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Università Cattolica del Sacro Cuore Di Milano
Facoltà di Economia

Corso di laurea in Economia 
Anno Accademico 1998 -1999


 


IL TRADING ON LINE IN ITALIA:

SITUAZIONE ATTUALE E PROSPETTIVE DI SVILUPPO



Milano, 16 dicembre 1999

Relatore : Chiar. mo prof. Marco Oriani

Laureando:  FAVE' PIETRO

E-mail


L'autore, mette a disposizione  gratuitamente  il contenuto della propria tesi per chiunque voglia utilizzare i dati e le informazioni contenute nel testo, in quanto ritenute utili o interessanti, offrendo la possibilità di contattarlo con  e-mail per quelle parti non pubblicate in questo sito.  L'autore chiede solamente di essere citato tra le fonti dei lavori che utilizzino il presente materiale.


Desidero ringraziare innanzitutto il prof. Oriani Marco per la disponibilità mostrata nel seguirmi nel mio lavoro di tesi; ringraziamenti sentiti vanno anche all' Ing. Gavazzi Agostino  ( Banco di Desio) per avermi aiutato a scegliere un' argomento così attuale, e infine un enorme grazie a Miran Pecenik che ha fornito informazioni utili e interessantissimi spunti critici, ed ha reso possibile la pubblicazione del mio lavoro, nonché la diffusione di una parte dello stesso al convegno sull'  E- banking tenutosi a Montecarlo nel novembre 1999.





INDICE

Capitolo 1. World Wide Web : aspetti generali   
1.1 Origine e sviluppo di Internet 
1.2 I servizi e la connettività 
1.3 Internet come strumento di business 
1.4 L’uso di Internet in Italia
1.5 Evoluzione futura di Internet 
Capitolo 2. Internet e il settore bancario : introduzione ai servizi bancari evoluti 
2.1 Evoluzione dei canali distributivi 
      2.1.1 La banca telefonica 
      2.1.2 La banca elettronica 
2.2 Fattori che spingono a una ridefinizione dei canali distributivi 
2.3 Virtual Banking : una definizione di banca virtuale 
2.4 Struttura e caratteristiche della banca virtuale 
      2.4.1 Tipologie di servizi per i canali virtuali 
      2.4.2 I costi della virtualità 
      2.4.3 Strategie e obiettivi del remote banking 
2.5 Accettazione del virtual banking da parte del cliente 
2.6 Le problematiche relative alla sicurezza 
      2.6.1 Le problematiche relative alla sicurezza 
      2.6.2 Gli aspetti della tecnologia e la sua evoluzione 
Capitolo 3. La banca virtuale all’estero 
3.1 In Germania 
      3.1.1 La Bayerische Vereinsbank 
3.2 In Gran Bretagna 
      3.2.1 La First Direct 
3.3 In Francia 
3.4 In Finlandia 
      3.4.1 La Skandinaviska Enskilda Banken 
3.5 Negli Stati Uniti 
      3.5.1 Il sito della Bank of America 
      3.5.2 Il sito della European Union Bank 
      3.5.3 La Security First National Bank 
3.6 In Australia 
Capitolo 4. La banca virtuale in Italia 
4.1 La recettività del virtual banking nelle aziende italiane 
4.2 Analisi delle esperienze di home banking 
      4.2.1 Possibile evoluzione futura 
4.3 Aspetti critici della realtà italiana nella realizzazione della banca Virtuale 
4.4 L’ attrattività del sito bancario 4.5 Banche ed e- commerce 
      4.5.1 Un esempio italiano: Magellano E-shop 
Capitolo 5. La compravendita titoli nel web 
5.1 L’evoluzione storica: dall’Electronic Data Interchange al trading on line 
5.2 La situazione in Italia 
5.3 La situazione nei paesi esteri 
5.4 Alcuni aspetti legislativi 
5.5 Caratteristiche e potenzialità del trading on line 
5.6 Le relazioni tra i diversi canali distributivi 
5.7 La valutazione dei traders
5.8 Comparazione dei siti: operatori a confronto 
5.9 Alcuni siti rappresentativi 
Capitolo 6. Analisi degli operatori e delle demo operative 
6.1.1 Fineco 
6.1.2 La demo di Fineco 
6.2.1 Directa sim 
6.2.2 La demo Directa sim 
6.3.1 Mediosim 
6.3.2 La demo Mediosim 
6.4 La società E-Cortal 
6.5 La demo di Banca popolare di Verona 
Capitolo 7. Come si arriva a decidere l’acquisto di un titolo 
7.1 Gli aspetti rilevanti nella scelta di un titolo 
      7.1.1 Analisi fondamentale 
      7.1.2 Analisi Tecnica 
7.2 Alcuni strumenti per l’analisi 
Conclusioni 
Bibliografia 


CAPITOLO 7

COME SI ARRIVA A DECIDERE L' ACQUISTO DI UN TITOLO 

E' difficile prevedere l'esatto andamento del mercato: non esiste sfera di cristallo cui appellarsi per sapere quando vendere o comprare. E' invece possibile cogliere la gradualità dei movimenti, individuare, ove esistono, le irregolarità per ripararsi da sorprese. E' un'attività specializzata che consiste nel leggere attentamente le dinamiche dei mercati, aggregare tutti gli indicatori che un consistente sviluppo storico ha consolidato, e realizzare scelte che permettono di fronteggiare le conseguenze della volatilità dei prezzi dovuta a movimenti imprevisti. Un buon investimento è un'operazione complessa e difficile, che richiede tempo e attenzione. E' necessario, infatti, seguire quotidianamente l'andamento delle Borse mondiali, i cambi, l'evoluzione dei titoli di stato, i tassi di interesse.  In questo modo, nessun evento è completamente sorprendente o  ingovernabile se viene seguito costantemente.

