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In questa sezione si riprendono i temi principali trattati nella tesi,
i risultati ottenuti dall'analisi empirica ed, infine, le possibili
critiche ed estensioni del lavoro svolto.
Lo scopo della tesi è quello di studiare gli effetti prodotti dal nuovo
ambiente competitivo su due variabili strategiche per la banca: la localizzazione
degli sportelli e la qualità dei servizi di accesso remoto offerti (Internet
Banking). In particolare, si indaga la relazione tra il potere di mercato
esercitato da una banca in termini di sportelli ed il livello qualitativo
dei servizi offerti attraverso la rete.
Il modello di Degryse [1996], base teorica di riferimento, suggerisce
che all'aumentare del livello qualitativo dei servizi bancari remoti
si riduce l'importanza che il cliente attribuisce alla localizzazione
della banca. Da qui nasce la domanda alla quale si cerca di rispondere
mediante l'analisi empirica: "E' vero che le banche aventi una fitta
rete di sportelli diffusa sul territorio -e quindi con un maggior potere
di mercato spaziale- sono meno incentivate ad offrire servizi remoti
di qualità?".
L'analisi empirica svolta utilizza due differenti metodologie: quella
statistico-descrittiva e quella econometrica. Il campione di dati analizzato
rappresenta, in termini di sportelli, circa il 50% del totale del sistema
bancario italiano e, in termini di offerta di Internet Banking, le prime
trenta banche classificate, nell'ambito di una recente indagine condotta
nel panorama dei siti bancari italiani.
I risultati ai quali si perviene possono essere così riassunti:
a) viene confermata la principale tesi sostenuta, ossia l'esistenza
di una relazione inversa tra il potere di mercato spaziale di una banca
e il livello qualitativo della sua offerta di accesso remoto. In particolare,
l'analisi descrittiva evidenzia un coefficiente di correlazione lineare
tra le suddette variabili pari a -0.255 (indice Si) e -0.232 (indice
Qi) e l'analisi econometrica conferma tale relazione, sia nei tests
basati sul modello di regressione lineare multipla che in quelli basati
sul modello probit.
b) grazie soprattutto all'analisi econometrica, si scopre che anche
il ritardo accumulato nell'apertura del sito Internet (rispetto alla
prima banca comparsa in rete) determina un effetto negativo sul livello
qualitativo dei propri servizi virtuali. Il modello 2 dei tests di regressione
indica che per ogni mese aggiuntivo di ritardo si perde circa mezzo
punto (il massimo teorico è di 100 punti) nella classifica qualitativa
di riferimento;
c) emergono diverse informazioni relative al collegamento tra la qualità
dei siti Internet delle banche del campione e le caratteristiche concorrenziali
delle aree geografiche in cui esse operano. Mentre nell'analisi descrittiva
si può intravedere una certa dicotomia del mercato bancario italiano
relativamente alla qualità dell'Internet Banking (Centro e Nord-ovest
sembrano offrire servizi migliori rispetto a Nord-est e Sud-Isole),
non vale altrettanto nella maggior parte dei tests econometrici effettuati,
dai quali sembra emergere che non è tanto la collocazione di una banca
a determinare la qualità del servizio online, quanto, invece, il suo
potere di mercato e il ritardo accumulato nel dotarsi del canale distributivo
remoto.
Per quanto concerne, infine, le possibili critiche ed estensioni del
lavoro svolto, il punto di maggior debolezza risiede, probabilmente,
nella soggettività delle valutazioni sottostanti la variabile dipendente,
ossia nel fatto di aver impiegato, come strumento di misurazione della
qualità dei servizi bancari in rete, una serie di punteggi assegnati
in modo discrezionale (sebbene -si ricorda- essi provengano da una fonte
regolarmente pubblicata). Inoltre, un altro aspetto da approfondire
potrebbe essere l'estensione temporale dei dati utilizzati, al fine
di valutare le relazioni individuate nell'arco di un periodo superiore
all'anno.
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