vai a portalino


 

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA
"LA SAPIENZA"

FACOLTÀ DI ECONOMIA

CORSO DI LAUREA IN
ECONOMIA E COMMERCIO

 

Tesi di laurea in tecnica bancaria

' E - COMMERCE E BANCHE
opportunità e prospettive strategiche'

 

 

tesi di laurea di:

Marcello Berlich
matr. 05140054

relatore: Chiar.mo Maurizio Baravelli

 

 

Roma, 12 marzo 2002

mail to: foxtrot74@libero.it

 

 





Conclusioni



Giunti al termine del nostro lavoro, ci pare il caso di sintetizzarne i risultati, 'tirando le somme', e anche facendo qualche ulteriore considerazione rispetto alla situazione italiana.


Il commercio elettronico, abbiamo visto, è per le banche solo una delle opportunità derivanti da un utilizzo proficuo che esse possono fare della Rete.


Questa, pur costituendo l'elemento più rappresentativo di un momento di 'rottura' nel mondo delle relazioni sociali, e dunque di quelle economiche, non può e non deve essere comunque vista come un 'Golem', un elemento estraneo ed avulso dalle esperienze pregresse delle banche: al contrario, di essa vanno considerati e sfruttati attentamente non solo gli elementi di discontinuità rispetto al passato, pur essendo questi i più evidenti, ma anche e soprattutto quelle istanze nelle quali è possibile applicare il bagaglio di professionalità reveniente dalle passate vicende.


La Rete dunque come elemento nuovo e dotato di proprie caratteristiche e necessità, ma anche solidamente inserito nell'ambito dei generali contesti di attività delle banche.


Analogo discorso deve essere fatto per il commercio elettronico, solo uno degli elementi della strategia web delle banche, e forse nemmeno il più importante, ma sicuramente denso di implicazioni e meritevole di un approccio e di uno studio approfondito, specie nel momento in cui esso diventa un utile strumento per aumentare le occasioni di contatto, e dunque di conoscenza, tra le banche e la propria clientela.


Riferendoci all'ambiente italiano nel corso della nostra trattazione, non abbiamo potuto tacere del ritardo di cui essa soffre in termini di alfabetizzazione tecnologica rispetto non solo alla realtà americana, ma anche rispetto al generale andamento di quella europea: l'introduzione dell'euro può diventare un'occasione unica per colmare determinati settori di questo gap, segnatamente quello riguardante la diffusione dei mezzi di pagamento innovativi, a 'matrice elettronica'.


Non che la situazione assuma connotati drammatici: il riferimento nelle pagine precedenti a realtà nate e sviluppatesi nel nostro Paese, costituisce quanto meno l'indizio che per trovare casi di studio non si devono per forza varcare i nostri confini: in Italia assistiamo ad una essenziale situazione di dinamismo, frutto anche del momento particolare vissuto dal mondo bancario che, forse ancora non uscito dall'era delle 'grandi concentrazioni', sta comunque cercando nuovi territori di competizione e nuove aree di attrazione di nuova clientela e soddisfazione di quella già fidelizzata.


Un dinamismo al quale le Istituzioni, segnatamente la Banca d'Italia, contribuiscono in termini di stimolo e spinta, avendo compreso la portata dei cambiamenti in atto e la necessità che l'Italia, nell'attesa di colmare i propri ritardi non rimanga immobile accumulandone di ulteriori.


Ci si consenta, proprio a questo riguardo, un'ultima constatazione di carattere socio-demografico: per loro natura le nuove tecnologie, e dunque anche il commercio elettronico, sembrano attirare le giovani generazioni, che d'altra parte hanno le minori capacità, legali e finanziarie di accedere al mondo delle transazioni on line; nel caso del nostro Paese, questo elemento è inserito in una realtà demografica nella quale elemento di spicco è il progressivo invecchiamento della popolazione: il dubbio che ci poniamo è se questa situazione alla lunga non possa frenare lo sviluppo e la diffusione del commercio elettronico, e dei processi legati alla rete in genere più di quanto accada in altre nazioni, che pur inserite in un generale panorama di bassa natalità nel occidente sviluppato, possano contare su un'utenza giovanile di maggiori dimensioni.


Inserendo tale discorso nell'ambito del tema del nostro lavoro, ci chiediamo cioè se non sia il caso da un lato, di incentivare l'accesso alla rete da parte dei 'teen agers' con iniziative ad hoc, che comunque continuino a tenere conto della capacità operativa che la legge dà loro in questo senso, dall'altra se in egual misura non sia auspicabile un ulteriore sforzo per rendere le nuove tecnologie più appetibile alle fasce di età più elevate, combattendone la naturale diffidenza; al momento in cui scriviamo, ci pare che tali problemi siano già presenti nelle intenzioni e nei risultati di alcuni progetti, ma che la strada da percorrere per abbracciare tali fette di mercato sia ancora lunga.





>> Bibliografia