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Le determinanti normativo-istituzionali comprendono tutti quei fattori
di cambiamento provocati dall'evoluzione della disciplina normativa
e, più in particolare, dell'attività di regolamentazione delle banche
. 6
Una banca è un'istituzione "fragile". Ad ogni fallimento bancario sono
legati enormi costi sociali. Essi riguardano il deterioramento del "capitale
informativo" che la banca ha accumulato, la distruzione delle relazioni
di lungo periodo tra prenditori e datori di fondi e, senza un'adeguata
struttura di garanzia dei depositi, la perdita dei risparmi delle famiglie.
Esistono anche altri costi di natura sistemica come le interferenze
provocate sul sistema dei pagamenti e la propagazione degli effetti
di contagio 7
. Per queste ragioni, e poiché spesso sia azionisti che depositanti
sono poco incentivati a prevenire i fallimenti, nasce l'esigenza della
regolamentazione. La regolamentazione è l'insieme delle leggi e degli
atti amministrativi emessi dalle autorità di vigilanza e controllo con
l'obiettivo di garantire la stabilità del sistema e indirizzare la vita
economica: ad essa devono conformarsi tutte le istituzioni creditizie
operanti in un determinato Paese . 8
Le misure di regolamentazione dell'attività bancaria si possono suddividere
in: interventi ex-ante, che comprendono, per esempio, i vincoli di adeguatezza
patrimoniale e i limiti sulle attività o sulla composizione del portafoglio;
interventi di vigilanza, i quali, sotto il profilo strettamente giuridico,
si distinguono in interventi di vigilanza informativa, regolamentare
ed ispettiva 9;
ed infine, interventi ex-post che riguardano le iniezioni di liquidità
da parte del prestatore di ultima istanza (Banca Centrale Europea) e
la disposizione di misure quali l'amministrazione straordinaria e la
liquidazione coatta amministrativa degli istituti di credito.
La storia della regolamentazione dell'industria bancaria europea dopo
la Seconda Guerra Mondiale può essere divisa in tre periodi che vanno:
· dal periodo post-bellico alla fine degli anni Settanta, nel quale
la maggior parte dei Paesi europei esercita forti controlli sull'attività
bancaria e i vari sistemi di vigilanza sono fortemente scoordinati;
· gli anni Ottanta, durante i quali inizia il processo di deregolamentazione,
sia a livello nazionale che comunitario;
· dalla fine degli anni Ottanta ad oggi, periodo in cui la Comunità
Economica Europea (CEE) prima e l'Unione Europea (UE) poi, hanno fatto
enormi sforzi nel tentativo di armonizzare e di innovare in chiave competitiva
questa materia.
Note:
6 - "Nel corso degli anni, la normativa
sulle attività bancarie e finanziarie è mutata gradualmente passando
da una logica basata sulla regolamentazione dei soggetti […] ad una
logica basata sulla regolamentazione delle attività. […] in linea con
l'evoluzione del contesto concorrenziale. La competizione non è più
tra soggetti delle stesse categorie, ma può essere tra soggetti diversi
sui medesimi segmenti di attività." Bracchi- Francalanci- Giorgino [2000],
p.19.
7 - Nel primo caso ci riferiamo alle possibili interruzioni
del processo di clearing e ad eventuali fallimenti di transazioni interbancarie,
mentre il secondo caso riguarda le situazioni in cui la diffusione delle
cattive notizie relative ad una banca determina la propagazione della
crisi ad altri istituti simili per caratteristiche.
8 - La regolamentazione può essere esaminata sotto il
profilo della vigilanza, che è "l'ispezione, l'osservazione e il monitoraggio"
delle singole banche e del sistema, oppure sotto il profilo del controllo
della base monetaria che comprende tutti gli strumenti (diretti ed indiretti)
volti a " guidare, condurre" il sistema verso determinatiti obiettivi.
9 - D.lgs. 385/93, Titolo III, Capo I, art.51-53-54.
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LA NUOVA
DINAMICA CONCORRENZIALE E LA RIDEFINIZIONE DELLE STRATEGIE DISTRIBUTIVE
1.2 LE DETERMINANTI DELLA NUOVA DINAMICA CONCORRENZIALE
1.2.1 Le determinanti normativo-istituzionali
1.2.1.1 La regolamentazione degli anni
Settanta e il criterio del bisogno economico del mercato
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