 7.1 GLI ASPETTI RILEVANTI NELLA SCELTA DI UN TITOLO

La scelta di un titolo è un operazione complessa, che richiede degli strumenti per valutare e decidere, ma anche una cultura finanziaria, e in particolare dei mercati borsistici. In borsa è necessario possedere un metodo, senza abbandonarsi alle scelte casuali, anche se la maggior parte degli investitori, soprattutto ora che il trading on line permette di gestirsi da soli il proprio patrimonio,  manca di un piano di investimento che li aiuti nelle proprie scelte. Essi finiscono quindi per adottare tecniche diverse di volta in volta, e sempre più confuse.  Nonostante le proprie scelte possano derivare da strategie speculative, legate al breve termine, o a strategie ispirate all'accumulazione nel lungo periodo di capitali, quando si opera in borsa non bisogna mai dimenticare di seguire un piano prestabilito, in quanto bisogna decidere in anticipo quali saranno gli elementi da seguire per vendere o comprare, in modo da testare il piano prima di investire. In borsa non si riesce a guadagnare facilmente e senza rischio; se si ha fiducia in un titolo, per prendere decisioni coerenti con i propri obiettivi non bisogna mai lasciarsi conquistare dall'euforia o dalla depressione, potenzialmente pericolose; non è bene aumentare la propria esposizione su un titolo se non si è gia' guadagnato sufficientemente sulla posizione iniziale. Tutte le decisioni devono essere prese sulla base di informazioni valide, non lasciate al caso, ogni informazione è preziosa e non va sottovalutata. Ogni volta che si acquista un titolo  bisogna definire quanto si è disposti a perdere. Anche per i titoli redditizi, se perdono oltre un certo valore dal loro massimo si devono vendere. L'unica regola da seguire, o senz'altro la più importante  è quella di lasciare incrementare i profitti e limitare le perdite. Nella maggior parte dei casi si agisce in modo opposto.  Se la situazione del mercato non  è chiara perchè si attendono importanti notizie, meglio aspettare, è inutile rischiare, ma se il mercato appare veramente debole non si deve perdere l'occasione di sfruttare il ribasso, acquistando titoli mentre le quotazioni scendono, guadagnando poi, durante il successivo rialzo[1]. Sicuramente ogni investitore può sbagliare, e probabilmente tutti i piccoli risparmiatori occupati nel trading on line potrebbero non possedere una cultura finanziaria sufficiente. Ecco aperta la via ad alcuni errori che potrebbero risultare fatali per l'investitore, e se debitamente amplificati e ripetuti, potrebbero diventare, nell'immaginario collettivo, un deterrente per questo servizio. Spesso è forte la tentazione di mettere in atto operazioni speculative azzardate; proprio per questo è necessario disporre di metodi di analisi precisi e di strumenti di osservazione sensibili per sostenere iniziative ispirate a cautela, equilibrio e lungimiranza, scegliendo quel profilo di rischio che meglio tutela dalle conseguenze dell'alta volatilità dei mercati. Molti investitori non hanno la preparazione necessaria per sapere quali variabili monitorare per scegliere il titolo con cui operare, finendo per comprarne alcuni che non sono quelli trainanti. Essi potrebbero poi essere portati ad operare in contro tendenza, acquistando quando i prezzi declinano, nella convinzione che a questi livelli il titolo sia più' conveniente, considerazione veritiera solo se il ribasso è momentaneo, dovuto al mercato e non al declino societario. Una componente fondamentale è il gradimento degli investitori istituzionali. I titoli più famosi e conosciuti sono spesso i favoriti; ma il nome non è sinonimo di qualità, e soprattutto non garantisce la crescita della quotazione del titolo. Molti investitori hanno i loro titoli favoriti, sui quali insistono anche quando l'andamento della quotazione è sfavorevole; questa trappola psicologica non aiuta a realizzareperformance in un settore dove sono essenziali la freddezza e l'imparzialità[2].  Si definisce loss trap tenere i titoli in perdita, perchè alla fine il titolo è troppo deprezzato per poterlo liquidare. In opposto alla tecnica precedente, gli investitori spesso liquidano in fretta quando realizzano guadagni minori, trovandosi così con profitti contenuti e perdite ingenti, avendo seguito in maniera inversa la regola principale che richiede di limitare le perdite e accrescere i profitti, ottenendo così buone performance. Situazione peggiore si ha quando l'investitore  segue la tecnica della "media prezzi"; in questo modo  perde sul primo acquisto, ma anche sul secondo, sul terzo, e tutti quelli seguenti. Inoltre diversi investitori preferiscono acquistare molti titoli a basso prezzo unitario piuttosto che pochi ma di levato valore; finiscono così per scegliere quasi sempre titoli di bassa qualità soggetti ad elevatissima volatilità. Spesso chi inizia ad operare nel mercato è bramoso di guadagnare rapidamente ma rischia di ottenere risultati deludenti, con elevate perdite in poco tempo. Una convinzione comune è che in borsa guadagna solo chi ha le "informazioni" giuste; tuttavia nella realtà chi ha tali dati evita di renderli di pubblico dominio, e ciò che giunge al piccolo investitore sono spesso informazioni diverse dalla realtà. Delle tante notizie  che appaiono sui media relative ai vari titoli, poche sono veramente cruciali, eppure sono molti quelli che operano in base alle varie news che riportano i mass media. Le statistiche dimostrano che aumenti di capitale, split, annunci di dividendi ecc.. sono meno importanti di quanto si pensi[3]. Pochi investitori riescono a trovare fonti di informazioni valide, e a volte non per colpa loro, mentre bisogna selezionare attentamente e giudicare con criterio il  proprio consulente. La scelta di titoli con forti dividendi, non è un criterio infallibile, perché per un'azienda, spesso l'importante è il profitto e non i dividendi versati agli azionisti; i bassi p/e non sono un sicuro indizio: possono dimostrare che la società è poco valida, o che è in una fase congiunturale negativa, o , più semplicemente, che reinveste la quasi totalità dei suoi profitti.  La quasi totalità degli investitori  italiani rifiuta di operare su un titolo presente in borsa da molto tempo, anche se le statistiche dimostrano che sono proprio questi titoli ad avere più chance di successo in assoluto. E' ragionevole ritenere che i fenomeni economici ed i loro riflessi sui mercati finanziari siano caratterizzati da crescente complessità: le variabili che influiscono sul livello dei tassi d'interesse, sui prezzi delle materie prime o dell'oro, sulle quotazioni dei valori mobiliari o sul corso del cambio, sono assai numerose e vanno necessariamente individuate e valutate, senza tralasciare l'interpretazione delle possibili interazioni tra di esse. Le svariate procedure e tecniche d'indagine a questo scopo, sono riconducibili sostanzialmente a due ampie branche di ricerca: l'analisi fondamentale e l'analisi tecnica.

 

7.1.1  ANALISI FONDAMENTALE

L'analisi fondamentale ha come obiettivi la scoperta del valore intrinseco di un'azione e  la verifica del rapporto fra il prezzo attuale ed il prezzo stimato. Nasce dalla premessa che la  quotazione di mercato altro non è che la sintesi di concause che devono essere individuate e valutate. L’analisi richiede un'alta specializzazione settoriale: la sua validità è di medio-lungo periodo e richiede molti dati e, per sua natura, assorbe molte più risorse rispetto all'analisi tecnica e risulta meno snella nell'applicazione pratica, utilizzando come strumenti l'analisi di settore, della redditività e del bilancio aziendale, le valutazioni di macro variabili quali i tassi di interesse, il livello di inflazione e la collocazione geo-politica dell'azienda. L'analisi fondamentale consiste nell'analisi dell'oggetto scambiato[4]. Un bene quotato ha un proprio valore effettivo che l'analista ha lo scopo di determinare. Il mercato tende ad esprimere questo "giusto prezzo" nella quotazione in modo più o meno rapido; se vengono individuate delle distorsioni, l'analista dovrà comportarsi coerentemente ed intraprendere azioni d'acquisto o vendita se il bene è sottovalutato o sopravvalutato. Il processo di analisi fondamentale si articola in diversi livelli di generalità: innanzitutto viene effettuata l'indagine strutturale, che esamina l'ambiente macroeconomico di riferimento. Ricorrendo a modelli di tipo econometrico, più o meno complessi, vengono interpretate e descritte le relazioni che si instaurano tra le grandezze economiche interessate, tramite un articolato intreccio di relazioni matematiche. Questi modelli macroeconomici sono indispensabili perché i governi possano definire le proprie scelte di politica economica, ma risultano meno utili per guidare quotidianamente l'operatore sui mercati finanziari. Alcuni limiti dei modelli macroeconomici di tipo econometrico sono:

Ï        la significatività dei dati che dipende da una revisione costante e accurata, con costi di conseguenza elevati.

Ï        i parametri sono poco controllabili, perché sono molto numerosi e variano nel tempo, cosicché il risultato del modello viene pesantemente condizionato da piccole variazioni apportate a questi parametri.

Ï        la specificità del modello ne impedisce l'applicabilità ad altri mercati o il suo utilizzo per diversi periodi.

Ï        l'elaborazione dei dati può richiedere tempi lunghi, cosicché il modello può fornire indicazioni non tempestive.

