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UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MILANO-BICOCCA

FACOLTÀ DI ECONOMIA



CORSO DI LAUREA IN
ECONOMIA E COMMERCIO

 

LOCALIZZAZIONE DEGLI SPORTELLI E ACCESSO REMOTO:
UN'ANALISI DELLA CONCORRENZA
NEL SETTORE BANCARIO ITALIANO

 

 

tesi di laurea di:

Barbara Nicoletta MANONI
(Matr. 532299)

Relatore: Prof. Paolo Manasse
Correlatrice: Dott.essa Vittoria Cerasi

 

 

Milano, 27 settembre 2001

mail to: barbara.manoni@libero.it

 

 



Capitolo Primo
LA NUOVA DINAMICA CONCORRENZIALE E
LA RIDEFINIZIONE DELLE STRATEGIE
DISTRIBUTIVE NEL SETTORE BANCARIO



1.2 LE DETERMINANTI DELLA NUOVA DINAMICA CONCORRENZIALE
1.2.2 Le determinanti economiche



Le determinanti economiche alla ridefinizione delle strategie competitive riguardano essenzialmente due aspetti: la contrazione della redditività bancaria causata dall'inasprirsi della concorrenza e l'introduzione della moneta unica europea. Entrambi questi fattori costituiscono elementi di rottura rispetto alla situazione preesistente, caratterizzata da competizione limitata all'interno di mercati circoscritti.

A partire dalla metà degli anni Ottanta, si assiste ad una progressiva riduzione dei profitti generati dalle aziende di credito (tabella 1.1).





Come si nota dalla tabella, il ROE (Return on equity)-che rappresenta la redditività del capitale investito- assume un andamento decrescente, soprattutto a partire dal 1990. Solo nel 1998 -ultimo anno per il quale sono disponibili i dati- si assiste ad una netta ripresa di questo indicatore, probabilmente dovuta alla maggiore incisività dei ricavi da servizi. La causa fondamentale di questa riduzione della redditività bancaria si identifica nella progressiva perdita d'importanza delle banche nel finanziamento delle attività d'impresa ("disintermediazione"), accompagnata da una forte espansione del mercato dei capitali. In particolare, come afferma Antonio Fazio in uno dei suoi contributi
20 alla rivista "Bancaria": "La redditività delle banche italiane negli ultimi anni ha risentito dell'emergere di ingenti perdite su crediti […]. Il fenomeno si è aggiunto alla riduzione del divario tra i tassi attivi e passivi […] e a volumi di intermediazione diminuiti in termini reali". Queste osservazioni vengono confermate dalle tabelle 1.2. e 1.3, che illustrano, rispettivamente, l'andamento della profittabilità dell'intermediazione creditizia e le sofferenze bancarie nel periodo 1985-1998.








Come dimostra la tabella 1.2, la profittabilità dell'attività di intermediazione creditizia subisce importanti ripercussioni dovute, da un lato, alla restrizione dello spread tra tassi attivi e passivi e, dall'altro, alla difficoltà di far leva sull'aumento dei volumi intermediati, a causa della progressiva diffusione di operatori finanziari più competitivi delle banche.

Dalla tabella 1.3 emerge che sul conto economico degli istituti di credito grava la crescita sostenuta delle partite in sofferenza, la quale evidenzia un peggioramento nella qualità del credito. Questo peggioramento -che trae le sue origini nei prestiti concessi durante gli anni Ottanta- può essere imputato sia alla sfavorevole evoluzione congiunturale, sia a decisioni ispirate alla crescita dimensionale, non adeguatamente supportate da una sana e prudente gestione, soprattutto nell'ambito della valutazione dei progetti e degli affidati. Anche in questo caso, il 1998 è un anno di recupero che, probabilmente, segnala un'inversione di tendenza. Nonostante non siano disponibili i dati più recenti, occorre tener presente che, negli ultimi anni, le banche italiane adottano nuove strategie competitive che consentono loro di avere introiti provenienti da attività diverse da quella strettamente legata ai presiti (si pensi alle gestioni patrimoniali o alle attività di investment banking
21).

Per quanto concerne, invece, l'introduzione della moneta unica europea, Christian Noyer, Vice Presidente della Banca Centrale Europea, afferma
22 : "L'euro dovrebbe fungere da catalizzatore agli effetti indotti dai fattori fondamentali precedentemente nominati (liberalizzazione, progresso tecnologico, incremento degli investimenti individuali), aumentando la pressione verso il cambiamento strutturale". L'avvento di un'unica valuta -di fatto- elimina una serie di rischi dell'attività bancaria (in primis, il rischio di cambio) e riduce la segmentazione geografica dei mercati, consentendo un incontro di domanda e offerta di servizi finanziari su scala europea. Tuttavia, se da un lato si assiste ad un'internazionalizzazione dell'attività bancaria attraverso la ricerca di nuovi prodotti di ingegneria finanziaria e di canali distributivi a prezzi sempre più competitivi, dall'altro, le operazioni di consolidamento oltre i confini nazionali sono ancora piuttosto rare 23. Nonostante persistano delle difficoltà, oggi le banche non possono più operare senza tener conto dell'effettivo ampliamento geografico dei mercati: essere leader in ambito locale non è più sufficiente per garantirsi adeguati livelli remunerativi persistenti nel tempo.

Più in generale, de Brand-Davis [1999] delineano alcune delle possibili conseguenze della realizzazione dell'Unione Economica Monetaria (UEM). Sotto il profilo strutturale, essi suggeriscono un probabile aumento della disintermediazione, legato alla maggiore attrattività esercitata da forme di finanziamento alternative ai prestiti
24 e da strumenti finanziari sostitutivi dei depositi bancari. Essi prevedono anche un inasprimento della concorrenza interbancaria, soprattutto nel mercato retail, nel quale gli sviluppi tecnologici legati all'Internet Banking potrebbero rimettere in gioco anche le piccole banche, finora confinate in una dimensione locale.





Note:
20 - Fazio [1996].
21 - Con questo termine spesso si identifica il ruolo svolto dagli intermediari finanziari nel collocamento delle azioni (o obbligazioni) emesse da una società. Tale ruolo consiste nella preventiva acquisizione a fermo del pacchetto azionario (o obbligazionario), in modo che la società emittente possa subito entrare in possesso del capitale di cui ha bisogno, e nel successivo collocamento presso singoli investitori o presso altri operatori finanziari. In alternativa, l'istituto di credito può semplicemente fungere da intermediario nella distribuzione dei titoli.
22 - Cfr Noyer [2000].
23 - Le eccezioni sono rappresentate dalle operazioni di fusione fra le banche del Benelux o fra quelle dei Paesi Nordici.
24 - Per esempio, le emissioni azionarie ed obbligazionarie.




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LA NUOVA DINAMICA CONCORRENZIALE E LA RIDEFINIZIONE DELLE STRATEGIE DISTRIBUTIVE
1.2 LE DETERMINANTI DELLA NUOVA DINAMICA CONCORRENZIALE
1.2.3 Le determinanti tecnologiche

1.2.3.1 I riflessi delle nuove tecnologie sul sistema economico