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Il "sistema di crittografia simmetrico" consiste nell'adozione di una
unica chiave che serve sia per codificare il testo che per decodificarlo;
in questo caso, l'unica chiave utilizzata deve essere nota sia al soggetto
trasmittente che al destinatario. In tal modo, il mittente e il destinatario
del messaggio condividono la medesima chiave e, poiché si devono scambiare
la chiave di lettura in anticipo, è necessario che utilizzino dei sistemi
di comunicazione sicuri.
Un sistema del genere può funzionare, e quindi può garantire la genuinità
del documento, solo se gli interlocutori non siano a distanze geografiche
tali da doversi accordare per l'indicato scambio della chiave di decrittazione.
Si tratta, quindi, di un sistema incompatibile con l'alta dinamicità
della rete Internet che, proprio per la sua caratteristica di rete aperta,
permette all'utente evoluto indebite intrusioni in tale "scambio" .
Altra caratteristica del sistema simmetrico è la necessità, nelle comunicazioni
con più parti, di adottare tante chiavi segrete per ognuno degli interlocutori.
Se non si procedesse in questo modo, infatti, ciascun interlocutore
potrebbe decrittare l'informazione diretta ad altro destinatario. Infine,
le parti, conoscendo la chiave di scrittura (crittazione), potrebbero
alterare l'informazione originaria rendendo ripudiabile il documento
crittografato e, conseguentemente, vanificare lo sforzo di rendere sicure
le transazioni con grave intralcio per gli scambi commerciali .
Diversamente dai sistemi di cifratura simmetrici, invece, quelli "asimmetrici"
consentono una più efficace realizzazione della cifratura a scopo di
autenticazione, mediante l'apposizione di firme digitali .
Il legislatore italiano ha conseguentemente operato la propria scelta,
adottando per la firma digitale il sistema di cifratura asimmetrica,
c.d. a doppia chiave o a chiave pubblica.
segue >>
2.9 LA CRITTOGRAFIA ASIMMETRICA O A CHIAVE
PUBBLICA
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