Nessun trader può pensare di subordinare le proprie decisioni alle indicazioni fornite da questo tipo di modelli. E' comunque auspicabile una conoscenza di massima, volta a stabilire i possibili effetti di accadimenti politico-economici nazionali e internazionali sulle variabili determinanti il processo di valutazione di un titolo azionario.  Un secondo livello di approfondimento dell'analisi fondamentale è costituito dall'indagine particolare[5]: all'interno di essa si distinguono poi un'analisi di tipo settoriale e di tipo aziendale. Tale studio è diretto ad identificare le potenzialità economiche, finanziarie e patrimoniali della società, per operare una stima corretta dei flussi di reddito associati a quel particolare titolo azionario. Viene considerato dapprima il segmento di mercato, per tentare di fornire una stima del livello di competitività dell'azienda: si approfondiscono le relazioni tra domanda e offerta, nonché il grado di concorrenza all'interno del settore, i costi ed il ciclo di vita del prodotto, l'eventuale stagionalità della produzione, possibili effetti di regolamentazioni nazionali o estere. L'analisi fondamentale di tipo aziendale consiste invece nello studio dinamico dei bilanci societari riferiti a più esercizi: attraverso comparazioni storiche, valutazioni prospettiche e confronti con altre aziende appartenenti allo stesso settore, si vuole indagare l'aspetto economico , finanziario e patrimoniale . L’analisi fondamentale, richiede però una capacità di analisi, ma soprattutto, un  notevole flusso di dati che esulano dalle capacità del singolo trader  che opera on line; tuttavia, esistono una molteplicità di fonti che, gratuitamente o a pagamento, si propongono di fornire queste informazioni, anche se ciò che ottiene il singolo risparmiatore è differente, per qualità e quantità, da ciò che può ottenere un broker. Esiste un sito web, Financialweb, che mette a disposizione gratuitamente un patrimonio informativo sterminato, per effettuare trading on line, avendo la consapevolezza delle operazioni che si compiranno. In Italia, ma anche in Europa, non esistono ancora siti simili, che possano aiutare i singoli risparmiatori. A fini operativi divengono utili gli strumenti della cosiddetta analisi finanziaria. Si studiano e si costruiscono indici di apprezzamento borsistico, utilizzando sia dati provenienti dai bilanci societari sia dati di mercato: esempi molto conosciuti ed utilizzati possono essere considerati il rapporto Price/Earnings (prezzo/utili), Earning Per Share (utili per azione), Ricavi/Patrimonio netto per azione. Nelle diverse offerte di trading on line, non vengono offerti tutti questi servizi di analisi finanziaria, solamente Fineco offre la consulenza di due società specializzate in questo campo di analisi, che tuttavia non offrono servizi adattabili alle necessità del cliente, ne consentono allo stesso di interpellare la società per ottenere una risposta specifica.

 

7.1.2     ANALISI TECNICA

L'utilizzo dell'analisi tecnica come metodo di studio e di previsione del comportamento dei mercati è fonte di ampie divergenze tra operatori professionali e accademici. Da un lato i paradigmi teorici vengono criticati dalla pratica, in quanto pretendono di spiegare un fenomeno complesso quale le fluttuazioni dei prezzi di borsa, supponendo che all'interno di esso agiscano "marionette razionali e ottimizzanti"; ma trascurare le imperfezioni di funzionamento, i costi delle transazioni, le diverse capacità di valutazione e sopportazione del rischio degli operatori, significa analizzare un mondo inesistente. D'altra parte, il modo di operare nella pratica viene completamente ignorato dal teorico, principalmente per una ragione: l'analisi tecnica è avulsa da ogni formalizzazione realmente scientifica che consenta di verificare spessore e validità generale dei concetti utilizzati, nonché l'affidabilità delle informazioni prodotte. Tuttavia, in tempi più recenti, l'atteggiamento è parzialmente cambiato; gli studi economici stanno colmando talune deficienze dell'analisi teorica, portando l'attenzione anche sulla struttura e sul funzionamento concreto dei mercati[6]. L'analisi tecnica è un metodo induttivo di indagine economica teso ad evidenziare le analogie di comportamento nella dinamica dei prezzi. Nasce per ovviare alla scarsità di notizie ed  informazioni attendibili sui mercati azionari. L'analisi permette di sintetizzare l'enorme quantità di dati e di informazioni alle quali si è costantemente sottoposti, e  lo studio dei mercati si sviluppa osservando esclusivamente prezzi e volumi. Questa analisi si può applicare in tutti i mercati non influenzabili dall'azione di un singolo operatore.  I principi base dell'Analisi Tecnica sono essenzialmente tre[7]:   Principio 1: Il prezzo rispecchia le aspettative del mercato: è infatti la sintesi di tutte le variabili che concorrono a formarlo. Nel prezzo sono incorporate le ansie, le paure o le aspettative di crescita. Questa sono le cause principali delle differenze di prezzo tra valore reale e valore di mercato.  Principio 2: La storia è ciclica. Questo principio si basa sulla convinzione che a stimoli identici corrispondano reazioni analoghe.  Principio 3: Il prezzo si muove secondo una tendenza: compito dell'analista è individuarla e classificarla.                                                       Per questo tipo di analisi è importante conoscere il ciclo dei prezzi, composto dalle seguenti fasi[8]: (Fig. 8.1)

Ï        Accumulazione: è quella fase in cui gli investitori professionali (le cosiddettemani forti) ipotizzano l'esaurimento della fase recessiva e acquistano nella convinzione di un prossimo inizio di una fase positiva di medio periodo.

Ï        Ri-accumulazione: è una momentanea interruzione della tendenza rialzista; in questa fase si costruiscono nuove posizioni "lunghe".

Ï        Espansione: è un rapido incremento dei prezzi a seguito dell'intervento di nuovi investitori attratti dalle notizie presenti nei mezzi di comunicazione.

Ï        Boom: il mercato è destinato a crescere all’infinito perché le buone notizie sembrano non finire mai. E' in questa fase che entrano sul mercato le mani deboli.

Ï        Distribuzione: le mani forti iniziano ad alleggerire le posizioni, i volumi scambiati esplodono e l'interesse dei media per la borsa raggiunge il culmine.

Ï        Flessione: in questa fase i corsi declinano rapidamente anche se possono esserci delle momentanee interruzioni dei ribassi, ed eventuali crolli di borsa.

Ï        Crack: è il momento in cui scoppia il panico fra gli investitori comuni, la pressione in vendita dei titoli non viene assorbita dal mercato, i corsi dei titoli crollano, i prezzi sono destinati ormai a scendere all'infinito, e diventa imperativo liberarsi dei titoli a qualunque prezzo. Tale fenomeno avviene generalmente dopo una fase di distribuzione o di ridistribuzione. Maggiore è la durata del periodo distributivo e maggiori possono essere i crolli, sia in termini di durata che di ampiezza percentuale.

Ï        Redistribuzione: momentanea interruzione della tendenza ribassista, ottima occasione per chiudere le posizioni lunghe ancora in essere.

 Fig.8.1 Esempio schematico di ciclo dei prezzi.

                     

Fonte: Riccardo B., Stefano F., Corso di analisi tecnica, Traderlab, 1999

Esiste anche un'altra scuola di pensiero, che considera totalmente casuale l'andamento dei prezzi. Questa teoria del “cammino casuale” o  Random Walk Theory  risulta essere una delle armi a favore dei detrattori dell'analisi tecnica.  I suoi principi fondamentali sono: l'assoluta casualità delle variazioni dei prezzi, quindi i movimenti sono casuali e non correlati, e le variazioni fra i prezzi e il valore intrinseco di un bene sono dovute a fatti o notizie nuove.

