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Giunti al termine del nostro lavoro, ci pare il caso di sintetizzarne
i risultati, 'tirando le somme', e anche facendo qualche ulteriore considerazione
rispetto alla situazione italiana.
Il commercio elettronico, abbiamo visto, è per le banche solo una delle
opportunità derivanti da un utilizzo proficuo che esse possono fare
della Rete.
Questa, pur costituendo l'elemento più rappresentativo di un momento
di 'rottura' nel mondo delle relazioni sociali, e dunque di quelle economiche,
non può e non deve essere comunque vista come un 'Golem', un elemento
estraneo ed avulso dalle esperienze pregresse delle banche: al contrario,
di essa vanno considerati e sfruttati attentamente non solo gli elementi
di discontinuità rispetto al passato, pur essendo questi i più evidenti,
ma anche e soprattutto quelle istanze nelle quali è possibile applicare
il bagaglio di professionalità reveniente dalle passate vicende.
La Rete dunque come elemento nuovo e dotato di proprie caratteristiche
e necessità, ma anche solidamente inserito nell'ambito dei generali
contesti di attività delle banche.
Analogo discorso deve essere fatto per il commercio elettronico, solo
uno degli elementi della strategia web delle banche, e forse nemmeno
il più importante, ma sicuramente denso di implicazioni e meritevole
di un approccio e di uno studio approfondito, specie nel momento in
cui esso diventa un utile strumento per aumentare le occasioni di contatto,
e dunque di conoscenza, tra le banche e la propria clientela.
Riferendoci all'ambiente italiano nel corso della nostra trattazione,
non abbiamo potuto tacere del ritardo di cui essa soffre in termini
di alfabetizzazione tecnologica rispetto non solo alla realtà americana,
ma anche rispetto al generale andamento di quella europea: l'introduzione
dell'euro può diventare un'occasione unica per colmare determinati settori
di questo gap, segnatamente quello riguardante la diffusione dei mezzi
di pagamento innovativi, a 'matrice elettronica'.
Non che la situazione assuma connotati drammatici: il riferimento nelle
pagine precedenti a realtà nate e sviluppatesi nel nostro Paese, costituisce
quanto meno l'indizio che per trovare casi di studio non si devono per
forza varcare i nostri confini: in Italia assistiamo ad una essenziale
situazione di dinamismo, frutto anche del momento particolare vissuto
dal mondo bancario che, forse ancora non uscito dall'era delle 'grandi
concentrazioni', sta comunque cercando nuovi territori di competizione
e nuove aree di attrazione di nuova clientela e soddisfazione di quella
già fidelizzata.
Un dinamismo al quale le Istituzioni, segnatamente la Banca d'Italia,
contribuiscono in termini di stimolo e spinta, avendo compreso la portata
dei cambiamenti in atto e la necessità che l'Italia, nell'attesa di
colmare i propri ritardi non rimanga immobile accumulandone di ulteriori.
Ci si consenta, proprio a questo riguardo, un'ultima constatazione di
carattere socio-demografico: per loro natura le nuove tecnologie, e
dunque anche il commercio elettronico, sembrano attirare le giovani
generazioni, che d'altra parte hanno le minori capacità, legali e finanziarie
di accedere al mondo delle transazioni on line; nel caso del nostro
Paese, questo elemento è inserito in una realtà demografica nella quale
elemento di spicco è il progressivo invecchiamento della popolazione:
il dubbio che ci poniamo è se questa situazione alla lunga non possa
frenare lo sviluppo e la diffusione del commercio elettronico, e dei
processi legati alla rete in genere più di quanto accada in altre nazioni,
che pur inserite in un generale panorama di bassa natalità nel occidente
sviluppato, possano contare su un'utenza giovanile di maggiori dimensioni.
Inserendo tale discorso nell'ambito del tema del nostro lavoro, ci chiediamo
cioè se non sia il caso da un lato, di incentivare l'accesso alla rete
da parte dei 'teen agers' con iniziative ad hoc, che comunque continuino
a tenere conto della capacità operativa che la legge dà loro in questo
senso, dall'altra se in egual misura non sia auspicabile un ulteriore
sforzo per rendere le nuove tecnologie più appetibile alle fasce di
età più elevate, combattendone la naturale diffidenza; al momento in
cui scriviamo, ci pare che tali problemi siano già presenti nelle intenzioni
e nei risultati di alcuni progetti, ma che la strada da percorrere per
abbracciare tali fette di mercato sia ancora lunga.
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