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UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MILANO-BICOCCA

FACOLTÀ DI ECONOMIA



CORSO DI LAUREA IN
ECONOMIA E COMMERCIO

 

LOCALIZZAZIONE DEGLI SPORTELLI E ACCESSO REMOTO:
UN'ANALISI DELLA CONCORRENZA
NEL SETTORE BANCARIO ITALIANO

 

 

tesi di laurea di:

Barbara Nicoletta MANONI
(Matr. 532299)

Relatore: Prof. Paolo Manasse
Correlatrice: Dott.essa Vittoria Cerasi

 

 

Milano, 27 settembre 2001

mail to: barbara.manoni@libero.it

 

 



Capitolo Quarto
RETI DISTRIBUTIVE TERRITORIALI E INTERNET BANKING:
UN'ANALISI DEI DATI RELATIVI AL MERCATO BANCARIO ITALIANO


4.2 L'EVOLUZIONE DELLA RETE TERRITORIALE E
DEL GRADO DI CONCORRENZA SPAZIALE
4.2.1 L'evoluzione della rete distributiva delle banche italiane




4.2.2.1 La crescita degli sportelli: aspetti generali

Le tabelle 4.8a) e 4.8b) contengono la serie storica del numero di sportelli bancari in Italia dagli anni cinquanta fino ad oggi. Fino al 1985, i dati fruibili hanno cadenza quinquennale, mentre dal 1986 in poi si dispone di dati annuali.








Come si può osservare dalla tabella 4.8a) e dal grafico 4.1, la crescita degli sportelli è continua nell'arco del cinquantennio: dai 6.999 sportelli del 1950 si è arrivati agli attuali 27.829, nonostante, come mostrano i tassi di variazione percentuali, l'andamento di tale crescita non sia uniforme nell'arco del periodo considerato. Tassi di crescita quinquennali molto bassi come quelli che caratterizzano gli anni dei primi due Piani Sportelli
14 (5.98% tra il 1975 e il 1980 e 6.91% tra il 1980 e il 1985), sono ampiamente superati da quelli degli anni Novanta che beneficiano, oltre che degli effetti del terzo Piano Sportelli (1986), soprattutto della politica di liberalizzazione. In particolare, la crescita del 45.08% tra il 1990 e il 1995 testimonia il grande impatto avuto dalle nuove regole nell'ampliamento della rete distributiva del sistema bancario italiano. Tra il 1995 e il 2000, il tasso di crescita subisce un rallentamento, portandosi sul 16.41%, a causa della naturale tendenza alla "saturazione" dei mercati (grafico 4.2).





La tabella 4.8b) e il grafico 4.3 offrono un quadro un po' più dettagliato dell'evoluzione della rete distributiva durante gli ultimi quindici anni.





Il secondo quinquennio degli anni Ottanta è caratterizzato -fatta eccezione per il 1986-1987, anno in cui si realizza il terzo piano sportelli- da tassi di crescita annuali particolarmente bassi. Dal 1990 in poi, inizia un processo di potenziamento della rete distributiva nazionale che si concentra prevalentemente nel primo triennio successivo alla liberalizzazione, con tassi di crescita annuali medi intorno all'8%. Dal 1997, tali tassi evidenziano una tendenziale stabilizzazione intorno al 3%-4% (grafico 4.4).









4.2.2.2 L'evoluzione degli sportelli bancari per categoria dimensionale e per diffusione territoriale

Vogliamo ora analizzare come le diverse tipologie di istituti -per dimensione e per diffusione territoriale- si distinguono relativamente all'evoluzione delle proprie reti di sportelli.

Per quanto concerne la classificazione dimensionale, la tabella 4.9a) riporta il numero e la crescita degli sportelli, per ciascuna categoria di banche, in alcune annate significative di quest'ultimo decennio. Tenendo conto che le variazioni assolute e percentuali sono calcolate, rispettivamente, su un quadriennio ed un quinquennio, non si possono fare dei confronti tra i due periodi, ma si possono comunque ricavare delle informazioni importanti su come si sia distribuita la crescita degli sportelli nel nostro Paese.








Come si diceva poc'anzi, la liberalizzazione delle aperture non sembra avere dei grossi effetti sulla spartizione delle quote di mercato, probabilmente perché, nel lungo periodo, il potenziamento della rete distributiva interessa tutte le categorie dimensionali in ugual misura (grafico 4.5).





Nello specifico, tra il 1989 e il 1995, le banche maggiori aumentano la propria quota di circa un punto percentuale (da 28.1% a 29), a fronte della riduzione di quasi due punti (da 20.6% a 18.7%) di quella delle banche grandi. Le banche medie e piccole mantengono praticamente invariate le loro posizioni, mentre le banche minori fanno rilevare un leggero movimento verso l'alto (da 18.6% a 19.4%).