 

7.2  ALCUNI STRUMENTI PER L'ANALISI

Per poter effettuare del trading, non solamente on-line, servono strumenti operativi, quali:

1.   Dati in tempo reale (tick by tick) delle quotazioni dei titoli. Sono indispensabili per il trading veloce, soprattutto quello on-line. Esistono svariati fornitori di dati in tempo reale: via Internet, via antenna televisiva o satellitare con costi che crescono con il crescere delle tipologie di dati trasmessi. Dagli applicativi più semplici che offrono il solo prezzo flash (al momento della richiesta) del titolo per arrivare a strumenti che aggiornano in tempo reale tutto il tabellone dei titoli presenti con l'opportunità di avere il Book (ovvero lo spessore di mercato) con le cinque migliori proposte in denaro e le cinque migliori proposte in lettera. Sono quasi tutti servizi a pagamento, il cui costo varia  notevolmente a secondo della società, del servizio, ma anche della tipologia di contratto stipulata con banche o sim. Talvolta gli stessi servizi sono offerti gratuitamente, a patto che si ricevano in differita di qualche minuto, mediamente quindici. Anche in questo campo, l'Italia si distingue dagli U.S.A., dove le quotazioni sono offerte, gratuitamente, spesso già nei motori di ricerca.

2.   Dati End of Day: sono i dati di borsa che vengono forniti a mercati chiusi, e sono indispensabili per analisi di medio - lungo periodo.

3.   Software di Analisi: sono programmi per Personal Computer che permettono la gestione dei dati in tempo reale o a fine giornata e che consentono la manipolazione dei dati stessi.

In Italia esistevano già società fornitrici di questi dati, ma l'avvento del trading on line, ha comportato la necessità di un adeguamento; sia per lo spostamento del target della clientela,(dalle Sim ai singoli clienti,); sia per nuove possibilità offerte dalle alleanze tra queste società e le banche o sim che offrono  trading. Ovviamente, dopo essersi dotati degli strumenti necessari per l'analisi bisogna passare alla fase operativa, ovvero la fase di compravendita dei titoli, alla quale si accedeva tramite i tradizionali canali universalmente conosciuti, ed attualmente si può attuare direttamente da casa grazie ai servizi di trading on line. Tra gli strumenti più utili per volgere una buona analisi tecnica abbiamo: i grafici, le analisi intra-day, quelle grafiche e algoritmiche[9]. Il grafico è lo strumento principe dell'analista tecnico: tutti gli studi tecnici hanno come base un grafico. E' la rappresentazione su un piano cartesiano dell'andamento dei prezzi: sull'asse delle ascisse verrà evidenziata la scala temporale, su quella delle ordinate i livelli di prezzo. Esistono varie tipologie di grafici, le più comuni sono:

Ï        il grafico lineare: E' il tipo di grafico più semplice che si costruisce unendo con una linea le varie chiusure del titolo. I dati forniti sono ridotti all'essenziale: nulla viene detto della storia intra-day del titolo, non possiamo conoscere le escursioni minimo / massimo, non sappiamo se la chiusura è avvenuta in prossimità dei massimi o sui minimi. Ci si può riferire ad intervalli di tempo intra-day, così come a periodi giornalieri, settimanali o mensili; naturalmente, più ampia è la base di riferimento, minore è il dettaglio evidenziato dal grafico. Un elemento importante, inserito nella parte inferiore del grafico in corrispondenza del prezzo, è il volume: rappresenta l'ammontare totale dei titoli scambiati nella giornata di contrattazione. Come si vedrà meglio in seguito, il volume può fornire utili indicazioni nella valutazione dei movimenti di mercato[10].

Ï        il grafico a barre, è molto semplice: per ogni giornata di contrattazione borsistica il grafico evidenzia le quotazioni del titolo per mezzo di una barretta verticale, la cui base inferiore rappresenta il minimo prezzo segnato nella giornata mentre la base superiore rappresenta il prezzo massimo; un segno orizzontale apposto sulla sinistra della barra evidenzia il prezzo di apertura mentre un segno orizzontale posto a destra della barra è il prezzo di chiusura. Ogni giorno si segna una nuova barra, dando così forma al grafico. Un grafico a barre non deve necessariamente essere giornaliero ma ci si può riferire ad intervalli di tempo diversi; anche in questo caso, più ampia è la base di riferimento, minore è il dettaglio evidenziato dal grafico[11]. La combinazione delle rappresentazioni grafiche con diversa base di riferimento consente all'analista di avere una visione complessiva del comportamento dei prezzi estremamente accurata.

Ï        il grafico a candele o candlestick : I dati necessari per disegnare un candlestick sono l'apertura, la chiusura, il minimo ed il massimo (oltre che i volumi, naturalmente, anche se non sono fondamentali). Nel candlestick abbiamo una figura chiamata "candle-line" formata da un corpo centrale detto "real-body" e da due appendici ad esso collegate chiamate "shadows"(ombre), e rispettivamente "upper shadow" quella superiore e "lower shadow" quella inferiore. Gli estremi della figura sono dati dal prezzo minimo e da quello massimo, come nel grafico a barre, mentre il real-body viene dato dalla differenza tra il prezzo di chiusura e quello di apertura: se la chiusura risulta essere superiore all'apertura, allora avremo un rettangolo bianco (o vuoto), mentre, viceversa, se la chiusura risulta essere inferiore all'apertura, il real-body sarà nero (o pieno). Il candlestick rappresenta quindi, oltre all'ampiezza del movimento del prezzo nell'arco della giornata, anche il segno, cioè l'intonazione rialzista o ribassista, e la forza del movimento stesso[12]. Quindi illustra molto bene la dinamica evolutiva dell'incontro tra la domanda e l'offerta nella formazione del prezzo (concetto ai cardini dell'analisi tecnica).

Le tipologie di grafici sopra citate, sono le uniche ad essere utilizzate nei servizi collaterali offerti dai broker on line italiani[13], anche se esistono ulteriori tipologie di grafici utilizzabili:

Ï        il grafico punto e figura o point and figure: Molto usato dagli operatori statunitensi, è contraddistinto dal fatto che generalmente esamina una sola variabile, il prezzo del titolo, a prescindere quindi dalla dimensione temporale. Il grafico si costruisce mediante una combinazione di circoli (O) e croci (X), che vanno a riempire i cosiddetti box; le X rappresentano convenzionalmente un incremento delle quotazioni, mentre le O un decremento. Sarà l'analista a dover decidere, sulla base della propria esperienza e della variabilità della serie storica sottostante, quale sia la percentuale di variazione rappresentata da ogni simbolo; in altre parole egli dovrà definire l'ampiezza di ciascun box. Inoltre dovrà essere stabilita l'entità dell'inversione di tendenza, cioè il numero minimo di box che si ritiene indicativo per un cambiamento del trend di mercato

Ï        il grafico equivolume: La costruzione del grafico è molto particolare: il dato del volume viene spostato dalla base del grafico, dove normalmente si trova nei grafici a barre o lineari, per essere incluso nella rappresentazione dei prezzi. A differenza del grafico a barre, ogni giornata è rappresentata da un rettangolo dove l'altezza rappresenta il range entro il quale le quotazioni si sono mosse nella giornata in questione; la larghezza o, meglio, la base del rettangolo, rappresenta l'entità del volume trattato durante la giornata.

