad esempio assicurativi, per aumentare il giro d'affari e compensare la riduzione dei depositi. La conseguenza di questi fenomeni è l'imposizione alle banche di nuovi livelli d'efficienza e d'innovazione, sia nei processi di business sia nelle tecnologie informative. La trasformazione in atto rappresenta, pertanto, una seria minaccia nei confronti di un modello di business che ha funzionato per decenni in modo affidabile e funzionale. Tuttavia, rappresenta al contempo un'opportunità: quella di modificare radicalmente le regole del business in modo da poter aumentare la presenza sul mercato e delineare nuovi orizzonti sui profitti, imperniando l'attività non solo sulla capacità di prestare denaro, ma anche di rispondere tempestivamente alle nuove domande del mercato. Tutto ciò significa essere pronti a gestire il cambiamento e questo, per una banca, può rappresentare un vantaggio competitivo almeno pari a quello costituito da un solido bilancio. Le tecnologie informative rappresentano uno dei mezzi su cui le banche, tradizionalmente, si sono basate per assicurarsi tale vantaggio competitivo. D'altra parte, però, gli investimenti nel settore dell'informatica hanno raramente portato, per diverse ragioni, guadagni effettivi e quantificabili in termini di profitti e competitività. In primo luogo perché la soluzione tecnologica è tradizionalmente intervenuta sui sistemi di back-office, consentendo una riduzione solo marginale dei costi, principalmente di gestione, con un aumento minimo d'efficienza, anziché incidere sulle funzioni di base dell'impresa banca. Le soluzioni più efficaci si sono spesso basate su sistemi costruiti appositamente e non integrati nel sistema informativo aziendale, con ovvie conseguenze in termini d'approvvigionamento, installazione, manutenzione e aggiornamenti. Inoltre, si sono basate su un modello di business statico che non tiene conto delle dinamiche che stanno trasformando l'intero settore. Tutto questo ha imposto l'adozione di nuovi criteri per la scelta e l'implementazione della tecnologia. Un sistema, per rispondere in modo concreto alle nuove domande delle banche, deve poter operare su piattaforme diverse, essere sufficientemente flessibile per adattarsi facilmente all'evoluzione delle situazioni, estendersi al di fuori delle esigenze di ogni singola funzione, offrire valore e ritorno economico agli investimenti. Il sistema informativo che abbia tali requisiti è costruito in modo non monolitico, ma con assemblaggio di componenti diversi (applicative, tecnologiche), in modo che all'evolversi dei requisiti si possano cambiare le parti del sistema diventate obsolete con altre più adeguate, da realizzare appositamente o, meglio ancora, da acquistare già pronte sul mercato. In questa problematica, l'esistenza del legacy rappresenta un vincolo, in quanto non consente di procedere facilmente allo sviluppo mediante l'adesione completa ai nuovi paradigmi. Essendo il legacy frutto di decenni di lavoro di sviluppo e di manutenzione, riadattarlo ai nuovi linguaggi e ai nuovi approcci, significherebbe sostenere notevoli costi. Così, pur disponendo dei paradigmi e delle tecnologie più avanzate, ma essendo necessario, per quanto detto, convivere con il legacy, occorre trovare il modo migliore per accedere alle risorse ereditate e garantirne il riutilizzo, rendendolo magari adatto all'interoperabilità. La rapida evoluzione tecnologica e il cambiamento degli scenari di business hanno indotto anche un'innovazione nella tipologia delle applicazioni utilizzate: oggi, infatti, è l'applicazione che segue il business. E' il caso della programmazione ad oggetti, che ha consentito il collegamento e l'interoperabilità anche tra applicazioni di diverso linguaggio. Inoltre, la possibilità di gestione di immagini e suoni non è solo un miglioramento dell'aspetto formale delle applicazioni, ma ne modifica sostanzialmente il contenuto informativo e la valenza operativa per il business. Dalla progettazione alla produzione, dalla vendita all'assistenza, l'impatto della multimedialità sui processi di produzione aziendale può costituire un'arma di vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza. Permette anche di riprogettare i processi interni all'azienda, sfruttando le nuove possibilità di trattamento di dati multimediali per ottimizzare procedure e comunicazioni, per aumentare i livelli produttivi e contenere i costi. Insieme alla multimedialità, l'altro fattore che sta cambiando le tipologie di applicazioni è Internet. Integrando gli strumenti di elaborazione con quelli di comunicazione, garantendo l'interoperabilità tra strumenti diversi, come i programmi tradizionali, gli ipertesti multimediali e la posta elettronica, Internet apre possibilità applicative che probabilmente stiamo iniziando a conoscere. Dall'impegno dei produttori di software di adeguare l'offerta all'evoluzione tecnologica, è stato possibile supportare nuovi metodi (analisi e design object oriented), nuovi linguaggi (java) e nuovi tipi di piattaforme (Web e in generale Internet), in un'ottica di interoperabilità. Le banche, per migliorare il proprio vantaggio competitivo, non possono trascurare le nuove opportunità offerte da queste tecnologie e, per mantenersi ai vertici della concorrenza, devono adeguare le proprie offerte di servizi. Con l'home banking, il chiosco multimediale, la filiale in store, la filiale tecnologica, per citare i più importanti, si acquista nuova clientela in nuovi settori di mercato, a fronte di investimenti il cui ritorno economico è garantito dall'esperienza fatta recentemente in questo campo. Nel caso aziendale qui analizzato, quello della Banca Nazionale del Lavoro, si dimostra l'importanza e la necessità di investimenti tecnologici di notevole portata, attraverso i quali è possibile realizzare una molteplicità di canali innovativi e una valida diversificazione dei servizi a favore della clientela. Inoltre, la ricerca fatta durante l'elaborazione della tesi, dimostra come la valutazione economica di un investimento innovativo come, per esempio, una pagina Web, seppur avendo, per sua natura, alcuni costi non facilmente valutabili preventivamente, rappresenti, per l'azienda, un patrimonio irrinunciabile in termini di competitività. Anche un altro aspetto di primaria importanza nel campo finanziario come la sicurezza, è stato affrontato e risolto dalla tecnologia. Le recenti disposizioni nell'ordinamento giuridico, infatti, consentendo di sostituire la sottoscrizione autografa con la firma digitale mediante il certificato rilasciato dall'Autorità di Certificazione, è stata garantita la sicurezza e la trasparenza nelle transazioni, come descritto nell'ultimo capitolo. Ogni azienda ha la facoltà di scegliere la propria strategia: alla banca tradizionale potrà affiancare la "banca immateriale" che, con l'avvento dei canali innovativi, costituisce un fattore importante per la sua posizione sul mercato finanziario. vai all'indice |