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Se nel mondo dell'eCommerce B2C le banche stanno utilizzando il modello
- portale in modo dinamico e aggressivo, raggiungendo l'obbiettivo di
fondo dell'attività bancaria in questo business, riuscendo cioè ad applicarvi
competenze e professionalità acquisite ormai da tempo, diversamente
stanno le cose nel momento in cui si osserva il settore del B2B.
Una prima osservazione riguarda lo scarso dinamismo bancario in questo
settore, che non riguarda solo l'utilizzo dei portali, ma si colloca
ad un livello superiore, generale, e, aggiungiamo, generalizzato: questione
avvertita non solo in Italia, ma anche nel mondo americano, da sempre
apripista nell'adozione di nuovi sistemi ed esperienze.
Eppure, le premesse perché il B2B diventi un'area centrale nell'operatività
delle banche sono inequivocabili, a cominciare dal ruolo cardine svolto
dal settore dei pagamenti: le aziende, mediante l'utilizzo di sistemi
di pagamento elettronico possono infatti conseguire vantaggi concreti
in termini di taglio dei costi e per loro stessa ammissione ritengono
comunque che l'utilizzo costituisca un vero e proprio vantaggio competitivo.
Le banche, dal canto loro, possono svolgere un ruolo di primo piano,
a condizione che riescano a vedere i pagamenti come dei processi integrati,
più che come insiemi di fasi.
Lo scenario dunque, lascerebbe presupporre un dinamismo delle banche
addirittura superiore a quanto avviene nel B2C; l'odierno mercato del
B2B appare invece notevolmente sottodimensionato, e la stragrande maggioranza
dei pagamenti B2B continua ad essere effettuata su supporto cartaceo:
si deve dunque constatare che i primi a dimostrare scarsa predisposizione
e diffidenza verso il nuovo sistema sono proprio quei soggetti che da
esso conseguirebbero i vantaggi più evidenti.
Le motivazioni sembrano risiedere nel fatto che i sistemi di pagamento
elettronico in questo settore non hanno ancora raggiunto un livello
di semplificazione e sicurezza sufficiente a soddisfare le richieste
degli utenti: così, nell'attesa che tale gap, venga, le preferenze si
dirigono verso i sistemi tradizionali.
Va però sottolineato come da molte parti si suggerisca che nei prossimi
anni la situazione sia destinata a mutare radicalmente, grazie alle
partnership tra produttori di tecnologia e istituzioni finanziarie,
che contribuiranno a colmare rapidamente lo scarto attuale; anche in
questo settore si riproporrà il confronto tra emittenti di carte di
credito e soggetti bancari, con i primi forse avvantaggiati da quella
concezione unitaria del processo di pagamento alla quale sopra abbiamo
fatto riferimento, e i secondi a doverla rapidamente acquisire se vogliono
riuscire a sfruttare utilmente la loro posizione centrale nel mondo
dei pagamenti: del resto, se l'intermediazione è una delle attività
fondamentali delle banche, non si vede perché queste debbano farsi sfuggire
la possibilità di agire profittevolmente nell'area dei pagamenti, che
di questa è uno dei riflessi più importanti.
Lo scenario appena descritto si riflette sul modo in cui lo strumento
- portale si è diffuso fino ad oggi nel mondo del B2B: come abbiamo
visto, lo scarso interesse dimostrato dalle banche per tale strumento
in quest'area è in parte motivato dalla diffidenza di coloro che dovrebbero
servirsi dei servizi da questo offerti. Tale situazione, ha portato
il portale ad essere uno strumento utilizzato più o meno da aziende,
che si pongono come intermediari nel processo di contatto tra le imprese.
Anche nel B2B, tuttavia, non mancano esempi di banche coinvolte in portali
per il B2B: la maggior parte delle volte questo coinvolgimento avviene
in termini di collaborazione con altri soggetti: per riferirci alla
realtà italiana, possiamo ricordare l'esempio di Coralis, gestito da
Mercato Impresa, società partecipata al 65% dal gruppo Banca Popolare
di Bergamo - Credito Varesino e per il resto da B2Biscom (gruppo e.
Biscom): per limitarci ai punti salienti, esso si articola in un portale
orizzontale per la compravendita di beni e servizi per l'ufficio e in
tre portali verticali, dedicati ad altrettanti settori: meccanico, tessile
ed elettrotecnico.
Il caso Mps Finance
Mps Finance, il portale finanziario della banca mobiliare di Montepaschi,
nasce come strumento diretto ai piccoli istituti di credito e alle piccole
e medie imprese: al suo interno gli utenti registrati hanno la possibilità
di trovare soluzioni per i propri investimenti, pagine web dedicate
alle analisi finanziarie, studi e ricerche sul mondo delle obbligazioni
e notizie in ambito borsistico.
Si ripete in questo caso la distinzione tra fasce di clienti a seconda
del grado di coinvolgimento nel portale: i navigatori free, che hanno
la possibilità di scorrere le pagine Internet a carattere gratuito;
gli utenti iscritti come privati, ai quali è richiesto l'invio della
propria mail; la clientela 'core', ovvero le banche retail e le pmi
alle quali verranno erogati servizi personalizzati.
In particolare, l'offerta predisposta per le banche sarà incentrata
su una sezione, 'Personal Finance Solutions', che consiste in una sorta
di 'laboratorio' dove gli utenti potranno trovare prodotti di investimento
diversificati come la finanza strutturata distribuita attraverso il
circuito banche e reti del Gruppo Mps e sul mercato non captive degli
altri intermediari finanziari.
La clientela Corporate (pmi) avrà a disposizione la sezione Corporate
Finance Solutions, anch'essa un 'laboratorio', di prodotti e servizi
finanziari dedicati alla gestione aziendale: dai semplici prodotti di
raccolta e di investimento alla gestione del rischio di cambio, ai cosiddetti
'ibridi', prodotti finanziari ed assicurativi.
Al momento il portale eroga solo servizi di carattere informativo, ma
l'intenzione è quella di implementarne i servizi, creando una vera e
propria negoziazione dei titoli obbligazionari, tramite il 'Sistema
di Scambi Organizzati' (SSO); trai servizi più 'interessanti' il portale
offre uno strumento di analisi e valutazione del rischio degli investimenti,
il 'Varometro': graficamente simile ad un tachimetro, esso analizza
sia singoli titoli sia l'intero portafoglio in modo da calcolare la
perdita massima giornaliera, suddividendo il grado di rischio in tre
categorie: titoli a basso rischio (valori tra 0 e 18), a medio rischio
( 18 - 42) e ad alto rischio ( valori superiori a 42).
Altro strumento offerto è l'iscrizione ad una 'community', nella quale
gli operatori hanno la possibilità di mettersi in contatto, scambiandosi
informazioni, partecipando a discussioni e segnalando iniziative di
particolare interesse.
L'offerta di titoli è focalizzata sul mercato obbligazionario, ritenuto
il settore dove la banca ha la possibilità di utilizzare al meglio i
propri 'skills': ad ogni obbligazione è abbinata una scheda 'selling
point'di facile lettura.
Per quanto riguarda l'aspetto tecnico della funzionalità del sito, si
è puntato sulla velocità e trasparenza delle operazioni; sotto il profilo
organizzativo, si è optato per una struttura 'leggera', composta da
una dozzina di persone che si occupano sia della gestione dei sistemi
informatici (server database, ecc...), sia dell'aggiornamento quotidiano
del sito.
>> Capitolo IX:
Strategie per i pagamenti
9.1 Premessa
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