La scala utilizzata per visualizzare i prezzi è lineare se vengono considerate le variazioni assolute dei prezzi, dove a variazioni assolute uguali corrispondono, sul piano cartesiano, segmenti uguali. Se vengono prese in considerazioni le variazioni percentuali dei prezzi la scala è semi logaritmica, ed a variazioni percentuali uguali corrispondono, sul piano cartesiano, segmenti uguali. Generalmente la scala semi-logaritmica viene utilizzata per analisi di medio-lungo periodo, quella lineare per analisi di breve. Con forti escursioni dei prezzi, i valori assoluti assumono sempre meno significatività: se prendiamo ad esempio un titolo che passa da 1.000 a 10.000 punti, notiamo immediatamente che 1.000 punti di aumento quando il titolo quota 1.000 corrispondono ad un incremento del 100%; sempre 1.000 punti di aumento quando il titolo quota 10.000 corrispondono ad un incremento del 10%. L'Analisi Intra-Day è utilizzata per studiare i movimenti del mercato a breve termine utilizzando le escursioni dei prezzi: minimo, massimo, d'apertura e di chiusura. L'obiettivo è analizzare i movimenti a breve termine, valutarne i "gap" e  i trend di sviluppo. E' un'analisi che necessita di un computer sul quale visualizzare i prezzi in tempo reale e utilizza strumenti come il grafico a barre e il grafico candlestick. Qualsiasi persona che si cimenti con il trading on line, deve dotarsi di informazioni ricavate da queste analisi, per evitare di operare in modo azzardato, e tutti i broker forniscono la possibilità di visualizzare qualche grafico e i dati storici relativi ai titoli trattati.  Possiamo definire i gap come quelle aree vuote del grafico che corrispondono ad aree di prezzo nelle quali non sono avvenuti scambi; ovviamente possono essere visualizzati solamente su un grafico a barre o candlestick. Si possono osservare gap su grafici intra-day, giornalieri, settimanali e mensili; ne esistono varie tipologie[14]:

Ï        Gap comuni: si formano nelle aree di congestione, ma hanno scarso valore previsionale;

Ï        Gap di rottura: si formano all'inizio di una nuova tendenza in prossimità di forti livelli di supporto o resistenza;

Ï        Gap di continuazione: si formano durante tendenze ben definite, a seguito di repentine accelerazioni dei prezzi

Ï        Gap di esaurimento: si formano alla fine del trend ed annunciano la fine della tendenza in atto.

Le formazioni Intra-Day sono formazioni di inversione secondarie e sono riscontrabili prevalentemente su grafici giornalieri all'interno di movimenti minori: il Reversal day è un segnale di inversione di breve periodo, dove tanto più ampia è la barra, tanto maggiore sarà il movimento; un segnale ancora più forte è il Two reversal day.   Le isole, invece, si presentano dopo un aumento od una diminuzione accentuata dei prezzi e forniscono validi segnali di breve periodo. Per analizzare i trend evolutivi, bisogna focalizzare l'attenzione sui trend, sulle trendlines, sui supporti e resistenze ma anche sui Falsi segnali e i Filtri operativi.  Possiamo definire il trend come la tendenza mostrata dal titolo in esame, o, se consideriamo un indice di mercato e non il singolo titolo, come la tendenza evidenziata dal mercato. Utilizzando il tempo come termine di paragone, possiamo attuare una prima distinzione fra vari tipi di trend:

Ï        Primario: è la tendenza principale in atto; fornisce indicazioni sulla direzionalità di lungo periodo (da 2 a 4 e più anni);

Ï        Secondario: si tratta di tendenze che si formano all'interno di trend primari con durata che varia dai 2 mesi ai 2 anni;

Ï        Terziario: movimenti minori la cui durata non supera i due mesi, e sono all'interno di trend secondari.

A seconda della direzionalità, possiamo distinguere le tendenze al rialzo con prezzi e volumi crescenti, dove ogni minimo relativo è maggiore del precedente, (uptrend); le tendenze al ribasso con prezzi calanti e volumi crescenti in cui ogni massimo relativo è inferiore al precedente, (downtrend); e le tendenze neutre quando i prezzi si muovono lateralmente, (sideways trend). Un'ultima distinzione si può attuare in base alla “forza” del trend: è lineare quando i prezzi presentano una crescita con un tasso invariato nel tempo, è esponenziale quando la crescita dei prezzi è ampia e violenta, le contrattazioni sono frenetiche e si creano gap e strappi dei prezzi.   Le linee di tendenza o trendlines costituiscono lo strumento grafico basilare per l'analisi tecnica delle situazioni di mercato caratterizzate da una tendenza definita, in quanto sono in grado di indicare chiaramente la direzione in cui i prezzi si stanno muovendo.  Si costruisce una linea di tendenza rialzista (bullish trendline), chiamata spesso linea di supporto dinamico, attraverso la congiunzione di due o più minimi ascendenti. Si costruisce una linea di tendenza ribassista (bearish trendline), denominata anche linea di resistenza dinamica, attraverso la congiunzione di due o più massimi discendenti. Il consolidamento e l'affidabilità di una trendline è tanto maggiore quanto più elevato è il numero dei punti di contatto.   I Supporti, sono zone in cui il trend in atto rallenta la sua discesa o la inverte trasformandola in up trend. Nella Fig 8.2 è mostrato un supporto sul titolo Italgas. Le Resistenze sono zone in cui il trend in atto rallenta la sua ascesa o la inverte trasformandola in down trend. La Fig. 8.3 è un esempio di resistenza sul titolo Telecom.  

Fig:8.2. Supporto sul titolo Italgas

                                           

Fonte: Traderlab, Corso base di analisi tecnica, su cd-rom

Fig.8.3: Resistenza sul titolo Telecom

                                             

