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4.2.2.5 La concorrenza spaziale fra le banche del campione
Al fine di analizzare in dettaglio la situazione concorrenziale -in
termini di sportelli- delle trenta banche del campione 1,
ho elaborato una serie di tabelle 4.18a),b),c),d) e 4.19a),b),c),d)
2-
nelle quali ho calcolato il potere di mercato di ciascuna azienda, nelle
diverse aree geografiche.
Come anticipato nella metodologia, per misurare il potere di mercato
si fa uso di due indicatori di concorrenza spaziale, rispettivamente
Si e Qi 3;
inoltre, per ciascuna area, tali valori vengono ordinati in senso decrescente,
ossia dalla banca che detiene il maggior potere monopolistico a seguire.
Per poter visualizzare meglio il grado di concentrazione dei mercati
ed avere un'immagine immediata di quante -e quali- sono le banche del
campione che, in ciascuna area, esercitano un potere di mercato spaziale
rilevante, nelle tabelle 4.18a),b),c)d) e 4.19a),b),c)d), ho calcolato
gli scarti percentuali tra il potere di mercato di ciascuna azienda
selezionata e quello della banca leader nelle diverse aree geografiche
(ultima colonna).
Si precisa che i dati relativi ai due diversi indicatori sono presentati
sempre contemporaneamente per favorirne il confronto, anche se, nella
maggioranza dei casi, non ci sono differenze rilevanti negli esiti finali.
Occorre anche puntualizzare che si è scelto il campione con l'obiettivo
primario di poter confrontare una qualche misura della rete distributiva
delle banche con la valutazione qualitativa della loro offerta Internet
4.
Di conseguenza, il campione può non rispecchiare completamente il mercato
bancario italiano in generale, ma, sicuramente, offre un buon quadro
di sintesi del grado di diffusione degli sportelli nelle aziende di
credito che hanno deciso di dare, ai propri clienti, anche la possibilità
di raggiungerle "concretamente" 5
via Internet.
Dall'osservazione delle due tabelle, si nota che nell'area di Nord-Ovest,
l'indice Si è particolarmente elevato per il S.Paolo-Imi che si presenta
leader di mercato con un valore dell'indice doppio rispetto alla seconda
classificata (Cariplo); per quest'ultima, la situazione migliora leggermente
se si guarda all'altro indicatore, Qi. Le altre banche detengono tutte
poteri di mercato inferiori di oltre il 60% a quello dell'azienda leader
in entrambe le graduatorie (grafici 4.15a) e 4.16a)).
Nell'area di Nord-Est, il potere di mercato è distribuito più omogeneamente
tra la Banca Antonveneta, la Cassa di Risparmio di Verona e la Banca
Popolare di Verona le quali, oltre ad essere banche di origine locale,
sono anche di dimensioni limitate rispetto ai grandi colossi nazionali
che sembrano dominare gli altri mercati (grafici 4.15b) e 4.16b)).
Nell'area centrale si osservano dei risultati parzialmente differenti
a seconda che si guardi all'indice legato all'ampiezza chilometrica
della zona presidiata o a quello relativo alla popolazione (grafici
4.15c) e 4.16c)). Nel primo caso, il Monte dei Paschi di Siena e la
Banca di Roma si contendono lo scettro di leader del mercato con una
differenza minima del valore dei rispettivi indicatori (3.5%), mentre
nel secondo caso la Banca di Roma è indiscutibilmente quella con la
rete territoriale più invasiva. Questa discrepanza dovrebbe essere determinata
dal fatto che la banca romana possiede un numero di sportelli decisamente
più elevato del Monte dei Paschi nella regione Lazio 6,
la più popolosa della area centrale.
Per quanto riguarda, infine, l'area meridionale e insulare, il Banco
di Napoli è leader di mercato in entrambe le graduatorie, seguito dal
Banco di Sicilia e, solo a distanza, da Comit e Banca di Roma (grafici
4.15d) e 4.16d)).
