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"Le banche sono sicure. Tutti noi lo diamo per scontato. La sicurezza
si può vedere: mura robuste, serrature antiscasso, allarmi, caveaut
blindati, agenti di vigilanza...Ma c'è un altro componente della sicurezza
di una banca che non è così visibile: la sicurezza dell'informazione."
(Tradotto da R.M. Nash, 2000) .
Ovviamente, il problema della sicurezza dell'informazione è ben conosciuto
dalle istituzioni finanziarie, ove tradizionalmente si prevedono piani
e misure per la protezione e il controllo degli accessi agli archivi:
sistemi informatici e reti di comunicazione protetti, livelli gerarchici
di autorizzazione degli accessi, e così via.
Il rapporto biennale ABI sulla sicurezza informatica delle aziende di
credito (ABI, 1999) distingue una serie di aree di intervento, tra cui
quelle di sicurezza fisica, logica, organizzativa e delle comunicazioni.
La conversione in formato elettronico di porzioni sempre maggiori degli
archivi aziendali, l'automazione dei processi di business, la crescente
diffusione di sistemi distribuiti su rete locale, hanno fatto sì che
le banche italiane si siano strutturate adeguatamente per la gestione
della sicurezza dell'informazione in tutti gli aspetti considerati:
l'analisi dei rapporti ABI dal 1995 al 1999 testimonia una forte e crescente
attenzione del sistema bancario a tale riguardo.
Tuttavia, la recente affermazione dei canali di distribuzione elettronica,
basati direttamente o indirettamente su Internet, ha conseguenze sul
piano della sicurezza dell'informazione molto più profonde di quanto
ci si potrebbe aspettare a prima vista, che possono avere un impatto
rilevante non solo sull'attività delle singole banche, ma anche a livello
di sistema.
Sul piano delle singole banche, i servizi on line permettono al cliente
di effettuare transazioni via Internet, andando a modificare il contenuto
di archivi chiave del back office senza alcun intervento o controllo
diretto del personale bancario. È evidente che l'efficacia dei meccanismi
di riconoscimento, autenticazione e abilitazione dell'utente deve essere
fuori discussione, e che il rischio di intrusione è amplificato dal
numero elevatissimo e sempre crescente di persone che hanno accesso
potenziale al canale: per esempio, se c'è una probabilità su un miliardo
che una persona sia in grado di aggirare un sistema anti-intrusione,
il rischio potrebbe essere accettabile con 100 utenti conosciuti, molto
meno con milioni di persone sconosciute. Il fatto di poter accedere
via Internet da luoghi remoti, in Paesi soggetti a legislazioni diverse,
utilizzando computer con indirizzi Internet mascherati e comunque difficilmente
rintracciabili, dà la possibilità ai potenziali intrusi di agire di
nascosto e in tutta calma, con poche probabilità di essere scoperti
.
Sul piano del sistema bancario, già la stessa diffusione dell'utilizzo
di carte di credito per i pagamenti on line, che vengono abilitati senza
poter accertare l'effettiva disponibilità fisica della carta da parte
dell'utente, come avviene tradizionalmente off line, aumenta il rischio
potenziale di frode. La riduzione del grado di affidabilità delle carte
di credito rappresenta una minaccia indiretta per le banche, che richiede
l'adozione di contromisure efficaci e tempestive, accettate e riconosciute
a livello di sistema .
segue >>
2.2 IL CONNUBIO TRA INFORMATICA E DIRITTO
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