Risulta abbastanza interessante notare che, tra il 1995 e il 2000, le tendenze di cui sopra, si invertono, riportando -di fatto- la situazione alla configurazione precedente la liberalizzazione (cfr grafici 4.6 e 4.7). Infatti, le banche maggiori assistono ad una riduzione della propria fetta di mercato di quasi tre punti percentuali (da 29% a 26.3%), mentre aumenta quella delle banche grandi (da 18.7% a 20.1%) e quella delle banche medie (da 16.5% a 18.7%); le banche piccole restano ancorate alla propria quota intorno al 16%, mentre le minori perdono quasi un punto percentuale passando dal 19.4% al 18.7%.








Per quanto concerne l'evoluzione degli sportelli e delle quote di mercato per diffusione territoriale dell'insediamento, i dati disponibili partono dal 1995, anno in cui la Banca d'Italia ha introdotto questa nuova variabile di classificazione delle banche. I dati elaborati sono sintetizzati nelle tabelle 4.10a) e b).





La tabella 4.10a) presenta il numero di sportelli, le variazioni assolute e quelle percentuali biennali per classe territoriale. Tra il 1996 e il 1998, le banche che potenziano maggiormente la propria rete sono quelle interregionali (+788), seguite da quelle interprovinciali (+382) e da quelle provinciali (+304). Tuttavia, si nota che solo le banche interregionali (16.1%) e le banche provinciali (12.1%) registrano tassi di crescita percentuali superiori a quello nazionale (7.2%). Tra il 1998 e il 2000, le banche interregionali continuano ad espandersi ad un ritmo sostenuto (11.2%), superate però -in termini di tassi di crescita rispetto al biennio precedente- dalle banche regionali (15.4%) le quali, nel periodo precedente, avevano fatto rilevare un aumento degli sportelli modesto. Dall'osservazione di questa tabella si possono fare altre due considerazioni: la prima si riferisce ai bassissimi tassi di crescita delle banche nazionali, le quali, avendo potenziato la propria rete distributiva prima del 1995, godono già di una buona capillarità di diffusione sul territorio. Il secondo aspetto da sottolineare è la tendenza alla stabilità della crescita degli sportelli che da alcuni anni caratterizza il nostro sistema bancario (7.2% tra il 1996 e il 1998 e 7.7% tra il 1998 e il 2000): infatti, come è più immediato osservare dai dati relativi ai tassi di crescita annuali dell'intero sistema (grafico 4.8), dopo il massiccio ampliamento dei primissimi anni Novanta, i tassi di crescita registrano per alcuni anni un andamento decrescente e, successivamente -in particolare dal 1997 in poi- una tendenza alla stabilizzazione .
15





Sempre sulla base della classificazione per diffusione territoriale dell'insediamento, la tabella 4.10b) presenta l'evoluzione delle quote sportelli tra il 1995 e il 2000.





Come per la variabile di classificazione dimensionale, non si rilevano -in questi cinque anni- modificazioni evidenti nella composizione delle quote di mercato. Nello specifico, si riscontra una riduzione di circa tre punti percentuali della quota delle banche nazionali (dal 30.8% al 27.5%) a favore dell'aumento di quella delle banche interregionali (da 19.2% al 22.9%). Andando ad esaminare l'andamento delle quote sportelli (grafico 4.9), si nota che le banche nazionali mostrano un trend negativo al quale si contrappone quello positivo delle banche interregionali. Le quote sportelli delle banche regionali segnalano una tendenza decrescente tra il 1995 e il 1997 e crescente dal 1998 in poi, mentre le altre due categorie evidenziano andamenti piuttosto irregolari negli anni.










Note:

14 - Per i dettagli istituzionali e di regolamentazione si rimanda al capitolo primo.
15 - Le differenze tra i tassi di crescita relativi all'intero sistema della tabella 4.10a) e del grafico 4.8 sono da imputarsi, oltre che al diverso lasso temporale considerato (biennale o annuale), anche al fatto che i primi sono stati calcolati solo sulle banche con raccolta a breve termine, mentre i secondi si riferiscono a tutto l'universo delle banche italiane.





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RETI DISTRIBUTIVE TERRITORIALI E INTERNET BANKING:
UN'ANALISI DEI DATI RELATIVI AL MERCATO BANCARIO ITALIANO
4.2 L'EVOLUZIONE DELLA RETE TERRITORIALE E DEL GRADO DI CONCORRENZA SPAZIALE
4.2.2 La distribuzione geografica degli sportelli e l'evoluzione del grado di concorrenza spaziale
4.2.2.1 La distribuzione degli sportelli per aree geografiche e per regioni