Nell'ultima elaborazione, invece, dopo aver sommato tutti i poteri di
mercato spaziale esercitati dalle trenta banche del campione suddividendole
per categoria dimensionale e per diffusione territoriale, ho calcolato
le quote sul totale che competono, a ciascuna categoria, in ogni area
geografica. Si presentano solo la tabella e i grafici relativi all'indice
Si, precisando che si sono ottenuti risultati analoghi per Qi.
La tabella di cui sopra e il grafico 4.17a) evidenziano che, in tre
aree su quattro, sono le banche maggiori e quelle grandi a detenere
il maggior potere di mercato spaziale; l'unica eccezione è l'area di
Nord-Est, nella quale prevalgono le banche medie. Quest'ultime sembrano
avere una presenza abbastanza rilevante anche al Centro, sebbene in
questa zona l'egemonia delle banche maggiori sia comunque indiscutibile.
Per quanto concerne la classificazione relativa alla diffusione territoriale
(grafico 4.17b)), l'area di Nord-Ovest, così come quella del Sud e Isole,
risultano presidiate dalle banche a diffusione nazionale e interregionale,
mentre nell'area centrale anche gli istituti di credito regionali detengono
un certo potere spaziale. La situazione più equilibrata è ancora una
volta quella del Nord-Est, in cui tutte e quattro le categorie si assicurano
una quota di mercato rilevante.
Per quanto riguarda, invece, il mercato italiano nel suo complesso,
la tabella 4.21 riporta i poteri di mercato delle banche del campione,
ordinati in senso decrescente.
La banca con il maggior potere di mercato spaziale è la Banca di Roma,
seguita nella prima graduatoria dal Banco di Napoli e dal S.Paolo-Imi
che invertono la propria posizione nella seconda graduatoria. Da entrambe
emerge che le banche che detengono il maggior potere di mercato spaziale
sono, generalmente, quelle di dimensioni maggiori e a diffusione nazionale
(cfr.tab.4.22): fra di esse prevalgono quelle che operano principalmente
nei mercati del Centro e del Sud, caratterizzati da valori degli indici
Kj (kmq/sportelli) e Pj (popolazione/sportelli) più elevati e, quindi,
da una concentrazione degli sportelli più alta. Seguono le banche grandi
e quelle interregionali con una quota di potere di mercato spaziale
pari a circa la metà di quella delle categorie summenzionate. Le banche
medie, piccole, regionali e interprovinciali non possono contare su
reti di sportelli particolarmente estese e, forse per questa ragione,
potrebbero essere fra quelle più dinamiche nella ricerca di clientela
attraverso la rete virtuale 7.
Note:
1 - La descrizione dettagliata del campione è stata
presentata nel paragrafo 4.1.2.
2 - Per comodità, tali tabelle vengono riportate in
appendice (4.III).
3 - Si ricorda che
e 
4 - Come già accennato nella metodologia, le banche
del campione sono quelle oggetto dell'indagine pubblicata su Pecenik
[2000] e presentata su www.netzapping.com.
5 - Come si specificherà meglio in seguito, occorre
distinguere fra siti di natura meramente promozionale, i quali non offrono
all'utente la reale possibilità di accedere alla banca tramite il canale
remoto, e siti invece di natura informativo-dispositiva.
6 - La Banca di Roma ne possiede 499, mentre il Monte
dei Paschi solo 83.
7 - Approfondimenti relativi a questo tema si trovano
nel paragrafo 4.4 e nel capitolo quinto.
Vai al Capitolo 4
RETI DISTRIBUTIVE TERRITORIALI E INTERNET BANKING:
UN'ANALISI DEI DATI RELATIVI AL MERCATO BANCARIO ITALIANO
4.3 IL LIVELLO QUALITATIVO DEI SERVIZI
DI INTERNET BANKING IN ITALIA
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