Fonte: Traderlab, Corso base di analisi tecnica, su cd-rom

Se la zona dei prezzi  è delimitata da due trendlines, avremo la presenza di un canale. Nel linguaggio tecnico, si parla di falsi segnali quando si tratta di segnali derivanti da rotture di supporti o resistenze che non vengono confermati nelle giornate successive alla rottura. Esistono però diversi Filtri operativi[15], cioè un insieme di strategie per cercare di ridurre al minimo i falsi segnali, come l'utilizzo di medie, le conferme tramite i volumi, o la ricerca di eventuali gap ecc.. L'analisi grafica individua particolari formazioni nell'evoluzione delle quotazioni che possono fornire indicazioni su una prossima inversione oppure continuazione della tendenza in corso. Le fasi di transizione tra due tendenze opposte o dello stesso segno, sono quasi invariabilmente segnalate da modelli e formazioni di prezzi chiaramente definibili, il cui completamento regolare mette sull'avviso l'analista. Possiamo avere formazioni di inversione e formazioni di continuazione. Per le formazioni di inversione si tratta di configurazioni grafiche che permettono di prevedere la fine di una tendenza e l'inversione della stessa. I modelli d'inversione si possono suddividere in due gruppi fondamentali: primari e secondari. Tale suddivisione deriva essenzialmente dal tempo impiegato per la loro formazione.   Testa e spalle. È certamente la configurazione grafica più nota, riconoscibile ed affidabile; si riferisce al graduale sopravvento delle forze ribassiste su quelle rialziste nel caso di “testa e spalle” sui massimi, o al progressivo prevalere della domanda sull'offerta nel caso di “testa e spalle” sui minimi. Tale configurazione si sviluppa con la formazione di una spalla sinistra durante la quale i volumi di contrattazione raggiungono un massimo, seguita dalla formazione della testa con volumi inferiori, per finire con la spalla destra con volumi inferiori alla spalla sinistra. La cosiddetta linea del collo [16](neckline) è unatrendline che congiunge i due punti che determinano la fine della prima spalla e l'inizio della seconda; questa linea è fondamentale perché l'apertura della posizione dovrebbe avvenire proprio su rottura della neckline. In realtà la significatività del segnale operativo risulta migliore se a seguito della perforazione i volumi sono incrementati risultando per lo meno non inferiori a quelli registrati durante la formazione della spalla destra. È possibile che dopo la rottura della neckline si assista al classico pullback: se le quotazioni ritornano verso la linea del collo senza riuscire però a riconquistare posizioni al di sopra di tale linea, il segnale d'inversione del testa e spalle risulta molto affidabile. Massimi o minimi multipli. Tale configurazione si concretizza a seguito di ripetuti tentativi non riusciti di rottura di un livello di supporto o di resistenza, dopo un esteso movimento di prezzo. Nel primo caso si avrà un minimo multiplo, nel secondo caso un massimo multiplo. Si parla di configurazioni triangolari quando l'evoluzione delle quotazioni può essere compresa all'interno di modelli grafici assimilabili a triangoli. Perchè si tratti di un triangolo si richiede solitamente che si verifichino almeno cinque fluttuazioni tra i due lati, con volumi massimi nel corso delle prime fluttuazioni ed in sostenuta crescita a seguito della rottura di uno dei lati. In presenza di un triangolo rialzista si avrà la rottura della linea di resistenza, mentre nel caso di triangolo ribassista la perforazione di quella di supporto; l'uscita repentina dal triangolo, che configura la ripresa di una tendenza definita, deve avvenire circa ai due terzi della lunghezza della formazione.      Configurazioni ad espansione. Si tratta di una formazione poco comune che si configura come un triangolo simmetrico divergente. È necessario che i volumi siano massimi nel corso della prima fluttuazione, diminuendo successivamente ed aumentando su rottura della base della configurazione.   Configurazioni arrotondate. Si sviluppano dopo un esteso movimento di mercato e si riferiscono ad un lento cambiamento della tendenza; sostanzialmente si tratta di un graduale e progressivo prevalere delle forze rialziste su quelle ribassiste o viceversa.   Configurazioni a diamante. E' una sintesi delle broadening formations e del triangolo simmetrico; si sviluppa infatti con un graduale aumento della volatilità delle quotazioni seguito da una successiva diminuzione della variabilità, che fa convergere i prezzi verso il livello in cui tale configurazione era iniziata.                            Rettangoli sui massimi o sui minimi. Si verificano alla fine di un movimento di mercato sostenuto e corrispondono generalmente a periodi di accumulazione o di distribuzione.Le formazioni di continuazione permettono di prevedere la continuazione di una tendenza o il rafforzamento della tendenza in corso.     Le configurazioni a triangolo sono presenti anche nell'ambito dei modelli d'inversione, per cui va fatta estrema attenzione qualora si dovesse identificare questa formazione.     Le configurazioni a cuneo rientrano nella famiglia dei triangoli e sono caratterizzati da fluttuazioni dei corsi delimitate da rette entrambe ascendenti o discendenti, ma con inclinazione diversa. Un cuneo con rette ascendenti (discendenti) segnalerà la continuazione della tendenza ribassista (rialzista) e sarà denominato cuneo discendente (ascendente). Il segnale per l'apertura di ulteriori posizioni corte (lunghe) si avrà alla rottura del lato inferiore (superiore).    Le configurazioni a bandiera possono essere assimilate a canali di breve periodo con inclinazione opposta alla tendenza principale. I volumi si presentano in diminuzione all'interno della configurazione per incrementare decisamente su breakout di uno dei lati del canale, determinando il segnale operativo.     Le configurazioni a pennacchio sono identiche graficamente ai triangoli simmetrici, dai quali si differenziano solo per un minore periodo temporale di congestione, che varia in grafici giornalieri da una a tre settimane.    Le configurazioni a rettangolo evidenziano sostanzialmente le fasi di congestione caratterizzanti situazioni di tendenza indefinita elencate in precedenza. In questo caso la tendenza riprende nella stessa direzione che aveva preceduto lo sviluppo del movimento orizzontale. L'analisi algoritmica viene effettuata principalmente tramite l'utilizzo di strumenti come le medie mobili e gli oscillatori. L'analisi tecnica si avvale delle medie mobili sia per regolarizzare la serie temporale dei dati disponibili, sia per individuare segnali operativi di gestione di posizioni speculative. Esistono diverse tipologie di medie, le più comuni ed utilizzate sono le medie mobili semplici, le medie mobili ponderate e le medie mobili esponenziali. Le medie mobili semplici si costruiscono sommando i dati di chiusura per un periodo definito dall'analista e dividendo poi il dato ottenuto per il numero dei giorni considerati; le medie mobili ponderate si calcolano attribuendo un peso maggiore ai dati più recenti con una ponderazione aritmetica; per le medie esponenziali viene considerata una ponderazione esponenziale dei valori. I segnali operativi che possono fornire le medie sono molteplici, dall'elementare incrocio di una media con dei singoli prezzi alla combinazione di più medie per ottenere segnali operativi.                                                                                                           Gli oscillatori hanno molteplici funzioni ma, essenzialmente, servono per dare un'immagine più nitida dell'azione del mercato, sono abbastanza facili da interpretare e costruire, anche se le possibili varianti sono pressoché infinite. Le indicazioni fornite dagli oscillatori sono molto attendibili quando il valore degli stessi è vicino ai margini estremi del range di oscillazione[17]. Il mercato si dice in ipercomprato quando l'indicatore oscilla nell'area estrema verso l'alto, ipervenduto nel caso opposto. Il superamento della linea mediana può altresì fornire un'indicazione significativa riguardo alla direzione del movimento dei prezzi. Una divergenza fra l'andamento dell'oscillatore ed i prezzi, specialmente quando l'oscillatore si trova nelle zone di ipercomprato o ipeervenduto, fornisce segnali di allarme generalmente affidabili. Anche sugli oscillatori possono essere tracciate trendlines, supporti, resistenze e formazioni grafiche. Tutti questi strumenti, non sono disponibili nei servizi offerti dagli operatori italiani, anche se è possibile ottenerli, pagando, da imprese specializzate, che li forniscono via web o via satellite, a coloro che effettuano trading on line. Alcuni motori di ricerca italiani[18],  stanno iniziando ad offrire piccoli servizi finanziari, come le quotazioni del giorno, l’andamento degli indici, notizie finanziarie ecc; Yahoo! sta approntando il sistema per permettere al singolo navigatore di personalizzare la pagina visualizzando l’andamento dei titoli da lui prescelti. Queste piccole iniziative non possono certo bastare come base su cui decidere l’acquisto o la vendita di titoli, tuttavia dimostrano come il trading on line si stia affermando in Italia, ma anche quanta poca cultura finanziaria sia diffusa tra i piccoli risparmiatori.   Quindi, il singolo risparmiatore che gestisce da solo il proprio patrimonio, deve comunque crearsi una cultura finanziaria, studiando ed imparando ad utilizzare questi strumenti senza dover più rivolgersi a fonti diverse dal broker con cui ha stipulato il contratto. Probabilmente, quando la concorrenza aumenterà, nuove leve di differenziazione potranno nascere dalla riscoperta di queste aree finora non considerate.


CONCLUSIONI

 

Tra i nuovi canali virtuali, il phone banking è sicuramente meno efficace ed “user friendly” dell' internet banking: consente solo un'interazione via voce, al massimo integrata da comunicazioni via fax, mente il sito web bancario può offrire immagini, animazioni, ipertesti, attrazioni e servizi vari. L' internet banking tenderà ad aumentare man mano che il numero di utenti della rete in Italia andrà aumentando e che la "cultura" di Internet si diffonderà. Tuttavia è prevedibile una certa "cannibalizzazione" dei servizi via telefono da parte di quelli via Internet e ciò è dovuto, oltre che alla crescente pervasività della rete, anche alla convergenza tra telecomunicazioni e tecnologia della informazione, che permetteranno di inviare velocemente , in un unico impulso, informazioni e dati audio video di elevata qualità e in assoluta sicurezza. Spostando l’attenzione sul rapporto tra canali bancari virtuali e tradizionali, non è possibile affermare, allo stato attuale, se avverrà o meno questa cannibalizzazione, in quanto il fenomeno è nella fase iniziale e le politiche degli istituti sono molto eterogenee. Sicuramente ci sarà uno spostamento dei volumi di operazioni trattate sui diversi canali, e quelli virtuali cresceranno d’importanza, a causa dei fattori strutturali della realtà italiana e della concorrenza degli istituti stranieri.

