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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA
"LA SAPIENZA"

FACOLTÀ DI ECONOMIA

CORSO DI LAUREA IN
ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI

 

'LA BANCA DEL NUOVO MILLENIO
dallo sportello tradizionale al virtual banking'

 

 

tesi di laurea di:

Sabrina DI MARCO

relatore: Chiar.mo Prof. Pietro Giovannini

 

 

Roma, 21 marzo 2002

mail to: sabrinadimarco@yahoo.it

 

 





CAPITOLO 4
Vantaggi e rischi nella gestione di una banca virtuale.


4.3 CASI SPECIFICI

Internet banking:
analisi comparativa di casi
italiani ed internazionali.






Il contesto di riferimento che attualmente si presenta alle banche italiane ed estere è il risultato del rapido succedersi di cambiamenti epocali che, negli ultimi venti anni, ha modificato, nei suoi vari aspetti, la vita di ognuno di noi.

In questo ambito evolutivo la rete Internet è letteralmente esplosa con potenzialità di sviluppo future sulle cui dimensioni le stime abbondano, anche se piuttosto differenti le une dalle altre, concordando tutte nel decretarne potenzialità eccezionali.

E' oramai pacifico che la banca virtuale, quella fatta di home pages e non di sportelli, quella che dà informazioni senza addentrarsi nel burocratese, non ha rivali e che per le banche partecipare all'attività della rete potrebbe diventare un fattore discriminante ai fini della partecipazione alla vita sociale ed economica del futuro.

Negli ultimi anni si è assistito alla nascita della cosiddetta "New Economy", l'insieme di tutte quelle iniziative economiche generate, in modo più o meno diretto, dalle ICT (Information and Communication Technologies) e da Internet in particolare.

Le novità che hanno progressivamente investito il mondo bancario, delineandone le attuali caratteristiche, sono di duplice matrice: da una parte l'evoluzione delle condizioni competitive, dall'altra le opportunità e le minacce provenienti dal mondo della "nuova economia".


"Al riguardo significativa e, per certi versi, preoccupante è la famosa frase pronunciata da Bill Gates in riferimento all'attività bancaria:

"…We need banking, we don't need banks!!!"

in italiano:

"…Abbiamo bisogno di un'attività bancaria, ma non abbiamo bisogno delle banche!!!".


E' questo il monito che emerge nei convegni, nazionali ed internazionali, che periodicamente hanno luogo nei vari paesi al fine di "fare il punto" della situazione contingente nonché di analizzare le prospettive future relative al fenomeno "Virtual Banking".

Tale affermazione, anche se aspramente criticata, sottolinea il fatto che i servizi creditizi, per il loro contenuto fortemente immateriale, ben si adattano alla nuova economia e alla possibilità di essere offerti attraverso modelli di business che prescindano da qualsivoglia contatto fisico."

Una sfida complessa e multiforme, ricca di insidie ma anche di opportunità si presenta alle banche che si affacciano al WWW (World Wide Web):
- cambia il tradizionale settore di business;
- è possibile la comparsa di concorrenti nuovi, provenienti da ambiti competitivi differenti;
- le banche possono muoversi verso i loro mercati di riferimento, sfruttando gli eventuali punti di forza già in loro possesso ma, anche e soprattutto, le nuove occasioni che ivi si prospettano;
- l'adozione di nuove tecnologie, in parte necessaria ed in parte obbligata, impone revisioni e adattamenti in relazione ai modelli di business "storici" di ogni banca e, per far ciò, esige dal management bancario capacità culturali e gestionali in parte nuove e diverse aprendo, comunque, una concreta possibilità di migliorare le performance di ogni banca.


Il sistema bancario come gestisce la delicata fase di transizione???


Sicuramente i ritmi sono frenetici: le recenti modifiche nei consumi, indotte dalle mutate condizioni generali caratterizzanti il sistema economico-finanziario hanno comportato radicali mutamenti in termini di produzione. Le banche, infatti, nella fase propedeutica alla progettazione della propria gamma di offerta, effettuano complesse ricerche di mercato allo scopo di focalizzare i bisogni del target di clientela cui si riferiscono e, sulla base delle risultanze di dette indagini, orientano la produzione verso servizi rispondenti alle specifiche esigenze della gamma dei fruitori finali.

Questo avviene in maniera del tutto inversa rispetto ad un passato, non molto remoto, in cui la produzione era, per certi versi, quasi indipendente dalla preliminare analisi dei bisogni ed aspettative della clientela.

Oggi le informazioni sono sempre meno riservate e riservabili quindi una buona politica da parte degli istituti di credito è quella di trasformare l'informazione in conoscenza, competenza, servizi che abbiano un valore distintivo in relazione alla concreta capacità di operare in un'ottica di "customer satisfaction".

Questo processo di analisi delle problematiche sollevate, delle esigenze paventate e delle aspettative indicate dalla clientela è reso possibile grazie allo sfruttamento di strumenti tecnologici altamente avanzati che rende possibile, tra le altre cose, il costante monitoraggio del grado di soddisfazione dell'utenza, dato indispensabile per studiare eventuali interventi correttivi alle strategie in essere.

Lo spazio economico diviene virtuale e cambiano, di conseguenza, la geografia d'impresa nonché la relazione tra economia, società e organizzazione del territorio.

L'impresa banca appare "deterritorializzata" a causa dei legami sempre più intangibili con le diverse realtà in cui opera: essa sembra svincolarsi da un territorio specifico, grazie alla possibilità di sfruttare conoscenze e competenze tratte dalle singole esperienze locali per trasformarle in un vantaggio competitivo globale.

L'insieme delle sopracennate "novità" introducono al concetto di "Banca Telematica" la cui definizione, non univoca , individua un vero e proprio nuovo canale distributivo che rivoluzionerà il modo di "fare banca".


Le ragioni di ciò?


Culturali, tecnologiche ed economiche.




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4.3.1 CASI ITALIANI