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UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MILANO-BICOCCA

FACOLTÀ DI ECONOMIA



CORSO DI LAUREA IN
ECONOMIA E COMMERCIO

 

LOCALIZZAZIONE DEGLI SPORTELLI E ACCESSO REMOTO:
UN'ANALISI DELLA CONCORRENZA
NEL SETTORE BANCARIO ITALIANO

 

 

tesi di laurea di:

Barbara Nicoletta MANONI
(Matr. 532299)

Relatore: Prof. Paolo Manasse
Correlatrice: Dott.essa Vittoria Cerasi

 

 

Milano, 27 settembre 2001

mail to: barbara.manoni@libero.it

 

 



CONCLUSIONI





In questa sezione si riprendono i temi principali trattati nella tesi, i risultati ottenuti dall'analisi empirica ed, infine, le possibili critiche ed estensioni del lavoro svolto.



Lo scopo della tesi è quello di studiare gli effetti prodotti dal nuovo ambiente competitivo su due variabili strategiche per la banca: la localizzazione degli sportelli e la qualità dei servizi di accesso remoto offerti (Internet Banking). In particolare, si indaga la relazione tra il potere di mercato esercitato da una banca in termini di sportelli ed il livello qualitativo dei servizi offerti attraverso la rete.


Il modello di Degryse [1996], base teorica di riferimento, suggerisce che all'aumentare del livello qualitativo dei servizi bancari remoti si riduce l'importanza che il cliente attribuisce alla localizzazione della banca. Da qui nasce la domanda alla quale si cerca di rispondere mediante l'analisi empirica: "E' vero che le banche aventi una fitta rete di sportelli diffusa sul territorio -e quindi con un maggior potere di mercato spaziale- sono meno incentivate ad offrire servizi remoti di qualità?".


L'analisi empirica svolta utilizza due differenti metodologie: quella statistico-descrittiva e quella econometrica. Il campione di dati analizzato rappresenta, in termini di sportelli, circa il 50% del totale del sistema bancario italiano e, in termini di offerta di Internet Banking, le prime trenta banche classificate, nell'ambito di una recente indagine condotta nel panorama dei siti bancari italiani.


I risultati ai quali si perviene possono essere così riassunti:

a) viene confermata la principale tesi sostenuta, ossia l'esistenza di una relazione inversa tra il potere di mercato spaziale di una banca e il livello qualitativo della sua offerta di accesso remoto. In particolare, l'analisi descrittiva evidenzia un coefficiente di correlazione lineare tra le suddette variabili pari a -0.255 (indice Si) e -0.232 (indice Qi) e l'analisi econometrica conferma tale relazione, sia nei tests basati sul modello di regressione lineare multipla che in quelli basati sul modello probit.

b) grazie soprattutto all'analisi econometrica, si scopre che anche il ritardo accumulato nell'apertura del sito Internet (rispetto alla prima banca comparsa in rete) determina un effetto negativo sul livello qualitativo dei propri servizi virtuali. Il modello 2 dei tests di regressione indica che per ogni mese aggiuntivo di ritardo si perde circa mezzo punto (il massimo teorico è di 100 punti) nella classifica qualitativa di riferimento;

c) emergono diverse informazioni relative al collegamento tra la qualità dei siti Internet delle banche del campione e le caratteristiche concorrenziali delle aree geografiche in cui esse operano. Mentre nell'analisi descrittiva si può intravedere una certa dicotomia del mercato bancario italiano relativamente alla qualità dell'Internet Banking (Centro e Nord-ovest sembrano offrire servizi migliori rispetto a Nord-est e Sud-Isole), non vale altrettanto nella maggior parte dei tests econometrici effettuati, dai quali sembra emergere che non è tanto la collocazione di una banca a determinare la qualità del servizio online, quanto, invece, il suo potere di mercato e il ritardo accumulato nel dotarsi del canale distributivo remoto.


Per quanto concerne, infine, le possibili critiche ed estensioni del lavoro svolto, il punto di maggior debolezza risiede, probabilmente, nella soggettività delle valutazioni sottostanti la variabile dipendente, ossia nel fatto di aver impiegato, come strumento di misurazione della qualità dei servizi bancari in rete, una serie di punteggi assegnati in modo discrezionale (sebbene -si ricorda- essi provengano da una fonte regolarmente pubblicata). Inoltre, un altro aspetto da approfondire potrebbe essere l'estensione temporale dei dati utilizzati, al fine di valutare le relazioni individuate nell'arco di un periodo superiore all'anno.






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