  Dal punto di vista  di vista strategico i canali e i servizi virtuali rappresentano sicuramente un opportunità di crescita sconfinata per le banche e lo sviluppo del virtual banking esprime il nuovo concetto di banca, che amplia e modifica obiettivi e comportamenti tradizionali, facendo nascere nuove esigenze e favorendo i processi di reengineering e riallocazione delle risorse umane. Certamente i canali tradizionali subiranno una metamorfosi consistente. Sono già sotto gli occhi di tutti gli sforzi che le banche italiane, sulla spinta degli esempi dei first comers anglosassoni, stanno compiendo per rimodellare il ruolo della filiale tradizionale dando più spazio alle attività consulenziali e spostando sugli ATM, ad esempio,  le operazioni più banali e ripetitive come i bonifici, i versamenti, il rilascio degli assegni. In particolare le banche maggiori si sono attivate in ritardo in quanto la loro struttura organizzativa ha dovuto prima approfondire la conoscenza del nuovo strumento a disposizione,  il che nella maggior parte dei casi ha provocato difficoltà per la presenza di mentalità non particolarmente aperte a innovazioni tecnologiche così rapide. La presenza delle banche sul web è ormai capillare ma molte si limitano a fornire un servizio di vetrina per i propri prodotti, non credendo evidentemente fino in fondo nelle potenzialità dello strumento Internet, e ancorandosi a realtà e strumenti più tradizionali. La realtà estera del trading on line, descritta in questo lavoro, costituisce un esempio particolarmente significativo, che lascia intravedere le possibili future evoluzioni del settore e che potrebbe essere presa a modello dalle banche italiane. A differenza della situazione italiana, sul web appaiono brokers e istituti di credito sempre più specializzati, nati per soddisfare target di clientela particolari, clienti evoluti e aperti alle nuove tecnologie. Questi esempi stranieri si distinguono per la loro efficacia commerciale e per la sperimentazione di modelli di comportamento e servizi sempre all'avanguardia; in ogni caso la presenza di un servizio di home banking via Internet, a basso costo, non è indispensabile per creare le premesse di un servizio di trading on line aggressivo e competitivo. L'arretratezza culturale italiana viene messa in risalto da questi esempi se si pensa che, tra tutte le banche presenti, molte hanno un sito web che è semplicemente poco più di una brochure virtuale, limitandosi a fornire servizi informativi e pochissime sono le banche in grado di fornire un servizio "evoluto" quale il trading on line. Per quanto riguarda l'organizzazione delle pagine web dei brokers si può notare una differenza rilevante fra quelli nazionali e quelli stranieri, legata alla maggior professionalità di questi ultimi; seppure siano maggiormente puntati sulla semplice spiegazione del servizio e delle condizioni contrattuali, i siti stranieri hanno una forma espositiva molto più vivace ed un uso degli ipertesti notevolmente più accorto e produttivo. I siti italiani sotto questo punto di vista sono spesso noiosi o poco approfonditi, lasciando al lettore più interrogativi che risposte; l'uso degli ipertesti in genere è poco sviluppato, denotando una scarsa dimestichezza con le tecniche progettuali e comunicative legate al web. La moltitudine di brokers e discount brokers che nel mondo offrono servizi di trading on line, testimoniano  una certa affidabilità di questo nuovo canale distributivo, affidabilità che viene percepita anche dalle centinaia di banche e dalle migliaia di utenti che nel mondo hanno scelto le innovative forme di banking. La questione della sicurezza non deve però considerarsi definitivamente superata: l'evoluzione tecnologica consentirà di creare nuovi sistemi, e gli operatori dovranno continuamente investire in ricerche su tale versante, evitando di diminuire l'attenzione sulle istanze della sicurezza. Parlare di sicurezza per le transazioni virtuali è certo condivisibile, ma sarebbe altrettanto utile confrontare la sicurezza di una broker virtuale con il contante o con i pagamenti tramite carta di credito; o valutare a quali rischi si esporrebbe il cliente recandosi presso un 'agenzia (scippi, incidenti stradali, rapine, ecc.). Nella realtà italiana, probabilmente solo Fineco e Directa hanno compreso che, per contrastare la concorrenza, bisogna curare la soddisfazione della clientela, offrendo ciò che il cliente ha bisogno, senza richiedere ingiustificati esborsi. Le banche italiane che offrono trading on line, invece, definendo le loro strategie, sembra che continuino a ragionare in termini di impieghi e di utilizzo delle filiali, senza preoccuparsi di chi, negli Stati Uniti o nella realtà Italiana, sta sfruttando la potenzialità di Internet per erogare quei servizi tradizionalmente offerti dalle banche con l'obiettivo di conquistarne la clientela. Il punto di partenza per operare con successo sul mercato deve essere quello dell’individuazione dei competitors. La concorrenza, cioè, non deve più essere vista soltanto negli altri istituti bancari, ma il vero pericolo risiede piuttosto in quegli operatori, come Schwab o E-trade che, pur non essendo attori tipicamente finanziari, si sono attivati, e con grande successo, a distribuire attraverso Internet servizi bancari e assicurativi non prodotti da loro. Oltre  a cercare di colmare le lacune di carattere produttivo le banche devono rafforzare la propria attività nell'area distributiva guardando con attenzione ai canali telematici. Non bisogna sottovalutare l'attività di chi offre servizi di trading on line, consulenza e servizi in campo fiscale e previdenziale, spesso realizzati da altri, incominciando cioè, a offrire i servizi delle banche tradizionali sfruttando le enormi potenzialità della rete Internet. Uno scenario, questo, che impone alle banche italiane un interrogativo che non ammette molti indugi: è opportuno scommettere sul trading on line e sui nuovi canali telematici per conquistare nuovi mercati, per mantenere quelli già conquistati o ci si può permettere di lasciare che questi nuovi operatori atipici offrano servizi più vicini alle esigenze della clientela  e anche più convenienti? Internet è  un canale di comunicazione che negli Stati Uniti è molto gradito alla clientela più colta e facoltosa; si comprende perché chi fa trading on line, stia sfruttando le opportunità della rete,  raccogliendo il successo di un mercato che scommette più su chi sa distribuire piuttosto che su chi produce. La dimostrazione più lampante di questo successo d'altra parte arriva da siti come Amazon che partendo dalla semplice vendita di libri si sta posizionando sul mercato come il più grande operatore per la vendita di beni sulla rete. E dalla vendita di libri alla vendita di prodotti finanziari, il passo è molto breve. Questo perché al cliente in realtà non interessa sapere se la banca crea personalmente, o meno, un determinato servizio. Interessa comprendere che quel determinato servizio può essere utile, e che può usufruirne facilmente e a un prezzo conveniente. Il vero patrimonio di qualsiasi realtà bancaria è costituito da una clientela soddisfatta del rapporto con la propria banca. Il rischio diventa ancora più grande se si considera che attività come il trading on line portano inevitabilmente a spostare verso operatori virtuali come Schwab, E-Trade o Directa e Fineco l'asse del rapporto con i clienti, dando loro tutti i privilegi che arrivano dal conoscere il profilo, le abitudini, le esigenze di chi accede al proprio sito. Se la vera concorrenza per i broker tradizionali arriva da Internet, il problema può essere risolto investendo sul web. L’istituto che organizza la propria presenza sulla rete, proponendo servizi di trading on line, potrà così avere l'opportunità di arginare l'azione degli operatori che incominciano a fare il mestiere tradizionalmente appartenuto al mondo bancario. Dagli investimenti su Internet, il mondo bancario non può che aspettarsi dei vantaggi. La natura stessa della rete,  tanto per cominciare, consente a chiunque sia collegato di accedere, senza alcuna limitazione, a enormi volumi di informazioni ed a servizi di ogni genere. Il che si traduce, di conseguenza, nella possibilità di abbattere i costi transazionali e di essere più competitivi rispetto agli operatori che utilizzano i canali tradizionali. Questi benefici, evidentemente, sono già stati compresi dagli istituti americani. E proprio qui risiede il rischio più grande per i brokers italiani: la vera concorrenza, cioè, proviene da chi già dispone della cultura e  degli strumenti tecnologici per operare con successo su Internet e pertanto ha già guadagnato vantaggio competitivo rispetto a quelle banche o sim che ancora stanno cercando di districarsi nei vari canali distributivi, ricercando flessibilità e maggiore produttività. La situazione attuale del trading on line in Italia, non permette di definirne chiaramente l’evoluzione futura; Mediosim, Directa, Fineco e Banca Sella, hanno dimostrato, con i loro tassi di crescita, che il fenomeno è ormai una realtà anche da noi, e che i piccoli investitori si stanno ritagliando un ruolo sempre più attivo; ciò probabilmente grazie ad una maggiore cultura finanziaria anche se, in questo campo, c’è ancora molta strada da percorrere. Moltissimi altri istituti, sia grandi che piccoli, si stanno attivando per offrire il medesimo servizio, allarmati dalla moltitudine di nuovi clienti che si rivolgono ai first comers italiani, ma anche dalle prospettive future di sviluppo e dal probabile arrivo di nuovi competitors , magari stranieri e con maggiore esperienza. I progetti sono differenti: c’è chi sviluppa tutto internamente, chi si rivolge ai first comers e chi cerca partner tecnologici  o informativi,  per cercare di offrire un prodotto completo e competitivo. Tuttavia, l’impressione è che i diversimanagement siano poco preparati ad affrontare questa nuova sfida, non possedendo conoscenze e competenze, finendo per imitare altri a causa del loro successo, senza essere realmente convinti e consapevoli dell’importanza e della reale portata del trading on line. A conclusione, si può affermare che la situazione italiana è ancora molto eterogenea, e che lo sviluppo del trading on line, dipenderà dalle strategie che verranno adottate dalle varie banche per lo sviluppo delle stesse. Finora solo alcune si sono proposte come leader in questo settore, ma si ritiene che non sia difficile saper cogliere i vantaggi di questa modalità di effettuare trading, soprattutto in termini di riduzione dei costi operativi e di maggior soddisfazione per il cliente. Tuttavia, l’impressione è che le banche, optino per il trading on line non in conseguenza di una analisi strategica di lungo periodo, ma stiano semplicemente imitando i first comers italiani, dopo essersi accorte  del loro  tasso di crescita, delle prospettive del servizio e dei nuovi orientamenti della clientela, ormai stanca di avere un ruolo “passivo” nella gestione dei propri fondi e scontenta del trattamento riservatogli dalle banche.  Questo potrebbe portare entro poco tempo, ad una situazione  negativa, con il mercato del trading invaso da brokers virtuali, e con il sistema bancario che, nel complesso, avrà speso cifre ragguardevoli per adattarsi a questa situazione per poi, a livello di singola banca, riuscire a guadagnare pochissimo a causa della forte concorrenza che, anche a causa della incapacità di interiorizzare la cultura di Internet, continuerà a intendere il web con un semplice canale distributivo, limitandosi alla strategia dell’abbassamento dei prezzi. E’ giunto il momento, quindi, di avvicinarsi alle più avanzate tecnologie e dinamiche modalità di fare banca, per servire al meglio i clienti e rafforzare nel mercato la leadership. L'agilità organizzativa e la  determinazione strategica sono essenziali per superare con successo le sfide dei mercati finanziari, facendo leva sulle potenzialità delle nuove tecnologie informatiche e telematiche. Bisogna essere pronti e competenti nell’offrire ai clienti i servizi più moderni e performanti , fuori dalla logica tipica dei grandi istituti bancari di vendere sempre e  comunque i propri prodotti. Il trading on line,  può essere lo strumento ideale  per tutti i piccoli istituti che, se dinamici, riuscirebbero a conquistare nuova clientela e ad espandersi, virtualmente, su tutto il territorio nazionale, competendo con le banche maggiori su un terreno dove il numero degli sportelli e l’estensione territoriale non contano, in quanto gli elementi peculiari sono la dinamicità, la capacità di adattamento, la customer satisfation e la comprensione dell’Internet philosophy. L'esigenza di recuperare il terreno perduto è determinata dall'arrivo di concorrenti, almeno europei, più preparati ed agguerriti che tenteranno di sottrarre, ai broker italiani, i clienti migliori, ovvero quelli più attenti e disposti a utilizzare le nuove tecnologie. Quindi, le banche e le sim, se non sapranno tenere il passo con la rivoluzione tecnologica in atto, ma anche se non riusciranno a mobilitarsi in breve tempo, finiranno per perdere clienti e quote di mercato. Le nostre banche dovranno comportarsi come "inseguitori veloci", recuperando il tempo perduto e fornendo al cliente prodotti su misura e ricchi di valore aggiunto, cercando di rispettare una filosofia di fondo, che mira a dare ai clienti l'assistenza di cui hanno veramente bisogno, nel luogo che vogliono, quando lo desiderano, e anche con chi preferiscono.

 


 

NOTE AL SETTIMO CAPITOLO

[1] Leeb S. Conrad R.S., Le cinque chiavi della finanza, il Sole 24 ore Libri ,1994.

[2] Fanton S.,Beber A., Corso di analisi tecnica, cd-rom Traderlab

[3] Fanton S.,Beber A., Corso di analisi tecnica, cd-rom Traderlab

[4] Fornasini A., Analisi tecnica e fondamentale di borsa, ETAS, 1991.

[5] Fornasini A., Analisi tecnica e fondamentale di borsa, ETAS, 1991.

[6] Pring M.J., Analisi tecnica dei mercati finanziari, Mc Graw Hill (1995 

[7] Coliva E. Galati L., Analisi tecnica finanziaria, UTET,1992.

[8] Fanton S.,Beber A., Corso di analisi tecnica, cd-rom Traderlab

[9] Fanton S.,Beber A., Corso di analisi tecnica, cd-rom Traderlab 

[10] Massardi Matteo, Analisi tecnica intraday , Credito Italiano , dispense Seminari, 1996.

[11] Massardi Matteo, Analisi tecnica intraday , Credito Italiano , dispense Seminari, 1996.

[12] Fanton S.,Beber A., Corso di analisi tecnica, cd-rom Traderlab

[13] Al mese di novembre 1999

[14] Fanton S.,Beber A., Corso di analisi tecnica, cd-rom Traderlab

[15] I Filtri sono considerati temporali  perché attendono la conferma del segnale nelle giornate successive (generalmente se il segnale è confermato nelle tre giornate successive con un 3% di incremento dei prezzi).

[16] Fanton S.,Beber A., Corso di analisi tecnica, cd-rom Traderlab

[17] Massardi Matteo, Analisi tecnica intraday , Credito Italiano , dispense Seminari, 1996.

[18] Ad esempio Excite Italia e Yahoo! Italia,